Tassare le sagre per evitare l’aumento dell’IVA previsto a partire dal primo luglio. La proposta, lanciata a livello nazionale dalla FIPE, la Federazione Italiana Pubblici Esercizi aderente a Confcommercio, è stata accolta con trasporto dai baristi e ristoratori padovani associati all’APPE che da anni denunciano la concorrenza sleale di sagre, enti locali, pro-loco, onlus e affini.
No ad aree di privilegio. «Rimuovendo le esenzioni fiscali di cui beneficiano feste paesane, feste di partiti politici, club, circoli privati e sportivi – denuncia Erminio Alajmo, presidente provinciale APPE e regionale FIPE Veneto – si potrebbero agevolmente reperire le risorse necessarie, stimate in 5 miliardi di euro a livello nazionale, per evitare di aumentare l’IVA dal 21 al 22% ed evitare così di deprimere ulteriormente i consumi, già ampiamente collassati». «La crisi in cui ci troviamo – conclude Alajmo – non consente alibi di alcun tipo: le aree di privilegio non ce le possiamo più permettere!» La FIPE ha recentemente scritto al vice ministro dell’Economia e finanze, Luigi Casero, proprio per illustrare questa situazione e portare alla ribalta una battaglia intrapresa da molto tempo.
Commissione Ue, esenzioni paragonate ad “aiuto di Stato”. Il mercato della somministrazione legata a questa offerta “parallela” sviluppa un mercato di dimensioni stimate attorno al 15% rispetto a quello ufficiale. Oltretutto, alcune di queste esenzioni sono già state individuate dalla Commissione europea come “aiuto di Stato”. La FIPE ha già da tempo sottoposto la questione all’Antitrust sia a livello nazionale che comunitario. «Rimuovere i privilegi di alcuni – commenta il presidente federale Lino Enrico Stoppani – può corrispondere a creare condizioni migliori per tutti gli altri e consentire la ripresa economica».
(Fonte: APPE Padova)
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