La Cina, maggior inquinatore mondiale per emissioni di CO2, ha presentato alle Nazioni Unite le sue intenzioni nella lotta ai cambiamenti climatici. In pratica, entro il 2030 il Dragone promette di ridurre le emissioni di carbonio di una percentuale compresa tra il 60% e il 65% rispetto ai livelli del 2005 (del 45% entro il 2020). Si ricorda che la Cina si colloca oggi al primo posto, assieme agli Stati Uniti, nella poco invidiabile classifica di Paesi inquinatori con il 24% delle emissioni globali (l’UE arriva al 9%).
I propositi di Stati Uniti e Ue. L’annuncio rappresenta senz’altro una bella notizia alla vigilia della Conferenza mondiale sul clima delle Nazioni Unite, in programma a Parigi dal 30 novembre all’11 dicembre prossimo, in vista della quale gli Stati Uniti hanno annunciato una riduzione delle emissione di CO2 tra il 26% e il 28% entro il 2025, rispetto ai livelli del 2005. L’offerta dell’UE è per una riduzione delle emissioni di almeno il 40% entro il 2030 rispetto al 1990.
Aria più pulita con la nuova direttiva UE. Intanto, il Comitato dei rappresentanti permanenti (Coreper) del Consiglio dell’UE ha confermato l’accordo con l’Europarlamento su una nuova direttiva volta a limitare le emissioni di alcuni inquinanti degli impianti di combustione media (tra 1 e 50 MW). Queste nuove regole sono parte del pacchetto legislativo “Aria pulita” che mira a migliorare la qualità dell’aria nell’UE. La nuova direttiva stabilisce valori limite di emissione per alcuni inquinanti quali il biossido di zolfo, l’ossido di azoto e le polveri. Questi limiti saranno applicati anche agli impianti di combustione di medie dimensioni già esistenti.
Fonte: Europe Direct Veneto
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