“L’assessorato all’Ambiente, in coordinamento con l’assessorato regionale alla Sanità, ha istituito un tavolo tecnico “ambiente e salute”, già riunitosi nei giorni scorsi, al fine di pianificare azioni efficaci per uscire dall’attuale situazione di emergenza di inquinamento atmosferico“. E’ quanto ha comunicato l’assessore all’Ambiente della Regione del Veneto, Gianpaolo Bottacin, di ritorno da Roma, al tavolo regionale di coordinamento e indirizzo sull’aria, a cui hanno partecipato le Province e i Comuni capoluogo. Bottacin ha anche informato del fatto che il Governo convocherà il tavolo nazionale sull’inquinamento una volta al mese per esaminare di volta in volta le varie problematiche.
La Regione ha proposto agli Enti locali le linee guida di riferimento per le ordinanze comunali da applicare tutto l’anno, sia nelle situazioni di criticità a livello “0”, sia in caso di raggiungimento del livello “1” (dopo 7 giorni consecutivi di sforamento del limite di 50 µg/m3 di polveri PM10). Per il livello “0” sono state proposte misure quali: incentivare forme di mobilità sostenibile alternative all’uso del mezzo privato, come la diffusione di sistemi di mobilità collettiva (“car sharing” e “car pooling”), bike-sharing e potenziamento dell’offerta del trasporto pubblico locale. Creazione di Low Emission Zone di accesso per le zone a più alta densità abitativa o per gli agglomerati; tali zone possono essere dotate di sistemi elettronici per il controllo degli accessi. Adozione, a livello regionale, delle disposizioni contenute nella norma UNI 10683/2012 “Generatori di calore alimentati a legna o altri biocombustibili solidi – Verifica, installazione, controllo e manutenzione”. Tramite accordo volontario con i produttori, adozione a livello regionale dei Regolamenti della Commissione Europea per la progettazione ecocompatibile e l’etichettatura energetica delle caldaie e apparecchi a combustibile solido. Formazione sui comportamenti virtuosi da adottare per la riduzione delle emissioni nelle scuole. Riduzione delle temperature massime per il riscaldamento civile: a 16+2° per edifici adibiti ad attività industriali, artigianali e commerciali; 18+2°C per tutti gli altri edifici, a esclusione di case di cura e/o riabilitazione, ospedali e case di riposo. Divieto di spreco energetico nelle attività commerciali (divieto porte aperte negli esercizi commerciali per evitare dispersione termiche).
Per il livello “1”, invece, si propone: nel campo della mobilità, l’adozione di una guida ecologica, vale a dire basse velocità e regime costante, e la manutenzione del mezzo per il risparmio di carburante. Riscaldamento civile e consumi energetici: nel caso di apparecchi a legna minimizzare le emissioni derivanti dalla combustione attraverso l’utilizzo consapevole dell’impianto, bruciando legna secca e non altri materiali; effettuare controlli dell’impianto; limitare l’uso di stufe e caminetti se nell’edificio vi sono altri sistemi di riscaldamento meno inquinanti come il metano. Agricoltura: adottare misure per la limitazione delle emissioni provenienti dal processo di gestione delle deiezioni animali. “La Regione fornisce sono delle linee guida per favorire l’adozione di azioni uniformi nel territorio ed il potere di ordinanza, alla fine, appartiene ai sindaci”, ha concluso l’assessore Bottacin. Sottolineando che “le misure proposte vanno declinate in base al territorio, in quanto è evidente che la situazione di Belluno potrebbe essere diversa da quella di Rovigo o di Venezia”.
Fonte: Regione Veneto
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