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Il ruolo degli agronomi e forestali nel futuro guarda all’innovazione e alla sostenibilità ambientale

foresta di Giazza

foresta di Giazza

Un ruolo sempre più centrale, innovativo e impegnativo. E’ quello degli agronomi e forestali che oggi sono chiamati a creare valore, portare innovazione, aumentare l’attenzione e la sensibilità verso i consumatori e il territorio. Di questi temi se ne è parlato nei giorni scorsi all’Accademia dell’Agricoltura Scienze e Lettere di Verona durante l’incontro  “Sostenibilità, sicurezza alimentare e tutela del paesaggio: la ricetta del presidente mondiale degli agronomi Andrea Sisti” organizzato dall’Ordine Dottori Agronomi e Dottori Forestali della Provincia di Verona.

I presenti all’incontro. Dopo i saluti di Claudio Carcereri De Prati, presidente Accademia di Agricoltura Scienze e Lettere di Verona, hanno introdotto i lavori Gianluca Carraro, presidente Federazione Regionale Ordini Dottori Agronomi e Dottori Forestali del Veneto e Luca Crema, presidente dell’Ordine dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali di Verona. Antonio Boschetti, direttore de L’informatore Agrario ha intervistato Andrea Sisti, presidente dallo scorso settembre mondiale degli agronomi (WAA, World Association of Agronomists, che raduna circa 550 mila iscrittu in tutti i continenti, di cui 22mila in Italia) e presidente nazionale CONAF (Consiglio Nazionale Dottori Agronomi e Dottori Forestali).

Una professione che sa tradurre l’impatto delle tradizioni sul territorio. “La nostra figura è strategica – ha detto Luca Crema – nella produzione di cibo e per portare innovazione a partire dalla terra in modo sostenibile, limitando il consumo di risorse nel rispetto dell’ambiente e del paesaggio”. “La nostra professione, per la sua preparazione, è quella che riesce meglio di tutte a saper tradurre l’impatto delle produzioni sul territorio, la sua organizzazione, cioè il paesaggio, e saper capire le esigenze dei consumatori quindi proporre quella produzione che oggi ha un valore diverso da quello per cui noi per molti anni ci siamo formati. Oggi sono tanti valori a cui anche noi abbiamo contribuito a sviluppare che vanno dalla sicurezza delle persone, all’etica, alla capacità che il cibo che va sulle tavole delle persone abbia anche un’identità perché mangiare prodotti che possano rappresentare dei territori dà anche simbologia di appartenenza”, ha sottolineato il presidente Sisti .

Il mondo è cambiato nelle città e nelle campagne. La professione dell’agronomo e del forestale è legata ai temi dello sviluppo rurale, della consulenza aziendale, del ruolo degli agronomi nel contrasto ai cambiamenti climatici ma anche alla veste di project manager delle reti di imprese agricole e agroalimentari. “Negli ultimi vent’anni abbiamo assistito a cambiamenti importanti nella nostra agricoltura – ha evidenziato Andrea Sisti – Chi avrebbe mai pensato che nelle stalle oggi ci dormono le persone? Accade oggi negli agriturismi. Noi lo diamo per scontato ma questa rivoluzione c’è stata e soprattutto nelle aree più marginali questo rappresenta una condizione in cui le aziende agricole possono mostrare ancora una loro caratterizzazione. Così come la trasformazione dei prodotti che un tempo avveniva principalmente fuori dalle attività agricole e oggi la capacità di elaborare il cibo è diventato un patrimonio degli agricoltori. Anche su questi cambiamenti ha contribuito il nostro sapere, la nostra consulenza e progettazione. Così per i boschi, le foreste. La coniugazione tra il mantenimento produttivo dei boschi e la sostenibilità ambientale e naturalistica è stato un altro principio che ha accompagnato la nostra storia professionale”.

Il futuro incentrato sull’innovazione, come l’agricoltura di precisione, satelliti e droni. L’associazione mondiale degli agronomi è impegnata nel progetto “Global Farm 2030”, che coinvolge i 25 più importanti atenei del pianeta e si rivolge alla comunicazione, informazione e formazione dei professionisti di tutto il mondo su temi come le buone pratiche agricole e la lotta ai cambiamenti climatici. “La sfida degli agronomi per il futuro – ha aggiunto Sisti – è incentrata sull’innovazione. Fra le innovazioni più utili nel prossimo futuro ci sarà l’agricoltura di precisione e l’uso di tecnologie informatizzate, per migliorare le capacità delle imprese agricole grazie all’uso di satelliti e droni”.

Fonte: Servizio Stampa Ordine Dottori Agronomi e Dottori Forestali Provincia di Verona

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