
Dati Centro Studi Intesa San Paolo
( di Maurizio Drago) Notizie buone, anzi ottime, dal Triveneto, sul’export di prodotti agroalimentari. Lo dice l’attento studio periodicamente presentato dal Centro Studi di Banca Intesa San Paolo, che monitora l’andamento dei distretti industriali “motore” della crescita nordestina, ed illustrato durante un incontro stampa nella sede della Cassa di Risparmio del Veneto a Padova, da Giovanni Foresti e Anna Maria Moressa.
Luci ed ombre. Lo studio evidenzia il boom dell’export con un aumento percentuale a due cifre soprattutto per i prodotti “food & beverage”. I dati statistici mettono a confronto le vendite all’estero a fine 2015 con quelle relative al 2008. In pochi anni, la crisi ha fortemente ridimensionato alcuni settori industriali (tessile-abbigliamento, calzature, ceramiche, mobili e altro) ma due distretti hanno avuto uno straordinario salto sulle vendite export: quello del vino prosecco di Conegliano Valdobbiadene con un + 24,8% rispetto al 2008 e quello delle carni di Verona con un + 21,3 %. Aumenti delle esportazioni anche in altri settori dell’agroalimentare: dai vini del veronese (alcuni di questi prestigiosi, come l’amarone, sono ricercatissimi all’estero, diventando “concorrenti” di altri vini nobili toscani notoriamente conosciuti nel mondo) ai dolci e alle paste.
7 distretti industriali veneti tra i primi 15 in Italia in fatturato ed export. E’ stata registrata una forte crescita nei paesi europei, prima tra tutti la Gran Bretagna ( ma anche Polonia, Francia e Germania) e oltre Oceano (Stati Uniti d’America), nonché Cina e nuovi mercati (Corea, Paesi Arabi, ecc). Lo studio ha evidenziato che nel 2015 le esportazioni nordestine hanno raggiunto un aumento tendenziale del +6,2% per un totale di 1,4 miliardi di euro in più rispetto al 2014. Non solo. Lo scorso anno i distretti triveneti sono stati così dinamici da mostrare un andamento migliore rispetto al manifatturiero italiano (+6,2% contro il +3,7%), e al manifatturiero tedesco (+6,2% contro il +5,2%). I distretti del Trentino-Alto Adige hanno segnato +10%, toccando il massimo storico dopo i minimi del 2009: hanno raggiunto 1,6 miliardi (un incremento di 144 milioni sul 2014) pari ad una variazione del +45% rispetto al 2009. Spiccano le mele del Trentino e dell’Alto Adige che hanno avuto un forte incremento.

La presentazione della ricerca
Settore primario d’interesse anche per i giovani. Renzo Simonato, direttore regionale di Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia di Intesa San Paolo, da sempre attento alle dinamiche economiche nel campo dei prodotti agricoli, con un tocco d’orgoglio ha sottolineato che il suo istituto è sensibile e molto attento al settore agroalimentare. La banca finanzia i buoni progetti in agricoltura, è attenta all’imprenditoria giovanile, ma anche è sensibile alle criticità e cerca di intervenire laddove è possibile. Ad esempio viene concessa una moratoria di 42 mesi (anziché 24 ) al fine di agevolare i pagamenti degli agricoltori nel campo lattiero-caseario. Dello stesso avviso il presidente dell’istituto, Gilberto Muraro, già rettore dell’università di Padova e ora al vertice dell’istituto bancario veneto. Insomma, i dati positivi fanno presagire una buona crescita economica nel settore dell’agroalimentare, a cui guardano anche molti giovani creando start-up innovative ee nuove imprese distrettuali vincenti.
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