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Il socio ARGAV Giuseppe Boscolo Paolo eletto nuovo presidente del Consorzio di Tutela del Radicchio di Chioggia Igp

Giuseppe Boscolo, presidente Chioggia Ortomercato del Veneto

Giuseppe Boscolo, presidente Consorzio Tutela Radicchio di Chioggia Igp

Giuseppe Boscolo Palo, già presidente dell’Ortomercato di Chioggia, socio ARGAV, è stato eletto per acclamazione presidente del Consorzio di Tutela del Radicchio IGP di Chioggia. Subentra a Patrizio Garbin, il quale ha ricordato come si sia arrivato a questo rinnovo anche grazie alla decisa azione di Coldiretti, concertata con le altre organizzazioni agricole.

Il Consiglio di Amministrazione. L’assemblea, che si è svolta lo scorso 18 febbraio presso la Centrale orticola di Brondolo, ha nominato il nuovo CdA, costituito da sei produttori (Roberto Boscolo Bacchetto, Michele Boscolo Nale, Sandro Boscarato, Claudio Ferro, oltre a Giuseppe Palo e Patrizio Garbin) e tre confezionatori (OPO Veneto, OP Valle Padana e Pevianifrutta, rappresentati rispettivamente da Cesare Bellò, Giancarlo Boscolo Sesillo e Roberto Pavan).

Logo Radicchio Chioggia IgpRadicchio di Chioggia, varietà più coltiva in Italia e nel mondo. «È una sfida importante quella che ci accingiamo a intraprendere con lo strumento del Consorzio – ha detto Giuseppe Boscolo – poiché il Radicchio di Chioggia è oramai diventato una specie di commodity, essendo la varietà più coltivata in Italia e nel mondo. Sono comunque convinto che ci siano ancora ampi margini d’azione, dato che sono in crescita sia il trend dei consumi che quello del fatturato e perché il legame che questo prodotto ha con il territorio è unico e va quindi adeguatamente valorizzato. Cercheremo di coinvolgere nelle nostre iniziative tutti i soggetti istituzionali e i privati, penso ai ristoranti in primis, per avviare un’azione di rinnovata sensibilizzazione per non rischiare di sprecare una risorsa così importante per la promozione non solo del nostro radicchio ma anche di tutto il territorio di produzione che interessa 10 comuni e ben tre provincie».

Campi e confezione Radicchio di Chioggia IgpL’area di coltivazione del Radicchio di Chioggia Igp nella tipologia “tardivo” è infatti costituita dai comuni di Chioggia, Cavarzere e Cona in provincia di Venezia; Rosolina, Ariano Polesine, Taglio di Po, Porto Viro e Loreo in provincia di Rovigo; Codevigo e Correzzola in provincia di Padova. Mentre solo nei terreni litoranei di Chioggia e Rosolina può essere prodotta la tipologia “precoce”, attualmente in fase di trapianto e che sarà sul mercato già nei primi giorni di aprile. «Il rilancio dell’Igp e dell’immagine dell’ortaggio autentico, genuino e garantito nell’origine – ha aggiunto Cesare Bellò, direttore di OPO Veneto, presente da anni in maniera molto attiva nel Mercato orticolo di Chioggia e tra i maggiori produttori locali – è una condizione essenziale per migliorare le sue performances quanto a quotazione e a stabilità dei prezzi».

Le azioni da intraprendere. Il nuovo direttivo si riunirà già lunedì 25 febbraio, sia per affrontare le questioni logistiche e amministrative più urgenti, come l’ubicazione della sede del Consorzio, le verifiche finanziarie e i rapporti col CSQA (l’ente certificatore e di controllo); sia per avviare gli indispensabili contatti istituzionali con Province, Comuni, Camere di commercio, Organizzazioni agricole, Mercati ortofrutticoli e Veneto Agricoltura; sia infine per una prima valutazione delle azioni promozionali di marketing e di comunicazione da intraprendere e col reperimento delle risorse necessarie, come quelle messe a disposizione dal GAL e dal PSR. «Queste linee di intervento – spiega Giuseppe Palo – sono funzionali al raggiungimento di alcuni obiettivi prioritari, quali il coinvolgimento dei produttori dell’area IGP per la loro massiccia adesione al Consorzio di tutela, il possibile allargamento della base sociale ad altri soggetti della filiera, l’aumento del reddito dell’impresa agricola, una maggiore informazione al consumatore, il coinvolgimento delle varie componenti economiche di tutto il territorio e l’avvio, attraverso le azioni del Consorzio di una solida organizzazione della filiera».

(Fonte: Consorzio Tutela Radicchio di Chioggia Igp)

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