Migliora il livello di professionalità del settore agricolo, crescono le dimensioni delle imprese sempre più strutturate e manageriali, aumentano i giovani agricoltori specializzati soprattutto nei settori dell’orticoltura, della viticoltura e della zootecnia. Nel Nord Est, un 60% di imprese agricole utilizza, grazie anche alla presenza delle nuove generazioni, soluzioni e strumentazioni agricole avanzate, il 40% si mantiene su standard tradizionali. E’ questa la nuova agricoltura che emerge dall’osservatorio del Consorzio Agrario del Nordest che, lo scorso 4-5 settembre, ha riunito a S. Pietro di Legnago (VR), all’Azienda Agricola Bragadina, oltre 5.000 imprenditori agricoli interessati a visite guidate ai campi sperimentali, convegni e workshop tecnici, dimostrazioni di attrezzature e macchine di ultima generazione anche a guida satellitare, prodotti per la zootecnia e la viticoltura.
Una manifestazione dedicata all’innovazione, alla ricerca e alla sperimentazione, rivolta agli imprenditori agricoli, ai soci e ai clienti delle sette province di riferimento del Consorzio Agrario, che sono Verona, Vicenza, Venezia, Padova, Rovigo, Mantova e Brescia. “L’obiettivo di questo evento – ha sottolineato Pierluigi Guarise, direttore generale del Consorzio – è riunire gli imprenditori agricoli, dai tradizionali ai più innovativi, per illustrare le ricerche scientifiche sviluppate dai nostri tecnici sui campi sperimentali in partnership con università e aziende specializzate e mostrare le migliori attrezzature e i prodotti d’avanguardia per un’agricoltura sempre più professionalizzata che possa ridurre i costi e migliorare le produzioni anche a favore dell’ambiente. Nella due giorni, si è parlato di tecnologie avanzate per l’agricoltura, di strumenti di valutazione del rischio dei prezzi e di soluzioni assicurative, oggi elementi indispensabili per il settore, sempre più in balia dei cambiamenti climatici e soggetto alle speculazioni dei mercati internazionali”.
Il chi è del Consorzio. Il Consorzio è oggi una grande realtà che conta, in 7 province, 9.207 soci, 70.000 imprese agricole clienti, 115 agenzie commerciali, più di 500 collaboratori, 2 mangimifici, 33 magazzini di stoccaggio per la raccolta dei cereali, 1 cantina vinicola, 1 pastifico. I dati del primo semestre di gestione del 2014 sono in linea con il piano industriale e con quello dello scorso anno (253 milioni di euro), dopo un 2013 che si è chiuso con un fatturato di 523 milioni di euro. Il vice presidente del Consorzio Claudio Valente ha sottolineato: “Questo è il più grande Consorzio d’Italia che riunisce 2 regioni e 7 province che rappresentano il cuore dell’agricoltura e della pianura padana. Ci sono 100.000 aziende di un certo livello. Dobbiamo sensibilizzare le istituzioni che non siamo un’agricoltura qualsiasi ma di alta produzione vendibile e con una grande capacità tecnica”.
L’annata agraria 2014 del Nord Est, bene mais e soia. E’ stata fortemente influenzata dall’andamento climatico. “Se da una parte il tempo ha favorito la produttività delle colture come il mais per il quale si prevede un incremento produttivo del +10-15% rispetto al 2013 e una qualità migliore degli scorsi anni, e ha mantenuto stabile la produzione di soia, dall’altro ha, finora, influito negativamente su altre colture come la vite. Per quanto riguarda i cereali, i prezzi sono in forte riduzione rispetto allo scorso anno, così pure nel comparto del’ortifrutticoltura, in particolare mele e pere. In specifico, per quanto riguarda il mais e la soia si registra una riduzione di prezzo del -20-25% sia a livello locale che a livello mondiale, giustificata da una previsione di raccolti record nel mondo, rispetto al 2013”, ha precisato Federico Dianin, presidente del Consorzio. Il clima delle prossime settimane sarà decisivo non solo per il comparto della vite ma anche per quello dei seminativi. La raccolta del mais è appena iniziata mentre quella della soia comincerà dopo la metà del mese di settembre.
Come cambia l’agricoltura/Contratti “protezione”. “Il prezzo riconosciuto dal mercato all’imprenditore agricolo per il suo raccolto è ovviamente la variabile che determina il successo o l’insuccesso della sua azienda. Questo prezzo viene stabilito su piazze borsistiche internazionali che non contemplano minimamente i costi aziendali e le fatiche del singolo imprenditore. Il Consorzio Agrario ha sviluppato dei nuovi servizi per contrastare questo stato di cose; con i nuovi “contratti protezione”, l’Imprenditore può fissare, anche prima della semina, un prezzo minimo che verrà garantito dal Consorzio, a prescindere dagli andamenti speculativi. Non esiste ancora una diffusa cultura manageriale che preveda l’utilizzo sistematico di questi strumenti avanzati – già molto noti a livello internazionale -. Agli imprenditori che si affacciano per la prima volta a questi servizi, suggeriamo di gestire con i “contratti protezione” un 10-20% delle loro produzioni, andando poi ad incrementare la quota, anno dopo anno”, ha concluso il presidente del Consorzio.
Campi sperimentali. Attualmente in campo ci sono 11 prove varietali e agronomiche, con 198 tesi a confronto, che si sviluppano su circa 30 ettari. Sono prove condotte in collaborazione con ditte sementiere e agrochimiche e alcune con le Università di Padova e Piacenza per illustrare innovative tecniche agronomiche e prove varietali. L’obiettivo è collaudare in modo estensivo e serio le più importanti innovazioni tecnologiche per poter portare immediatamente all’azienda agricola solo quelle più valide, quelle cioè che hanno superato gli standard fissati dal servizio tecnico del Consorzio Agrario del Nordest, in modo da supportare l’imprenditore agricolo nel modo più professionale possibile. Enfasi particolare viene dato ai prodotti di filiera, perché fondamentali per integrare in modo importante il reddito dell’azienda, per avere la garanzia del collocamento del prodotto e per combattere la concorrenza estera. Obiettivo finale è massimizzare il risultato di reddito e quindi la messa a punto di tutte le tecniche agronomiche, come la fertirrigazione e la difesa sanitaria, che consentano di ottenere la massima produzione, mantenendo i migliori standard di qualità, sanità e sostenibilità.
Le prove. Oltre alle novità varietali e alla tecnica della fertirrigazione, sono presenti una serie di prodotti chimici e biologici studiati per combattere le micotossine: Proline Star /Bayer CropScience p.a. Protioconazolo 125 g/l + Tebuconazolo 125 g/l, nuovo fungicida ad ampio spettro d’azione che si è dimostrato efficace nel controllo delle fusariosi del mais, responsabili delle fumonisine e anche una significativa riduzione delle aflatossine. Agente di biocontrollo, fitofarmaco di origine naturale selezionato dall’Università di Piacenza, in collaborazione con Pioneer, composto da ceppi di Aspergillo non tossigeni che competendo con quelli tossigeni ne riducono la presenza e la conseguente produzione di aflatossine. Le prove biennali del 2012 e 2013 hanno dimostrato di poter ridurre dell’80-90% la potenziale contaminazione da aflatossine nella granella. Retengo New/BASF a base di una strobilurina, il Pyraclostrobin, fungicida ad ampio spettro d’azione per il controllo di Elmintosporiosi e Ruggini, con azione fisiologica sulla pianta, riduzione della respirazione notturna e aumento della fotosintesi e incremento della capacità anti-ossidante per incrementare le rese e favorire una maggiore tolleranza agli stress ambientali.
Fonte: Consorzio Agrario del Nordest
Filed under: Agroalimentare Veneto | Tagged: Consorzio Agrario Nordest, micotossine |
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