(di Alessandro Bedin) A Vicenza, a dicembre 2014, improvvisamente, è sorta la necessità di approvare uno studio di fattibilità riguardante la AC/AV (treno ad Alta Capacità, Alta Velocità) entro la metà di gennaio 2015 con trasformazioni del territorio importanti. Frastornati da tanta velocità (non solamente riguardante i treni) l’Osservatorio Urbanistico Territoriale (OUT) composto da Italia Nostra, Civiltà del Verde e Legambiente, ha organizzato nei Chiostri di Santa Corona a Vicenza, nei primi giorni di febbraio scorso, una tre giorni di approfondimenti in cui si sono alternati esperti di gestione del territorio, giuristi e appassionati di mobilità sostenibile.
Tre giorni per la città e il paesaggio. Tutti i temi affrontati sono stati interessanti e profondi anche in relazione alla proclamazione del 2015 quale anno mondiale dedicato ai suoli. L’incontro non è stato un semplice dire no!, ma una approfondimento consapevole perché è sempre più facile delegare qualcun altro a decidere per noi salvo poi, quando le cose non vanno bene, maledire i soliti politici. La partecipazione a queste giornate è stato un piccolo impegno civile contrapposto a un assordante silenzio d’indifferenza per tematiche (quelle inerenti il governo del territorio) che riguardano tutti i cittadini.
Apparteniamo tutti alla Terra, non viceversa, come gradualmente ci hanno portato a pensare; e alla sua amorevole custodia siamo tutti chiamati. E’ stato affrontato il tema del paesaggio quale “volto amato della patria” che apprezziamo, spesso, solamente quando lo abbiamo perso: o per la distanza causata da grandi eventi (emigrazioni, guerre…) o per l’indifferenza che lo lascia in balia di speculatori o superficiali amministratori. Ma siamo tutti un po’ responsabili di ciò che accade alle nostre città. E’ stato posto l’accento sulla proprietà: pubblica e privata; ovvero di come si sia perso il senso della “proprietà collettiva”, o meglio, come la proprietà pubblica è, di fatto, intesa come proprietà di un Ente. Ma la proprietà pubblica (collettiva), invece, appartiene a tutti i cittadini e ben si percepisce una diversa cultura nel resto del mondo occidentale dove il rispetto per le cose pubbliche deriva da questo diverso approccio: se ciò che è pubblico è anche mio che senso ha depredarlo incautamente, danneggiarlo o distruggerlo?
Sono state poste molte più domande rispetto le risposte date perché, forse, è più importante interrogarsi che non avere già tutte le risposte. E allora si è puntualizzato come il territorio di Vicenza, dichiarato dall’Unesco bene dell’Umanità, non sia stato considerato nelle sue peculiarità, come quando è stata formulata la stessa richiesta all’Unesco. E poi, ancora, una domanda che ci dovrebbe ritornare di frequente nella mente: che cosa lasceremo ai nostri figli? L’Associazione Ferrovie a Nord Est, costituita da appassionati di trasporti e mobilità sostenibile, ha portato la sua esperienza su viaggi intrapresi per tutta Europa rilevando come esistano molte realtà positive da copiare; perché, spesso, non si tratta di inventarsi nulla, ma di copiare bene ciò che già esiste. Ha quindi ipotizzato una serie di soluzioni per una mobilità di prossimità per la realtà di Vicenza e comuni della provincia. In certi casi la velocità conta, ma andando troppo veloci non si perde il rischio di perdere la propria anima per strada come ammonivano gli indios del Sudamerica?
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