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Acqua, bene comune, cosa possono fare i singoli cittadini per evitare gli sprechi

acqua_rubinetto--400x300Da un rubinetto che gocciola si possono perdere fino a 4000 litri di acqua in un anno. E se a perdere è il wc possono andare sprecati anche 100 litri di acqua al giorno. A ricordarlo è l’assessore regionale all’ambiente, Maurizio Conte, prendendo spunto dalle recenti giornate di grande calura all’inizio della stagione estiva e richiamando l’impegno di tutti per evitare sprechi.
Acqua, bene comune. “Quello che conta innanzi tutto – aggiunge Conte – è che sia diffusa una cultura dell’acqua come bene comune da salvaguardare nell’interesse generale. Il successo di un intervento normativo di qualsiasi livello dipende dalla stretta collaborazione e dall’azione coerente, anche a livello locale, oltre che dall’informazione, dalla consultazione e dalla partecipazione dell’opinione pubblica e ovviamente degli utenti. Ad ognuno quindi la sua parte: da un lato le direttive, le norme e i piani di stretta competenza delle Autorità preposte alla tutela delle acque. Dall’altro lato quello che possiamo fare come singoli cittadini. Con il nostro comportamento si può contribuire a far diminuire gli sprechi e conseguentemente anche i costi ad essi collegati e a migliorare la qualità dell’acqua”.
Accorgimenti da osservare. Per quanto riguarda l’utenza, gli uffici tecnici della Regione sottolineano che far funzionare la lavatrice o la lavapiatti a pieno carico, permette di risparmiare in un anno anche oltre 10.000 litri d’acqua potabile. Applicare un filtro con miscelatore d’aria (del costo di pochi euro) al rubinetto arricchisce il getto d’aria, riducendo fino a metà la fuoriuscita dell’acqua. Si possono risparmiare anche 6000 litri/anno per famiglia. Lo sciacquone del water è il 30% dei consumi domestici. Un sistema a quantità differenziata per lo scarico del water, permette di risparmiare oltre 20.000 litri di acqua ogni anno.
Usare detersivi appropriati, biodegradabili in tempi brevi, senza fosforo e in quantità limitate, compatibili con l’ambiente, è una scelta in favore di un minor inquinamento e di una riduzione dei costi. Nel water non vanno gettati rifiuti, neanche di piccole dimensioni tanto meno farmaci, liquidi pericolosi per l’ambiente. Un litro d’olio rende non potabile un milione di litri d’acqua. La rimozione e la depurazione dell’acqua da tutti i residui ha un costo che ritroveremo puntualmente in bolletta.
Rispetto all’idrologia, il territorio di pianura del Veneto può essere approssimativamente distinto in tre fasce: una fascia di ricarica degli acquiferi, una fascia delle risorgive e una fascia di media e bassa pianura. “E’ evidente – conclude Conte – che le principali azioni di tutela avranno più efficacia se applicate nella fascia più a monte. E’ qui, nelle province di Verona, Vicenza, Padova e Treviso, che le azioni per il risparmio idrico, la ricarica delle falde, la prevenzione dall’inquinamento, o in altre parole la tutela quali–quantitativa, avranno incisività. E grazie ad una sempre più precisa conoscenza del nostro territorio possiamo “georeferenziare” le azioni pubbliche, perché siano veramente utili e sostenibili”.
(Fonte: Regione Veneto)

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