Giovedì 15 gennaio 2015 “Il Corriere della Sera” ha dato la bella notizia che dal 2016 l’educazione ambientale diventerà materia obbligatoria dalle scuole materne fino alla maturità. Così, la tutela dell’acqua, dei mari, della flora e della fauna, l’alimentazione sostenibile, la gestione dei rifiuti, i Servizi Ecosistemici, la green economy, la tutela della biodiversità, le città sostenibili, il dissesto del territorio, saranno parte delle materie scolastiche.
Opportunità e non limiti. Se qualcosa, ed in certi casi anche molto, è stato già fatto da insegnanti sensibili e preparati, dovrebbe esserci ora la possibilità di dare continuità e profondità ad argomenti per niente banali e semplici, con la speranza che venga superata la vecchia mentalità che vorrebbe gli aspetti ambientali solamente come limiti per lo sviluppo anziché delle opportunità di grande interesse. Il termine inglese utilizzato al proposito è particolarmente emblematico: con “suitability” si intende, infatti, l’opportunità come convenienza. E da fare c’è molto, basti pensare, ad esempio, ai “Servizi Ecosistemici” (SE), che si suddividono in quattro macro categorie: 1) di supporto alla vita (Supporting): formazione del suolo, ciclo dei nutrienti, rifugio; 2) di Regolazione (Regulating): dei gas, del clima, delle acque, dell’erosione, dell’impollinazione; 3) di Approvvigionamento (Provisioning): cibo, materie prime, variabilità della vita; 4) Culturali (Cultural): ispirazione per arti, valori educativi, spirituali e di identità, valori estetici e ricreativi. Sono i “Benefici” che non vediamo (mentre vediamo bene i Costi). E una corretta analisi per prendere decisioni politiche strategiche deve ovviamente tener conto dei Costi, ma anche dei Benefici.
Verde pubblico e privato, benefici superiori ai costi. I “SE” sono i Servizi, sottovalutati e dati troppo spesso per scontati, che vengono prodotti anche, per esempio, dalla “Foresta Urbana” ovvero dal Verde Pubblico e Privato. Sono i Benefici dovuti alla mitigazione meso e microclimatica che permette un miglior comfort in città e di risparmiare energia in rinfrescamento, il trattenimento degli inquinanti atmosferici come le polveri sottili, il “sequestro” della CO2, l’infiltrazione dell’acqua piovana nelle falde profonde attraverso le radici riducendo il grave problema del deflusso superficiale, aggravato dall’impermeabilizzazione dei suoli, e poi la mitigazione dai rumori, la produzione di ossigeno, la fitodepurazione, ecc. In America è stato quantificato che i “SE” prodotti dagli alberi procurano benefici economici ben maggiori rispetto ai costi sostenuti per mantenerli ($ 110 contro $30). E i SE non sono necessari ma indispensabili sia per la nostra sopravvivenza che per il nostro benessere. Come sempre, e per tutti, non si è mai finito di imparare; e una vita intera non è sufficiente per potesi sentire appagati.
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