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Riforma della PAC, si chiude il lungo iter

programma 27 settembre PAC bozza 3Con l’approvazione da parte della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo (Comagri) ci si avvia verso la conclusione una delle più travagliate riforme della politica agricola europea. Il dossier attende ora solo il vaglio della plenaria a Strasburgo.

Gli europarlamentari hanno approvato tutti e quattro i dossier della riforma della PAC 2014-2020, di cui tre con un’ampia maggioranza: sui Pagamenti diretti agli agricoltori 31 voti a favore, otto contrari e due astensioni; sullo Sviluppo rurale 35 sì, tre no e tre astensioni, mentre su Finanziamento, controllo e monitoraggio i voti a favore sono stati 35 e quelli contrari sei. Solo il testo sull’Organizzazione Unica di Mercato ha ottenuto una maggioranza meno forte, con 27 sì e 14 no. Si tratta di un risultato negoziale straordinario perché per la prima volta nella storia della PAC il Parlamento europeo ha migliorato significativamente le proposte di regolamento della Commissione.

Il travagliato percorso del dossier PAC. “Una PAC più verde, più equa e più giovane”: è stato questo lo slogan che ha accompagnato il percorso della riforma in questi due anni di elaborazione. Ma com’è giunto il dossier alla fase di approvazione finale dopo i lunghi negoziati e i tanti rimaneggiamenti? In primis va ricordata la svolta verde, uno dei principali elementi di riforma: d’ora in poi quasi un terzo (il 30%) del sostegno al reddito degli agricoltori dipenderà dall’attuazione di alcune misure di cura nei confronti dell’ambiente. Oltre a perdere parte dei sussidi, i produttori potrebbero subire ulteriori sanzioni. L’equità del nuovo corso in agricoltura consiste nell’aver equilibrato gli aiuti percepiti dai produttori nei diversi Paesi e tra le diverse aree geografiche di uno stesso Paese. Per i Paesi, come l’Italia, dove il sussidio medio è superiore alla media europea, questo significherà una graduale riduzione dei benefici a favore dei Paesi che ora ricevono contributi decisamente inferiori. Per attrarre più giovani nelle campagne è stato predisposto per loro uno schema obbligatorio: a chi ha meno di 41 anni andrà un sussidio addizionale pari al 25%. La riforma estende di due anni il termine per mettere fine alle quote nella produzione dello zucchero (dal 2015 al 2017) e mantiene il sistema dei diritti d’impianto nel settore vitivinicolo fino al 2030.

(Fonte: Veneto Agricoltura Europa)

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