Un confronto per fare il punto sull’andamento dei progetti di fattibilità avviati dalla Regione Veneto relativi ai bacini di laminazione di Montebello in primis, di San Lorenzo e Colombaretta in secondo piano, mentre non sarà realizzato quello di San Vito. Questi i temi della riunione organizzata lunedì 12 novembre scorso nella sede di Coldiretti Verona dai vertici della Confederazione con il geom. Piazza della direzione Difesa al Suolo della Regione Veneto, Manuel Benincà, responsabile dell’area Ambiente e Territorio di Coldiretti Veneto, Cesare Magalini vice direttore di Coldiretti Verona, il segretario di zona di Soave Andrea Tomi nonché i rappresentanti del Comitato sezionale Coldiretti di Monteforte d’Alpone con il presidente Massimo Ferrari.
Bacino di Montebello, realizzazione verso fine 2014. “La riunione è stata utile a tutti per chiarire i dubbi. – ha precisato Damiano Berzacola, presidente di Coldiretti Verona – Dopo l’incontro di quindici giorni fa con l’assessore regionale Conte che escludeva categoricamente la realizzazione del bacino di San Vito, abbiamo ritenuto opportuno in quell’occasione fissare la riunione odierna con un tecnico come il geom. Piazza per entrare più nello specifico della progettualità in corso e illustrare le future azioni con i diretti interessati.”. Il geom. Piazza ha illustrato ai presenti il piano di fattibilità della Regione Veneto per mettere in sicurezza le zone del veronese dopo l’alluvione del 2010. “La Giunta regionale – ha detto Piazza – ha ritenuto opportuno indirizzare interventi di carattere prioritario per i bacini di laminazione, che sono interventi di carattere strutturale che danno maggior beneficio in caso di piena dell’acqua. La direzione Difesa al Suolo ha sviluppato otto progetti preliminari per un importo di 130 milioni di euro. Sulla base di questi studi, si è deciso che prioritario è il bacino di Montebello e i bacini di San Lorenzo e Colombaretta”. “Il bacino di San Vito – ha proseguito Piazza – potrebbe non venire mai utilizzato poiché il problema si risolverebbe con l’ampliamento del bacino di Montebello che, ripeto, è prioritario e la cui realizzazione, se non ci sono opposizioni da parte del territorio, potrebbe iniziare alla fine del 2014”.
Per quanto riguarda eventuali indennizzi, il geom Piazza ha ricordato che è possibile fare richiesta dei danni secondo la Legge 12/2012 sia per le zone come San Vito che non saranno destinate a bacino di laminazione sia quelle destinate, nel periodo di transizione. “E’ evidente – ha aggiunto Pietro Piccioni, direttore di Coldiretti Verona – che, finché non sarà realizzato il bacino di laminazione di Montebello, le zone del’est veronese sono a rischio idraulico e devono sobbarcarsi la difesa del territorio dei comuni limitrofi. Abbiamo quindi chiesto che la situazione sia costantemente monitorata e tenuta in grande considerazione da tutte le parti in causa”.
(Fonte: Coldiretti Verona)
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