“Ho percorso chilometri e chilometri di strade con terreni devastati da una parte e dall’altra. La cosa che impressiona è che ci sono interi comuni colpiti, non solo piccole aree a macchia di leopardo, come succede normalmente, ma una fascia apocalittica di almeno 15 chilometri che attraversa il Polesine dall’Adige al Po”. Questo il commento del presidente di Coldiretti Rovigo, Mauro Giuriolo, che ieri, con Fabrizio Stella, direttore generale di Avepa (Agenzia veneta per i pagamenti in agricoltura) e diversi dirigenti locali di Coldiretti, ha visitato il territorio e le aziende agricole altopolesane falcidiate dalla violenta tempesta tropicale con tromba d’aria e grossa grandine del 14 agosto scorso.
Calamità naturale se il danno è superiore al 30 per cento. Fin dalle prime ore dopo il fortunale Coldiretti Rovigo ha chiesto lo stato di calamità e cominciato a raccogliere le denunce delle aziende agricole associate. “Stiamo facendo la prima conta dei danni – spiega il presidente – ed il direttore di Avepa è voluto essere presente per rendersi conto di persona e mostrare la sua vicinanza alle imprese disastrate. L’Avepa avvierà le procedure di controllo necessarie per la dichiarazione dello stato di calamità naturale, che può avvenire quando il danno è superiore al 30 per cento”. “Quello che stiamo vedendo – continua Giuriolo – sono veramente scene apocalittiche. Produzione frutticola azzerata per quest’anno e per il prossimo: i frutteti sono distrutti e questo farà perdere anche il raccolto della prossima annata, perché la reazione degli alberi sfregiati nella corteccia sarà di dischiudere le gemme che sarebbero servite il prossimo anno. Del mais è rimasto lo stelo, delle barbabietole solo le radici. Dove non è arrivata la grandine ci ha pensato il vento forte, anche sotto le reti e che si è portato via la tettoia di un impianto di biogas appena costruita in un’azienda fra Lendinara e Canda; la bufera ha divelto e scoperchiato le serre e i tunnel. Le orticole in campo sono andate perdute. I danni appaiono molto più gravi di quanto ci eravamo prospettati, non solo alle produzione, ma anche alle strutture. E’ comunque ancora presto per fare una stima reale e non è opportuno sparare numeri a caso. Le denunce delle aziende continuano a pervenire ai nostri uffici”.
(Fonte: Coldiretti Rovigo)
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