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Vignaioli indipendenti, sì al mantenimento dell’attuale normativa sui diritti d’impianto

Riceviamo e volentieri pubblichiamo una nota da FIVI (Federazione Italiana dei Vignaioli Indipendenti).

Oggi, venerdì 21 settembre, si riunisce a Palermo il “Gruppo ad Alto Livello” creato dalla Commissione Europea per valutare le conseguenze della liberalizzazione dei diritti di impianto dei vigneti prevista dalla OCM (Organizzazione Comune del Mercato), che entrerà in vigore nel 2016.

L’ abolizione dell’attuale collaudato sistema potrebbe creare fenomeni di “delocalizzazione produttiva” favorendo l’impianto dei vigneti in aree colturali non vocazionali, mettendo così inevitabilmente a rischio il capitale ambientale, paesaggistico, storico e culturale delle regioni viticole europee. E quindi il lavoro e l’impegno profuso da moltissimi Vignaioli.

Il NO di FIVI e CEVI (Confédération Européenne des Vignerons Indépendants) nasce dalla convinzione che l’Italia e l’Europa debbano salvaguardare il proprio patrimonio d’eccellenza senza cedere allo spauracchio dello squilibrio dei mercati. 
Un importante studio dell’AREV, Assemblée des Régions Européennes Viticoles, “sugli impatti socio-economici e territoriali della liberalizzazione dei diritti di impianto”, dimostra come l’assenza del sistema di regolazione degli impianti presso le aree vitivinicole concorrenti del Nuovo Mondo non ha in realtà permesso loro di evitare lo squilibrio del mercato. 
Invece il sistema dei “diritti di impianto” europeo non ha affatto bloccato lo sviluppo del “vigneto Europa”, anzi ha permesso la creazione di nuove superfici solo nelle regioni in cui gli sbocchi commerciali chiedevano crescita (Italia, Francia…).
Per queste ragioni FIVI e CEVI sono impegnate da tempo in una intensa opera di dialogo e sensibilizzazione trasversale nei confronti di tutti gli Europarlamentari Italiani presenti a Bruxelles.

 Per queste ragioni FIVI e CEVI ribadiscono il NO alla liberalizzazione senza regole ed il loro SÌ ad un nuovo sistema di gestione delle produzioni che dia giusta voce al mercato e anche a chi la vigna la impianta e la coltiva: il Vignaiolo italiano ed europeo.

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