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Agricoltori, nuovi custodi del paesaggio

Prevenire i danni provocati dalla fauna selvatica, pulire le strade dalla neve o attivare servizi spargisale, realizzare fasce alberate o stagni: così oggi l’agricoltore può prendersi cura del territorio in modo efficace e guadagnare nuove opportunità di reddito. Se ne è discusso al convegno “La multifunzionalità nella meccanizzazione agricola, nuove opportunità di reddito” organizzato il 10 novembre scorso da L’Informatore Agrario e da MAD Macchine Agricole Domani a Bologna in collaborazione con Eima International.

Opportunità presente in Italia da 10 anni ma ancora poca diffusa. Chi meglio di un agricoltore o di un contoterzista formato ad hoc che vive nel territorio interessato può infatti prendersi cura dell’ambiente e del paesaggio? «Questa opportunità, prevista dal decreto legislativo 228/2001, in Italia esiste da oltre 10 anni ma, rispetto all’estero, è ancora ai suoi esordi ed è diffusa a macchia di leopardo» spiega Danilo Marandola, ricercatore INEA, relatore al convegno. Diverse esperienze positive a livello regionale, provinciale e comunale, dimostrano però come, con un’adeguata preparazione professionale, con opportune strategie di governo del territorio e con il sostegno dei Programmi di Sviluppo Rurali (PSR), proprio gli agricoltori possano contribuire in modo efficace ed efficiente alla gestione del paesaggio».

Nel 2009, per la sistemazione di parchi, giardini e aiuole ricavi per oltre un miliardo di euro. Dalla multifunzionalità in chiave ambientale può dunque giungere una interessante leva per integrare il reddito in tempi di austerity. «Il primo passo per le aziende italiane è qualificarsi per svolgere al meglio le opere di manutenzione del territorio – continua Marandola. D’altro canto le amministrazioni pubbliche dovrebbero, a loro volta, coinvolgere le aziende agricole in modo da garantire una gestione più continuativa di alcuni aspetti chiave come la conservazione dell’equilibrio idrogeologico o la gestione della viabilità rurale». Nella comunità europea i servizi paesaggistici sono inseriti nel contesto di quelli connessi al settore agricolo che, in base a dati Eurostat, dal 2003 al 2009 ha generato da 13,3 miliardi di euro a 15,8 miliardi (+19%). Alla testa dei Paesi più interessati ai servizi connessi al settore agricolo si trova la Francia con 3,3 miliardi di euro, seguita dall’Italia e dai Paesi Bassi, con 2,6 miliardi di euro. Secondo l’Istat nel 2009 la produzione dei servizi connessi all’agricoltura è stata di circa 5,3 miliardi di euro a fronte di un valore complessivo della produzione di 44 miliardi di euro. Tra le regioni più attive nel settore si piazzano ai primi posti al Nord l’Emilia Romagna, che totalizza il 10,5% della produzione nazionale di servizi e al Sud la Sicilia (10,7%). «Le prospettive ci sono e sono ottime – continua Antonio Boschetti, direttore de L’Informatore Agrario. Basti pensare che nel 2009 il valore della sola sistemazione di parchi, giardini e aiuole ha superato il miliardo e 200milioni di euro».

(Fonte: Edizioni L’Informatore Agrario)

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