• Informativa per i lettori

    Nel rispetto del provvedimento emanato, in data 8 maggio 2014, dal garante per la protezione dei dati personali, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all' uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Cookie Policy nel menu
  • Post più letti

  • Archivio articoli

Siccità, secondo Coldiretti, perdite per 300 milioni e danni indiretti destinati al raddoppio. Oggi Manzato a Roma dal ministro Catania.

La siccità presenta il conto all’agricoltura veneta. Dopo un’estate di percentuali che secondo Coldiretti vanno dal 15% nell’alto veneziano fino al 70% nel basso polesine, con la fascia padovana intorno al 50% si tirano le somme. Per Coldiretti il valore delle perdite è intorno ai 300 milioni, cifra che si riferisce però ai mancati redditi per i minori raccolti e non certo per le maggiori spese sostenute per l’irrigazioni oppure per gli ulteriori costi delle imprese per la penuria di approvvigionamenti foraggeri.

Colture e ortofrutta i settori più colpiti. Se si considerano questi ed altri aspetti connessi alla gestione aziendale in prospettiva la somma definitiva può arrivare a più zeri. Da Venezia fino a Rovigo passando per Padova dove maggiormente si concentrano gli ettari vocati a granoturco, il calo della resa è confermato in oltre 7 milioni di quintali (rispetto ai 10 milioni preventivati), per la soia si parla di 560 mila quintali in meno. Un dramma che ha interessato non solo le grandi estensioni ma anche la campagna ortofrutticola. Nel padovano la maggior sofferenza dei vigneti. Sui colli scarsità d’acqua altrove, come nella pedemontana servita dagli impianti di irrigazione si sta provvedendo ad una vendemmia quasi nella norma. Difficoltà ancora più evidente se si considerano piovosità diverse o assenti, aree che pur in siccità hanno potuto irrigare i loro vigneti e altre (poche per fortuna) che raccoglieranno avendo le vigne secche. “Non tutti avranno la possibilità di trasformare la migliore uva in vino – commenta Coldiretti – il caldo, il vento e le alte temperature hanno lasciato il segno, ma sicuramente i viticoltori impiegheranno la loro massima conoscenza tecnica e naturale per aver il miglior risultato”.

Settore pesca. Coldiretti ricorda che non è scampato neanche il comparto della pesca che ha registrato la moria di cozze e mitili nel rodigino per anossia. Le variazioni climatiche pongono un grosso interrogativo sulle annate agricole obbligando gli operatori ad assicurarsi contro eventi atmosferici al di sopra di ogni aspettativa (trombe d’aria, tempeste di sabbia, grandinate abnormi). “Gli agricoltori non chiedono rimborsi – insiste Coldiretti Veneto – ma agevolazioni fiscali e condizioni preferenziali di accesso al credito per far fronte alle anticipazioni colturali della prossima annata e pagare i costi di quella in atto. La Regione Veneto – conclude Coldiretti – deve definire azioni inserite nel Programma di Sviluppo Rurale che introduca la possibilità di irrigazioni di soccorso anche per trasformare gli impianti esistenti oltre che introdurne di nuovi”.

La mappa dei danni. A Padova, è nella bassa dove si registrano le difficoltà maggiori. Non solo per la perdita quasi totale del raccolto ma per la sofferenza dei vigneti dei colli euganei ora in piena vendemmia registra un calo di produzione del 30%.  Dal 50 per cento al 100 % in meno delle rese di soia,  mais, bietole, nonché coltivazioni di ortaggi compromesse. E’ in questa area che si è trinciato e provveduto all’insilato anticipando la stagione con fasi di lavorazione non consone al periodo. Flagellato anche il tabacco con il recente passaggio del ciclone Poppea. Le aziende dovranno fare i conti non solo con l’avvio della prossima campagna già compromessa per niente incoraggiata dall’aumento in prospettiva dei costi di approvvigionamento. 150 milioni la stima quasi definitiva. A Vicenza, danni a macchia di leopardo per mais e soia che vanno dal 30% al 50% fino al 100% nelle zone più aride (quelle pedemontane da ovest a est ). Grande difficoltà anche per le colture orticole. Nelle zone attrezzate per l’irrigazione sono stati chiesti supplementi di carburanti per interventi d’emergenza. Perdite anche nella produzione di foraggi (prati e pascoli): in sofferenza le distese di erba di altura. Nelle malghe dell’Altopiano di Asiago si è provveduto a trasporti eccezionali di acqua per l’abbeveramento degli animali in alpeggio. Ciò significa maggiori costi per approvvigionamenti mangimi e fieno e soprattutto minore rese produttive soprattutto del latte. Con la siccità, si sono evidenziate pure delle infestazioni da parte di insetti e parassiti delle colture: in alcune aree dei Colli Berici, sono apparse le cavallette che compromettono raccolti. Particolarmente diffuso il ragnetto rosso nelle colture di soia. Coldiretti Vicenza stima perdite pari a 20 milioni di euro, cifra destinata ad aumentare.  Anche a Verona, le colture che pagano di più sono quelle estensive che registrano danni dal 50% fino al 100%. La campagna a sud di Verona la più colpita anche dalla tromba d’aria di “Poppea” che ha atterrato il tabacco nella fascia del territorio che comprende i comuni fino al confine di Rovigo. Sotto osservazione la frutticoltura, in particolare le piante di pero e melo in stress idrico per le alte temperature e colpi di sole che non garantiscono ora una maturazione omogenea. Coldiretti Verona conferma un danno intorno ai 10 milioni di euro.  A Treviso, la siccità ha colpito soprattutto nei comprensori di Mogliano-Roncade, Motta-Oderzo e nell’area centrale di Treviso e Montebelluna. La produzione di soia è irrimediabilmente persa e il mais non irrigato è sotto la soglia della convenienza. A soffrire in particolare è la zootecnia da latte e da carne. A Rovigo, la situazione sulle colture agrarie peggiora di giorno in giorno. La bassa pianura veneta è la più provata di questa estate secca e arida. La soia nel polesine che aveva ancora la possibilità di riprendersi ormai è persa al 100%; il mais non irrigato è compromesso dall’80 al 100% a seconda del terreno se irrorato o meno; la frutta ha prodotto una pezzatura piccola e si è dovuto anticipare la raccolta delle barbabietole perché lo sviluppo della pianta si è ormai bloccata. 250 milioni è il conto in rosso totale per le aziende del polesine A Venezia, 5 mila aziende situate lungo la fascia che va dal Portogruarese fino alla riviera del Brenta: 27 mila ettari di seminativi lontano dalle fonti irrigue. I vigneti di Lison Pra Maggiore salvati con acqua difficile da recuperare se non a turni notturni con “rotoloni” collegati alle fonti e trattori con motore sempre acceso.

Manzato oggi a Roma dal ministro Catania. Dal canto suo, l’assessore all’agricoltura del Veneto Franco Manzato parteciperà questa mattina, mercoledì 5 settembre, a Roma all’incontro promosso dal ministro delle politiche agricole Mario Catania con le Regioni per discutere dei gravi problemi determinati dai fenomeni di siccità. La riunione si svolgerà nella sede del Ministero in via XX Settembre, con inizio alle ore 11,30.
“Attendevamo da tempo questo incontro – ha sottolineato Manzato – peraltro preceduto da riunioni preparatorie e scambi di comunicazioni, perché le imprese che hanno perso in tutto o in parte il loro raccolto a causa di un andamento climatico straordinariamente sfavorevole hanno bisogno di certezze per il futuro e vanno accompagnate alla prossima annata agraria, tenendo conto della perdita del reddito e, in taluni casi, della situazione d’indebitamento pre raccolto che potrebbero faticare a fronteggiare”. “Con Avepa e con le altre istituzioni interessate – ha aggiunto l’assessore – siamo pronti ad aggiornare la mappa dei danni e delle perdite e a predisporre nei tempi più brevi la parte burocratica della questione. Ma è sulla sostanza che ci servono risposte: dobbiamo capire come il Governo intende intervenire e con quali risorse, tenuto conto che l’eccezionalità delle condizioni meteorologiche avverse richiedono una deroga al Piano assicurativo nazionale 2012. Per quanto ci riguarda, in ogni caso, il reperimento delle risorse economiche necessarie a sostenere le aziende in difficoltà non deve essere coperto da ulteriori aumenti delle accise sui carburanti”.

(Fonte: Coldiretti/Regione Veneto)

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.