Per la prima volta, registrano le cronache, arretra la IV gamma, ortaggi e insalate: si registra un meno 4,8 per cento negli acquisti. Il dato proviene dall’Ismea (Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare) e si riferisce al primo trimestre 2013.
Un settore che rappresenta il 5% circa dei consumi di ortofrutta in Italia. E’ la conseguenza evidente della crisi che sta raffreddando in maniera sensibile le potenzialità di spesa delle famiglie, che sono costrette a ridimensionare gli acquisti. Si sta risparmiando su tutto, dati generalmente in rosso, ed è inevitabile, quindi, che anche la IV gamma, che finora aveva retto, che anzi fino a pochi mesi fa registrava una tendenza positiva, rallenti, lasciando sul campo qualche punto. Le aziende, stanno comunque reagendo, cercando idee nuove e diversi percorsi commerciali. Commenta Simone Natali di OPO Veneto: “Il settore si sta impegnando per riposizionarsi sui mercati, attraverso proposte innovative, diverse, capaci di distinguersi e quindi di attirare l’interesse dei consumatori e degli operatori del settore. Si tratta di individuare nuove referenze rispetto alle “vecchie” che si dimostrano superate o comunque non più in grado di soddisfare le aspettative del consumatore moderno. La IV gamma è un settore innovativo che rappresenta quasi il 5 per cento dei consumi di ortofrutta degli italiani; un mercato di quasi 800 milioni di euro”. Dato per scontato che la crisi, che attraversa l’Italia, non ha i giorni contati, ma potrebbe prolungarsi parecchio, le aziende della IV gamma si stanno rivolgendo con crescente interesse all’estero. Nell’export si intuisce una prospettiva promettente.
Export, nuovo obiettivo delle aziende italiane. Cresce però la competizione tra loro, meglio quindi cercare di differenziarsi. L’azienda agricola di Paolo e Pietro Gambaro, di Noale, in provincia di Venezia, socia OPO Veneto, spedisce all’estero il 90 per cento della produzione. Piazza i prodotti, in mercati del Nord e dell’Est europeo. “Fortunatamente, rileva Barbara Gambaro, perché questo ci consente di essere oggi al riparo dalla crisi dei consumi del mercato nazionale. Siamo però costretti a confrontarci con aziende italiane, che, capito che il mercato interno si fa debole, si rivolgono all’estero. Cresce perciò la concorrenza tra soggetti che esportano e questo crea tensioni nelle quotazioni”. L’azienda Gambaro si sta caratterizzando per adozione di tecniche colturali a basso impatto ambientale che utilizzano “probiotici”, organismi che fanno bene alle piante che li ospitano e garantiscono ai consumatori produzioni salubri e ad elevato contenuto di antiossidanti. L’idea sta riscontrando risultati interessanti. “Sono momenti difficili, commenta Barbara Gambaro, caratterizzati da forte competitività: non bisogna mai perdere la fiducia, occorre lavorare bene e mantenere sempre a braccetto qualità e prezzo”.
(Fonte: http://www.ortoveneto.it)
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