Ferve il dibattito in Consiglio regionale sulla questione cervi in Cansiglio, dopo la diatriba sorta fra il sindaco di Verona, Flavio Tosi, in qualità di presidente regionale di Federcaccia, che ha chiesto alla Regione, con una lettera all’assessore alla Caccia, Daniele Stival, di riportare in Giunta la proposta di abbattimento delle quote di ungulati indicate in sovrannumero dagli studiosi. All’idea dell’abbattimento, anche se in modo controllato, si era detto contrario nei giorni scorsi il governatore Luca Zaia, più favorevole alla sterilizzazione dei cervi.
Rischio scontro tra fazioni politiche, necessario il parere del mondo scientifico. A questo riguardo, il consigliere Pietrangelo Pettenò sostiene che, prima di sentire le opinioni dei politici, nessuno escluso, sarebbe necessario sentire la voce del mondo scientifico. Pettenò si domanda come non sia possibile avere dati certi sulla presenza dei cervi e ci si debba invece affidare a dei singoli, magari ripetuti, casi di danni per invocare un abbattimento generalizzato quasi a voler fronteggiare un “flagello animale”. Per il consigliere regionale, prima di ogni soluzione, ci vorrebbe un’attenta analisi sulla quantità e sull’abitudine di questi animali, accompagnata anche da una seria riflessione sulle politiche di tutela e gestione di quelle aree ambientali e naturali, non solo della foresta demaniale, ma di tutta l’area del Cansiglio. Aspetto, questo, non secondario, perché per Pettenò anche questa vicenda denota la poca attenzione nei confronti di una politica di tutela ambientale e sociale di un’area così importante come il Cansiglio, che “meriterebbe da tempo – sostiene – un governo unitario, ambientalmente e socialmente sostenibile.
Questione ambientale e agricola. Di rimando, il capogruppo del Consiglio regionale, Dario Bond, chiede al Presidente della Giunta regionale, Luca Zaia, di rivedere certe sue posizioni ritenute troppo oltranziste. “La questione dei cervi – scrive il consigliere – deve essere approfondita con maggiore cautela e realismo. Si rischia di creare divisioni inutili, rinfocolare i vecchi schieramenti a favore e contro la caccia, quando invece serve una visione più ampia, che tenga in considerazione anche l’ecosistema e le ragioni degli agricoltori e dell’agricoltura. Non bisogna mai perdere di vista – precisa Bond – la realtà, che ci dice che i troppi cervi stanno creando dei problemi all’agricoltura. Solo nella settimana di ferragosto sono stati colpiti diversi campi nella Valbelluna: un agricoltore ha perso tre ettari di mais per un danno quantificato tra gli 8 mila e i 10 mila euro. L’episodio è stato denunciato agli agenti della polizia provinciale, ma tanti altri agricoltori non lo fanno più, perchè sanno che ci sono pochi soldi a disposizione e che le pratiche sono troppo lunghe e farraginose. Quello delle devastazioni periodiche da parte della fauna selvatica è l’ennesima mazzata su un mondo, quello agricolo, che ha già dovuto fare i conti col maltempo”. Bond evidenzia come il problema del surplus di ungulati crei problemi anche alla raccolta del foraggio. “In molti terreni dell’Alto Bellunese non si sfalcia più, perchè i campi sono devastati, Insomma, mi auguro che Zaia consideri il problema nel suo complesso, altrimenti si trovino i fondi per ripagare nella loro interezza i danni subiti dagli agricoltori, impresa ostica viste le ristrettezze di bilancio. Per non parlare del fatto – conclude Bond, – che gli equilibri dei nostri ecosistemi vanno mantenuti e rispettati nell’interesse di tutti”.
(Fonte: Consiglio del Veneto)
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