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Un “Manifesto per salvare le Alpi, la proposta del Consigliere regionale PD Sergio Reolon

Sergio Reolon con Fabrizio Stelluto

29 novembre, incontro ARGAV-Wigwam, Sergio Reolon consigliere regionale Pd presente ai soci il “Manifesto per le Alpi”, Fabrizio Stelluto moderatore dell’incontro

Lo scorso 29 novembre, al consueto appuntamento mensile ARGAV al Wigwam Arzerello di Piove di Sacco (PD), fra gli ospiti presenti c’era anche Sergio Reolon,  già presidente della Provincia di Belluno, oggi Consigliere PD Regione Veneto, che ha presentato una proposta di un “Manifesto per le Alpi”, che riportiamo volentieri di seguito.

Premessa. Le Alpi, una delle aree naturali più estese d’Europa, sono un unico territorio condiviso da 8 Stati nazionali in cui vivono e lavorano 14 milioni di persone. La crescente gloablizzazione e l’emergere di forme di sviluppo economico fortemente incentrate su logiche di mercato si ripercuotono anche sull’uso del territorio e sulla distribuzione demografica, con l’abbandono delle terre alte e dei versanti più ripidi, l’invecchiamento della popolazione, la dismissione dei servizi e lo spopolamento delle località minori con, in alcuni casi, un processo di agglomerazione nelle valli. Questi processi mettono a rischio l’integrità del paesaggio e dell’ambiente alpino nonché la sicurezza dei territori, con ripercussioni che si estendono su tutto il territorio nazionale. La biodiversità, di cui le Alpi sono uno straordinario serbatoio, è messa in pericolo dalla frammentazione del paesaggio, dall’abbandono dell’agricoltura tradizionale e dalla cementificazione crescente. Anche i cambiamenti climatici contribuiscono a trasformare profondamente la realtà delle Alpi, come dimostra chiaramente lo scioglimento dei ghiacciai, in rapida accelerazione.

La sfida: mantenere la montagna diffusamente abitata. “Oggi il futuro abitato delle Alpi è fortemente a rischio – ha affermato Reolon – e con questo documento vogliamo porre con forza la questione alpina a livello nazionale e dare un contributo alla realizzazione della “risoluzione del Parlamento europeo su una strategia macroregionale per le Alpi”, che il 23 maggio 2013 è stata approvata premiando un lungo lavoro che ci ha visto impegnati a fianco dei nostri parlamentari europei”. “La vera sfida è mantenere la montagna diffusamente abitata – ha continuato – Reolon -, garantendo adeguato riconoscimento e opportunità occupazionali a chi presidia questi territori dal degrado e dai pericoli naturali, mantenendo il capitale paesaggistico e culturale su ci si fonda anche l’offerta turistica alpina”.

Uno sviluppo che emerga dal territorio e dalle sue potenzialità e non sia calato dall’alto. “I cosidetti punti deboli delle regioni alpine – montuosità, distanze, dispersione territoriale, fragilità del territorio e dell’ambiente -, possono diventare un motore di sviluppo e un incentivo all’innovazione – ha concluso Reolon – ed affinché questo accada, è necessario un rovesciamento della prospettiva adottata finora, superare le pure logiche di mercato e l’idea di uno sfruttameto illimitato delle risorse”.

1/Il Manifesto delle Alpi. Queste le richieste a livello nazionale: 1) considerare nella riforma costituzionale la specificità dei territori alpini, come individuati dalla Convenzione delle Alpi, prevedendo la presenza di Enti di autogoverno di area vasta ad elezione diretta, dotati di competenze ampie e di forte autonomia politica, amministrativa e finanziaria; 2) procedere celermente ad una definizione di montanità rigorosa ed univoca; 3) modificare la rappresentanza politica nel Parlamento nazionale e nei Consigli regionali rapportandola anche al parametro del territorio e non solo a quello della popolazione; 4) garantire il ritorno sul territorio alpino di una quota del gettito fiscale generato sul territorio stesso in misura tale da compensare i maggiori costi per la gestione dei servizi e la cura del territorio nelle aree montane da impiegare secondo criteri solidali fra le comunità locali; 5) prevedere parametri differenziati per l’erogazione e l’accesso ai servizi; 6) assicurare agevolazioni fiscali per le piccole e medie imprese nonché adeguate forme di defiscalizzazione e incentivazione per la residenzialità in alta montagna; 7) adottare una semplificazione delle procedure del sistema fiscale per le micro e piccole attività economiche secondo quanto già considerato dalla Legge 97/94; 8) garantire la connessione alla banda larga in tutti i territori; 9) riconoscere e compensare adeguatamente nel quadro di accordi contrattuali vincolati a progetti e prestazioni il contributo che l’agricoltura di montagna fornisce nell’interesse generale alla cura e conservazione del paesaggio nonché alla prevenzione dei rischi naturali, in questa ottica si richiede al governo nazionale e alle regioni di privilegiare le misure che incentivano i prodotti di montagna nell’applicazione della nuova PAC; 10) attuare misure concrete a favore del riordino e dell’accorpamento fondiario; 11) istituire un fondo speciale per la difesa idrogeologica; 12) incentivare un servizio civile in montagna che favorisca l’implementazione di attività in campo ambientale, agricolo e forestale; 13) considerare un più adeguato ritorno delle risorse derivanti dalla produzione idroelettrica e delle reti energetiche ed infrastrutturali anche favorendo la partecipazione azionaria diffusa nelle società pubbliche che insistono nei territori montani; 14) richiesta al governo e alle regioni alpine italiane di concerto con l’Unione Europea di organizzare nell’ambito di Expo un’adeguata presenza delle questioni alpine.

2/ Il Manifesto delle Alpi. A livello comunitario, è richiesto: 1) di sostenere adeguatamente il processo verso l‘istituzione di una strategia macroregionale per le Alpi in base alla risoluzione del Parlamento europeo del 23 maggio (2013/2549RSP) secondo i confini definiti dalla Convenzione delle Alpi prevedendo misure di sostegno mirate per questi territori; 2) di promuovere e sostenere l’introduzione del principio di causalità nel trasporto merci sia per quelle di transito sia nel trasporto interno alle zone alpine, collegato a un sistema di pedaggio al fine di trovare i fondi da reinvestire nell’ammodernamento e potenziamento della rete ferroviaria e nell’adeguamento e messa in sicurezza delle vie di transito esistenti; 3) di dare piena attuazione al trattato di Lisbona che riconosce la montagna nelle politiche di coesione territoriale, sociale ed economica, svincolando il sostegno alle attività economiche, nei territori montanti, dalla norma sugli aiuti di stato; 4) di salvaguardare la produzione di latte nelle zone di montagna all’atto del venir meno, nel 2015, del regime delle quote-latte.

 

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