“E’ stato un colloquio molto positivo per la disponibilità riscontrata nelle amministrazioni del territorio”. E’ questo il commento di Antonio Nani, presidente del Consorzio di bonifica Alta Pianura Veneta, a due giorni dal vertice, svoltosi a San Bonifacio (presente anche l’assessore all’Ambiente della Regione Veneto, Maurizio Conte) per un confronto sugli interventi da realizzare sul torrente Mezzane, nel veronese e sul Rio Rodegotto, nel vicentino, entrambi esondati lo scorso 16 maggio.
Interventi per oltre 4 milioni di euro. La Regione Veneto mette a disposizione 500.000 euro (400.000 destinati al Mezzane, il restante al Rodegotto), cui l’ente consortile ne aggiunge 400.000 (100.000 per il Rodegotto, il restante per il Mezzane), frutto di una variazione di bilancio. Ai 700.000 euro così disponibili per il torrente Mezzane, se ne aggiungeranno ulteriori 200.000 dal Servizio Forestale Regionale; dovranno però essere integrati con ulteriori risorse, per le quali sono impegnate “Veneto Strade” e le Amministrazioni Comunali di Caldiero, Lavagno e Mezzane. Il piano complessivo prevede interventi per oltre 4 milioni di euro, ma già uno stanziamento superiore al milione permetterà la sistemazione idraulica dell’alveo con l’eliminazione dell’ostacolo rappresentato dalla ridotta arcata del ponte di Vago, garantendo un migliore fluire delle acque in caso di piena. Analoga partecipazione delle realtà territoriali alla spesa sarà necessaria per implementare l’attuale disponibilità di 200.000 euro, pari a circa il 10% del fabbisogno di interventi necessari sul Rio Rodegotto, ma sufficiente a garantire tranquillità alla popolazione; in particolare, necessita un approfondimento con le Amministrazioni Comunali interessate: Montorso, Montebello Vicentino e Zermeghedo.
Necessario un imepegno corale. “L’alluvione del 2010 ha posto drammaticamente alla nostra attenzione la priorità della tutela idrogeologica del territorio – commenta Conte – Come Regione, ogni anno investiamo circa 100 milioni per la difesa del suolo, ma non basta: per mettere definitivamente in sicurezza il nostro territorio servirebbe un impegno economico simile a quello per il Mose; è ormai nella fase conclusiva l’iter per l’avvio dei lavori sui bacini di Caldogno e Trissino, ma la loro realizzazione necessiterà di almeno due anni. Serve comunque un impegno corale, rispetto al quale lo Stato deve fare la sua parte, consentendo anche il superamento del Patto di Stabilità per interventi a tutela da frane ed alluvioni.”
(Fonte: Consorzio di bonifica Alta Pianura Veneta)
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