(di Maurizio Drago) Si chiama Barbara Sturaro, imprenditrice agricola, titolare della Corte Gemma di Monsole, frazione di Cona, ai confini tra la bassa padovana e la provincia di Venezia. Classe 1960, è definita dagli amici la “donna di ferro”, sin da quando i suoi genitori (agricoltori anche loro) le avevano imposto di studiare per diventare maestra.
Inizio difficile. Lei, a cui non le andava giù a insegnar ai bimbi, nonostante il diploma da maestra continuò gli studi sino alla laurea in agraria. Proprio così, Barbara Sturaro voleva fare l’agricoltrice, nonostante i continui pareri contrari di mamma e pap. Che, perdendo un po’ le staffe per quella figlia indisciplinata, le imponeva di fare duri lavori nei campi per dimostrare che il lavoro della terra (e soprattutto quello di gestire e condurre una tenuta agricola) era esclusivo lavoro per uomini e non certo per donne!
Alla ricerca di nuove attività colturali. Ma la tenace Barbara continuava per la sua strada, lavorando sodo la terra e diventando un’imprenditrice agricola con tanto di laurea, alla ricerca di nuove attività colturali. Oggi, chi passa per la bassa e attraversa la strada che da Pegolotte porta a Ca’ Bianca e poi a Chioggia, trova una ventina di ettari pieni di piante di noci. Di solito le noci vengono dal Sud Italia o dalla costiera amalfitana (le famose noci di Sorrento). Barbara è andata oltre iniziando con la coltura delle noci Lara, quelle a pezzatura grande. Il cultivar “Lara” proviene dalla Francia, dalla regione del Bordeaux, piu’ conosciuta per i vini. Questa cultivar ha trovato un clima adatto in queste zone e si è così sviluppata fornendo un ottimo prodotto che viene consegnato al mercato veneto e del Nord Italia.
Grande successo di mercato. Alla Corte Gemma c’è un enorme numero di piante di noci Lara, per la precisione 12 mila piante, in continuo aumento per le esigenze del mercato, una “ragion di vita” che Barbara Sturaro ha realizzato. Tra l’altro questo frutto secco è consigliato da medici e dietologi, al punto che consigliano di mangiarne al giorno almeno 3-4 gherigli. Una volta, nelle case contadine, era sempre presente almeno un albero di noci che venivano raccolte in autunno in un sacco e conservate per l’inverno. Ma qui, sia la raccolta sia la potatura, vengono eseguite con moderne e apposite macchine. Tecnologia all’avanguardia che permette, inoltre, di debellare il nemico numero uno delle noci, il carpocapsa, o “verme delle mele” (il termine scientifico è cydia pomonella), un insetto parassita che distrugge il frutto. Ma è stato trovato il sistema per debellarlo. Barbara Sturaro ci mostra le casette poste sopra gli alberi che emanano degli spruzzi creando una “confusione sessuale” che disorienta il maschio nel cercare la femmina per accoppiarsi. Il maschio, sviato dai falsi richiami, non riesce a localizzare la femmina e pertanto gli accoppiamenti non sono possibili.
Non solo noci.. L’imprenditrice di “ferro”, tra l’altro molto gentile e ospitale, oltre che la produzione di noci, alleva nelle sue moderne stalle un migliaio di vitelloni da ingrasso tutti di razze francesi limousine, charolaise e aubrac (quelli con le macchie nere attorno agli occhi, detti anche “uccioni”). Si alza ogni mattina alle 6.30 ma è il normale orario di chi ha la campagna, si segue il ritmo delle stagioni e delle giornate, il lavoro c’è sino al calar del sole e ci si innamora di questo lavoro anche se a volte risulta duro. La sua azienda di 45 ettari l’ha totalmente sotto controllo. A percorrere la sua tenuta sale su una moto da motocross inseguita dal cagnolino Argo che vuole gareggiare e verifica tutta la tenuta. A sostenerla il marito Antonio, il figlio Mariano e alcuni operai.
A metà ottobre, passeggiata nordic-walking nel noceto. Ci dice che la sua è una passione. Si diverte cosi’. E per gli amici c’è un campo con piante di grandi giuggiole (quelle provenienti dalla Cina, 5 volte piu’ grandi delle nostre tradizionali). Chiunque può prenderle, non sono in vendita! C’è una scala a disposizione, chi vuole può salire sulle piante e staccare i succulenti frutti, anche questi pronte a settembre. Inoltre, nel grande noceto vuole organizzare il secondo sabato di ottobre, con la sua amica Barbara Ferrara, istruttrice ufficiale di nordic walking, una passeggiata di 8-10 km nel noceto. Poi, come ogni buon finale, una ghiotta merenda con tante, tante noci.
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