La Commissione europea ha imposto all’Italia di bonificare centinaia di discariche illegali sparse su tutto il territorio nazionale. Nonostante una precedente sentenza della Corte di giustizia, i problemi sussistono ancora in quasi tutte le regioni italiane e le misure in vigore non sono sufficienti per risolvere il problema a lungo termine.
Inflitta un’ammenda di 56 milioni di euro. Quando uno Stato membro non ha dato piena esecuzione a una sentenza della Corte di giustizia dell’UE, la Commissione ha il potere, dopo l’emanazione di due avvertimenti, di deferire lo Stato membro alla Corte una seconda volta e di chiedere che siano inflitte delle ammende. Su raccomandazione del Commissario per l’Ambiente, Janez Potočnik, e in rispetto della Direttiva 99/31/CE, la Commissione ha deciso di deferire l’Italia alla Corte di giustizia dell’Unione europea e di imporre un’ammenda forfettaria di 56 milioni di euro (28089,60 euro per giorno tra le due sentenze della Corte) e un’ammenda giornaliera di 256819,20 euro per ogni giorno successivo alla seconda sentenza fino al giorno della regolarizzazione dell’infrazione. Spesa che l’Italia al momento non si può permettere.
Le discariche da bonificare sarebbero circa 250, sedici delle quali contenenti rifiuti pericolosi. Nonostante gli impegni assunti dalle autorità italiane nel 2007, solo trentuno discariche saranno bonificate entro la fine del 2012. Inoltre, la Commissione non ha informazioni da cui risulti che l’Italia abbia istituito un sistema di controllo adeguato per evitare l’apertura di nuove discariche illegali. Nel giugno 2011 la Commissione ha chiesto all’Italia di presentare un calendario credibile per la regolarizzazione di tutti i siti in questione entro un periodo ragionevole, ma ciò non è stato fatto. Nonostante siano stati compiuti alcuni progressi rilevanti, è chiaro che i problemi persistono in quasi tutte le regioni italiane. La normativa mira a proteggere la salute umana e l’ambiente dagli effetti negativi della raccolta, del trasporto, della conservazione, del trattamento e dello smaltimento dei rifiuti.
Riciclo rifiuti, fonte di nuovi materiali e posti di lavoro. La politica sui rifiuti è un elemento importante della strategia della Commissione europea sull’uso efficiente delle risorse. Se gestiti e trattati in modo adeguato i rifiuti sono una preziosa fonte di materiali che può offrire soluzioni ai limiti delle risorse e creare posti di lavoro. Questa politica vuole spingere un uso più sostenibile delle risorse naturali e realizzare in Europa una transizione verso una crescita efficiente, sostenibile e a bassa emissione di anidride carbonica. Il ricorso alla discarica è la scelta meno conveniente che si situa alla base della gerarchia dei rifiuti, dopo il riutilizzo e il riciclaggio. La maggior parte degli Stati membri sta progressivamente abbandonando la pratica della messa in discarica dei rifiuti, fatto che comporta numerosi vantaggi: la piena attuazione della normativa UE sui rifiuti consentirebbe di risparmiare 72 miliardi di euro l’anno, di aumentare il fatturato annuo europeo di 42 miliardi di euro nel settore della gestione e del riciclaggio dei rifiuti e di creare oltre 400.000 nuovi posti di lavoro entro il 2020. L’Italia occupa un modesto ventesimo posto sui ventisette Stati membri per quanto riguarda la gestione dei rifiuti. Le carenze includono una politica di prevenzione dei rifiuti scarsa o inesistente, l’assenza d’incentivi destinati a evitare la messa in discarica e uno scarso sfruttamento del riciclaggio e riutilizzo dei rifiuti unito all’inadeguatezza delle infrastrutture.
(Fonte: Asterisco Informazioni)
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