Gli agricoltori veneti non solo producono e trasformano prodotti ma recuperano circa 370 specialità che rischiavano il dimenticatoio e portano il Veneto sul terzo podio della tipicita’ nazionale. Lo afferma Coldiretti relativamente ai dati diffusi durante il convegno su “L’Italia che piace nell’estate 2012: il turismo ambientale ed enogastronomico” svoltosi a Roma nei giorni scorsi e dove è stata presentata la prima classifica delle regioni più virtuose sulla base del censimento delle tipicità salvate dall’estinzione.
Oro per la Toscana, argento per il Lazia, bronzo per Veneto e Campania. “Dopo la Toscana e il Lazio la nostra regione (pari merito con la Campania) – spiega Coldiretti – fa sventolare la bandiera del gusto aggiudicandosi la medaglia di bronzo”. Una conquista che passa attraverso il lavoro di quasi 80 mila aziende agricole impegnate ogni giorno nella valorizzazione del patrimonio agroalimentare regionale che dopo dieci anni ha superato i 5 miliardi di valore della produzione lorda vendibile fatta non solo di marchi riconosciuti e blasonati con la certificazione Dop, Docg, Igp, Igt che contraddistinguono carni, frutta, verdura, vini, formaggi e uova ma anche della ricerca dell’eccellenza tradizionale gia’ in elenco ministeriale per un giusto protagonismo.Dalla Batata di Valliera (Ro) e Anguillara (Pd) da cui si ricava anche un liquore digestivo, al broccolo di Custoza (Vr) che si raccoglie a gennaio, dalle pesche antiche di Mogliano (Tv) riscoperte quest’estate alle giuggiole di Arqua’ Petrarca (Pd) da gustare anche nel famoso ‘brodo’, dal formaggio ‘imbriago’ senza tempo al mais di Marano che da la polenta più imitata nel mondo, i turisti consumatori hanno un forziere di possibili souvenirs enogastronimici da portarsi nella terra d’origine come miglior ricordo di una vacanza trascorsa nella regione dei primati.
(Fonte: Coldiretti Veneto)
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