Stravolte le pratiche agronomiche nel Nord Est a causa del 60 per cento di pioggia caduto in più rispetto alla media, con punte che vanno dal 150 a 300 per cento nelle aree del Triveneto. Posticipate le semine primaverili, le pratiche del diserbo, la concimazione del frumento e la preparazione del letto di semina per colture importanti come le bietole da seme.
La situazione. Sembra non decollare l’annata agraria – riferisce Coldiretti – i terreni sono freddi e compattati: il peggior modo per iniziare la stagione. Le precipitazioni hanno ritardato le normali operazioni colturali per mais e girasole. Se il raccolto delle barbabietole è compromesso da Venezia a Padova, le piantine di grano rischiano l’asfissia e il marciume dell’apparato radicale. Anche gli ortaggi risentono del maltempo: asparagi in ritardo e coltivazioni di insalata di Lusia già perdute. Si allunga il tempo di maturazione per carciofi e pomodorini. Difficoltà nelle aree pedemontane e collinari a causa degli smottamenti. Il rischio idrogeologico è sempre in agguato non solo per le frane ma anche per gli argini dei fiumi già provati dalle precedenti alluvioni: a Megliadino San Vitale è crollato uno scolo collettore. Tempestivo l’intervento del Consorzio Bonifica Adige Euganeo che ha salvato la campagna dall’esondazione del canale. Nella Bassa Padovana e nel Polesine, dove sono caduti 650 mm , si riscontrano costi energetici raddoppiati nei primi tre mesi del 2013 rispetto allo scorso anno.
Approccio scientifico per la salvaguardia del territorio. Gli enti consortili assicurano la salvaguardia idraulica nel territorio regionale per 1 milione 178 mila ettari, ovvero tutta la pianura e una parte significativa della collina veneta. Di questi ben 538 mila ettari sono a rischio inondazione nel caso di tracimazione dei corsi d’acqua. Il 16% è al di sotto del livello del mare e il 31% sarebbe sicuramente allagato senza il pompaggio delle 317 idrovore. “Serve un governo del territorio, la semplificazione delle normative, il reperimento e la continuità di risorse economiche per un’efficace politica di prevenzione”– ricorda Coldiretti – l’approccio deve essere scientifico, adeguato alle novità e ai cambiamenti in atto per produrre benefici in termini di sicurezza, ma anche come rilancio occupazionale ed economico.
(Fonte: Coldiretti Veneto)
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