(di Alessandro Bedin) Lunedì 14 dicembre scorso, presso la Biblioteca La Vigna di Vicenza – vero scrigno di tradizioni e cultura -, in presenza dei rappresentanti di tre Associazioni (la vicentina Associazione Amici dei Parchi e quelle nazionali Associazioni Direttori e Tecnici Pubblici Giardini – A.I.D.T.P.G. – e Gruppo Amici del Verde – G.A.V. -), Elena Macellari, dottore agronomo, ha presentato il suo libro “Botaniche italiane, scienziate naturaliste appassionate” (Temi Edizioni, 2015, pp. 236).
Si tratta di un importante libro storico-botanico realizzato grazie ad un attento e impegnato lavoro di ricerca d’archivio e di indagine rigorosa che l’autrice ha fatto nella storia “sommersa” di grandi donne (ai più sconosciute) che, segretamente e in certi casi all’ombra di altri uomini, hanno svolto un ruolo determinante in molte scoperte scientifiche nell’ambito della Botanica. Ha raccontato Elena Macellari: “Alle donne per molti secoli non fu concesso di far parte di accademie scientifiche, società botaniche e naturalistiche. Solo dal Novecento il loro contributo come studiose, scienziate e cultrici della materia botanica ha avuto pieno riconoscimento nel mondo accademico e scientifico… Donne intellettuali e viaggiatrici, alcune già note, altre finora sconosciute nella scienza botanica”.
Donne in grado di rompere le antiche convenzioni. La competenza dell’autrice ha messo in rilievo, con una retorica coinvolgente, l’originalità e l’attualità di queste figure che si sono dedicate con tenacia e determinazione agli studi naturalistici, rompendo le convenzioni dell’epoca tra Settecento e Novecento. Sono state così decantate, ad esempio, storie affascinanti sulla “Flora del Colosseo”, altre relative a protagoniste di spicco come “la donna dei muschi”, “la donna dei licheni” e “la donna delle alghe”. Un tuffo nel passato per avanzare con più consapevolezza e decisione nel futuro.
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