Sta andando bene il team italiano ”Med in Italy”, che in questi giorni partecipa a Solar Decathlon (14-30 settembre 2012), l’olimpiade dell’architettura green ideata dal Dipartimento Energia degli Stati Uniti e che quest’anno si svolge a Madri. Il merito è anche del gruppo di ricerca del master CasaClima dell’Università di Bolzano, che ha progettato la strategia energetica dell’edificio portato al concorso.
Il concorso. I diversi gruppi di ricerca si cimentano nella progettazione e costruzione di edifici autosufficienti che utilizzano solo energia solare e sfruttano in modo efficiente le risorse naturali. I prototipi, abitabili, sono stati realizzati dalle Università di Europa, Asia, Africa ed America che hanno passato la severa selezione iniziale. Per 16 giorni gli edifici in concorso, aperti alle visite del pubblico, vengono monitorati ogni 15 minuti. I risultati conseguiti riguardo alla strategia energetica dell’edificio italiano sono ottimi: ”Non siamo mai scesi sotto il quarto posto”, spiega Cristina Benedetti che guida il Master CasaClima Reseach Team ”ed ormai da qualche giorno siamo secondi in classifica. Le nostre simulazioni si sono rivelate molto vicine al comportamente reale dell’edificio. Siamo molto soddisfatti di come sta andando”. Il team ”Med in Italy” è composto dalle Universita’ Roma 3 e La Sapienza, che hanno voluto il gruppo di ricerca della Libera Universita’ di Bolzano come consulente per la strategia energetica.
Il progetto. Med in Italy è una casa che produce tre volte più energia di quanta ne consuma, che si monta in due giorni e che è in grado di rispondere persino all’emergenza di un post terremoto o ai drammatici problemi di un’ondata di migranti in fuga da un conflitto. Una casa adatta soprattutto al caldo, pensata e realizzata per resistere al cambiamento climatico, perfetta per una struttura di turismo sostenibile. Una casa progettata in modo che le pareti potranno essere realizzate con materiali locali, per adattarsi a tutti i paesaggi.Med in Italy reinterpreta, in versione contemporanea, la tradizione mediterranea, attraverso un patio esterno ombreggiato in cui si coltivano ortaggi mediterranei, le grandi murature del passato in grado di accumulare il calore, lo spazio interno organizzato per favorire lo stile di vita mediterraneo, la produzione di energia elettrica da fotovoltaico organico.
È la prima volta, a partire dalla prima edizione di Solar Decathlon nel 2002, che un team italiano viene ammesso alla competizione mondiale dell’architettura sostenibile. Per vincere la palma di edificio più verde dell’anno dovrà superare dieci prove (decathlon, appunto, come nelle vere Olimpiadi): la sfida si snoda lungo i percorsi dell’architettura, della capacità costruttiva, dell’efficienza, del bilancio energetico, del comfort, della funzionalità, della comunicazione, della produzione e fattibilità economica, dell’innovazione, della sostenibilità. Per ognuna delle ‘gare’ i prototipi riceveranno un punteggio da una giuria internazionale (fino a un massimo che, a seconda dei settori, arriverà a 80 o 120 punti).
(Fonte: Ansa/Med in Italy)
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