“Le forti precipitazioni di queste ore, che ancora una volta bloccano le pratiche agricole e ritardano le decisioni colturali delle imprese rurali, rendono quanto mai urgente un intervento sulle scadenze europee entro le quali presentare le domande di premio unico comunitario e sulle penalizzazioni per i ritardi”.
Invito ad assicurarsi. Lo ha ribadito l’assessore all’agricoltura del Veneto Franco Manzato, che sta monitorando la situazione tramite gli uffici e che ha chiesto al Ministro delle politiche agricole Nunzia De Girolamo un intervento diretto a Bruxelles per posticipare la data ultima di presentazione richieste ed eliminare le decurtazioni dell’1 per cento del premio per ogni giorno lavorativo di ritardo. “In relazione ai danni che il maltempo può provocare – ha aggiunto l’assessore – invito gli imprenditori agricoli ad utilizzare il sistema dell’assicurazione agevolata. Non farlo è una scommessa sbagliata, una scelta imprenditoriale che si finirà per pagare”.
Le richieste di Manzato al Ministro De Girolamo. “La burocrazia condiziona il modo di operare delle persone ha detto ancora Manzato –ma non ha alcuna influenza sulle condizioni meteorologiche, che non si curano delle scartoffie e delle date. Relativamente alle domande di premio unico, penalizzate se presentate dopo il 15 maggio e irricevibili oltre il 10 giugno, le condizioni climatiche degli ultimi mesi e di questi giorni stanno creando problemi sempre più gravi alla preparazione del terreno e alle operazioni di semina, con forti incertezze sull’effettiva attuazione dei piani colturali già programmati. Proprio per questo la gestione del ritardo nella presentazione delle domande potrebbe essere definita in modo meno penalizzante per gli agricoltori. Ho quindi chiesto alla ministra De Girolamo di intervenire presso la Commissione, perchè per questa campagna non venga applicata la penalità dell’1 per cento al giorno per i ritardi e venga posticipare la data ultima per la presentazione della domanda unica”.
100 persone evacuate a San Bonifacio, nel veronese. Intanto il Consorzio di Bonifica Alta Pianura Veneta informa che è lunga una cinquantina di metri la rotta, registrata nell’argine del torrente Tramigna poco prima della confluenza nel fiume Alpone al confine tra i comuni di Soave e San Bonifacio, nel veronese; sul posto si sta intervenendo per contrastare la fuoriuscita di una cinquantina di metri cubi d’acqua al secondo, che hanno allagato i vigneti dell’area. L’emergenza registratasi a San Bonifacio ha consigliato l’evacuazione di 20 famiglie ed un centinaio di persone trascorreranno la notte da parenti, amici o nelle palestre messe a disposizione dall’Amministrazione Comunale. Sono comunque migliaia gli ettari sott’acqua a causa dell’odierna perturbazione meteorologica. Molte le tracimazioni di corsi d’acqua minori; fossi e scoline erano già al limite per le copiose piogge, cadute nei giorni scorsi. Rotte si sono anche registrate a San Martino Buonalbergo lungo il torrente Fibbio, a Montebello Vicentino lungo il Rio Selva ed a Gambellara lungo il torrente Rio. Resta la grande apprensione per la piena del fiume Bacchiglione, che attraverserà Vicenza nelle prossime ore. Fortunatamente, la situazione pare essere leggermente migliorata e l’ondata, che sembrava addirittura peggiore di quella alluvionale del 2010, dovrebbe invece rimanere contenuta all’interno degli argini. In costante allerta la struttura operativa del Consorzio di bonifica, sie nel veronese che nel vicentino.
Stalle e aziende isolate. alta padovana in allarme, allagamenti anche nel trevigiano. Scuole, aziende agricole e stalle isolate, campi e strade allagate. Sono i primi danni rilevati da Coldiretti Veneto che sta monitorando la situazione delle campagne segnate dal maltempo. A causa dell’intensa pioggia di ieri e di un meteo schizofrenico, nonostante i fiumi stiano ancora reggendo, i terreni non riescono più ad assorbire il quantitativo esagerato di acqua che sta sommergendo le colture. La rete locale dei canali dell’Alta Padovana è già a livelli di massima e in alcuni casi si registrano i primi straripamenti a Santa Giustina in Colle, Camposanpiero, San Giorgio delle Pertiche, Arsego, Borgoricco e Trebaseleghe dove le colture a seminativo sono tutte bagnate. Il corso del Muson è sotto osservazione ma per gli agricoltori della zona, seppur in ritardo con le semine e i lavori, non c’è tregua. Se non vi sono stati i presupposti per piantare mais e soia, chi ha ortaggi deve far i conti con l’impossibilità di accedere addirittura alle coltivazioni. Non va meglio a Scorzè, nel veneziano, dove un quartiere della cittadina è sottacqua completamente, idem nella vicina provincia di Treviso nei comuni di Zero Branco, Mogliano Veneto fino a Silea dove il pericolo non è solo per le serre di fiori e verdure, ma anche per gli allevamenti: le scorte di foraggio potrebbero essere compromesse. Emergenza anche sui Colli Euganei per i dilavamenti sui pendii: primi segnali di cedimento con detriti nelle strade interne di Este. Smottamenti nella pedemontana trevigiana a Cison di Valmarino e Follina. Vigneti allagati a Valdobbiadene. “Questi per gli agricoltori sono danni immediati – commenta Coldiretti Veneto – che rischiano di mettere in ginocchio un settore che ancora non si è ripreso da quelli della siccità 2012”.
(Fonte: Regione Veneto/Consorzio di Bonifica Alta Pianura Veneta/Coldiretti Veneto)
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