Dopo due settimane, don Albino Bizzotto, fondatore dell’associazione “Beati i costrutturi di pace”, ha sospeso pochi giorni fa il digiuno totale intrapreso per denunciare l’emergenza ambientale in Veneto. A questo proposito, Ieri, martedì 2 settembre, don Bizzotto, accompagnato da Michele Boato e da Oscar Mancini, storici esponenti del movimento ambientalista) ha raccolto l’invito del presidente del Consiglio Regionale Veneto Ruffato e si è incontrato a palazzo Ferro-Fini sia con Ruffato che con i capigruppo ed il vicepresidente della Giunta Marino Zorzato.
Don Bizzotto: fermate le grandi opere e il consumo del suolo. “Il pianeta è ormai esausto – ha ribadito in Consiglio don Bizzotto – e il Veneto è una delle regioni più compromesse, dove si sono consumati 38 ettari di suolo al giorno e dove l’impronta ecologica (cioè il numero di ettari necessari per produrre le risorse consumate da ogni singolo abitante) è quattro volte maggiore del rapporto ideale di sostenibilità (6,4 ettari pro capite contro i 1,6 ettari di capacità effettiva). Da qui l’appello di don Bizzotto e dei comitati ambientalisti che ne hanno appoggiato e condiviso l’iniziativa a interrogarsi sull’utilità delle grandi opere, circa trenta quelle in progettazione, tra “autostrade, superstrade, svincoli e tangenziali, Mose e infrastrutture portuali, autodromi e aeroporti” che stanno cambiando il volto del Veneto. “Siamo capaci di fermarci e di rispettare la ‘grammatica’ della natura?”, ha chiesto don Bizzotto ai politici invitandoli a non scambiare per “nostalgia del passato” quello che è una revisione critica del’attuale modello di sviluppo.
Ruffato: nuove leggi in via di attuazione, ma necessaria anche una svolta culturale che coinvolga i cittadini. “Ringrazio don Albino – ha esordito Ruffato – perché con il suo gesto forte e coraggioso, ha richiamato l’attenzione di tutti, cittadini, politici e istituzioni, sul dovere primario di rispettare la terra e sugli eccessi dell’urbanizzazione che hanno contradistinto il Veneto negli ultimi decenni. Il suo digiuno interroga le coscienze di tutti noi e non può lasciare nessuno indifferente. Il problema della terra e del paesaggio – ha riconosciuto il presidente del Consiglio – mette in discussione il nostro modello di sviluppo e ipoteca il futuro delle nuove generazioni. Ereditiamo una situazione gravemente compromessa da scelte maturate in anni lontani, ispirate da altri modelli culturali. Tuttavia non possiamo e non vogliamo essere testimoni passivi e indifferenti dei processi di continua aggressione del territorio. Stiamo facendo nuove leggi, da quella sul commercio al nuovo piano casa, che stanno cercando di mettere ordine nella selva delle norme urbanistiche e di porre un freno a nuove cubature e nuovo consumo del territorio. Ma le leggi da sole non bastano – ha avvertito Ruffato – Serve una svolta culturale, una presa di coscienza collettiva, da parte dei centri decisionali ma anche dei semplici cittadini, perché siamo tutti responsabili”.
La discussione politica. Stefano Fracasso, presidente della commissione d’inchiesta sugli appalti pubblici istituita da pochi mesi dal Consiglio veneto ha invitato don Bizzotto e i comitati ambientali a collaborare nel lavoro di verifica critica di leggi e procedure. Il presidente della Giunta, Marino Zorzato, ha affermato: “La politica è responsabilità di programmare e di decidere”, invitando il Consiglio regionale ad affrontare in tempi rapidi il nuovo piano territoriale di coordinamento regionale e le nuove leggi che la Giunta ha predisposto (piano casa e disegno di legge sul contenimento del suolo). “Sulle grandi opere la pensiamo in maniera diversa, io resto convinto che infrastrutture come la Pedemontana siano utili e necessarie – ha replicato a don Bizzotto – ma gli strumenti che Giunta e Consiglio si stanno dando (Ptrc, nuova legge sul commercio, leggi urbanistiche) vanno nella direzione giusta”.
(Fonte: Consiglio regionale del Veneto)
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Ancora una volta l’ipocrisia della politica trasversale, con i politici di oggi, ma anche quelli di ieri e forse quelli di domani, dimostra tutto il fariseismo ambientale, e non solo, che ha caratterizzato l’amministrazione del Veneto ( e non solo) dalla regione alle province ai comuni, complice il popolo bue. Nel paese dei chiacchieroni inconcludenti non succederà proprio niente. Don Bizzotto se la poteva risparmiare, ma anche l’EGO vuole la propria parte!