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Biodiversità, chiave di volta per sviluppare salute e potenzialità del vigneto

Vigneto_PNVenerdì 20 novembre scorso si è tenuto nel Castello dell’Acciaiolo a Scandicci (FI) il convegno “Quale natura in vigneto? VinNatur, le scienze naturali a supporto dei viticoltori naturali” organizzato da Vinnatur-Associazione Viticoltori Naturali. L’incontro ha visto protagonisti agronomi e naturalisti impegnati in vari progetti e iniziative accomunate da un nuovo approccio alla vigna e soprattutto al suolo sul quale essa insiste, vero e proprio patrimonio prezioso di ogni viticoltore.

Rinforzare le difese naturali della vite. Ad aprire il convegno, l’intervento dell’agronomo Ruggero Mazzilli, fondatore della Stazione sperimentale per la viticoltura sostenibile di Panzano in Chianti, che, tra i vari argomenti affrontati, ha approfondito un tema nuovo e molto interessante, ovvero le prove sperimentali che sta effettuando con vari induttori di resistenza che possono aiutare le viti a rinforzare le proprie difese naturali e quindi ad affrontare più efficacemente patologie e stress. Stefano Zaninotti, agronomo e responsabile del team di esperti del gruppo Vitenova vine wellness, ha presentato i primi risultati emersi dal progetto triennale “Fertilità biologica dei terreni”, che VinNatur ha intrapreso nel 2014.  Dai sopralluoghi e dalla raccolta dei dati, avvenuta periodicamente nelle 15 aziende agricole socie coinvolte, si sono potute definire le condizioni dei terreni e stabilire le misure necessarie per riportare in equilibrio quelli in squilibrio o in situazioni di difficoltà, dovute soprattutto ad una scarsa respirazione o ad un’attività microbiologica discontinua, o alterata da errate pratiche agricole.

Parola chiave, biodiversità. Zaninotti e i suoi collaboratori hanno poi introdotto un nuovo progetto di ricerca “Il vigneto e il supporto dei naturalisti”,  che si presenta quale ideale prosieguo di quello in corso sui suoli, ma allo stesso tempo aggiunge elementi di grande novità. In primis, vi è l’approccio al vigneto quale sistema complesso, che possiede una biodiversità determinata dalle interazioni che si vengono a creare fra la fauna, la flora, il suolo e il bilancio naturale dell’ambiente. Maggiore è la biodiversità che caratterizza il sistema, maggiore è il suo potenziale e maggiori sono il suo equilibrio e la sua capacità di auto-regolarsi. Questo significa maggiore salute. Da qui nasce la necessità di monitorarne lo stato e studiare il modo di incrementarne la biodiversità. La micro-biologa Irene Franco Fernandez ha illustrato il ruolo specifico della biologia nella misurazione delle condizioni di fertilità di un terreno attraverso vari indici, fra i quali i più importanti risultano essere la biomassa e il quoziente di respirazione. Il botanico Cristiano Francescato  si è soffermato invece sulla flora quale indicatrice di qualità dell’ecosistema vigneto. In particolare ha affrontato concetti quali la determinazione di quali siano le specie autoctone o aliene, che pure hanno trovato condizioni adeguate alla sopravvivenza all’interno del sistema vigna. Perché è necessario assumere il maggior numero di informazioni possibili sull’identità naturale dell’ambiente vitato. Infine, Costanza Uboni, entomologa, ha coinvolto e affascinato la platea con il racconto del suo lavoro per stabilire la biodiversità entomologica complessiva di una vigna, attraverso la cattura e il riconoscimento delle varie famiglie di insetti che colonizzato il terreno. Questo perché: “quante più morfospecie di insetti vivono in una vigna, tanto più essa è in equilibrio”.

Maule: “Scienza, via maestra per conoscere e calibrare gli interventi in vigna”. A conclusione del convegno, le parole di Angiolino Maule, presidente di VinNatur: “Con questo nuovo progetto, ribadiamo ancora una volta la nostra scelta di collaborare con la scienza, perché riteniamo che questa sia la via maestra per poter conoscere e di conseguenza calibrare i nostri interventi in vigna, in modo da ritrovare nel calice ciò che le radici delle viti hanno potuto raccogliere e trasformare, ottenendone un vino naturale, il più possibile sano. Si tratta di iniziative impegnative, sia in termini di energie che di costi per la nostra associazione, ma secondo noi praticare una viticoltura sana e sostenibile per l’ambiente e per l’uomo, è possibile. Noi ci crediamo. E crediamo che diffondere cultura, fra i produttori nostri soci e fra gli appassionati di vini, sia fondamentale perché i primi producano e i secondi consumino con consapevolezza”.

Fonte: VinNatur

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