Il Consiglio regionale del Veneto ha approvato l’articolo del collegato alla legge di stabilità 2017 che istituisce il Servizio regionale di Vigilanza, accorpando guardie provinciali e ispettori regionali in un unico corpo diretto e organizzato dalla Regione.
Un organico di 186 persone. Con la nuova norma – approvata senza voti contrari – dal 1° gennaio 2017 i 174 agenti delle Polizie provinciali, attualmente dipendenti delle Province e della Città metropolitana di Venezia, e i 12 ispettori regionali di vigilanza nel settore primario confluiranno in un unico corpo di vigilanza e di controllo in materia ambientale, agroalimentare, faunistica e venatoria, coordinato da un unico responsabile regionale e impiegabile su tutto il territorio regionale. Per il nuovo servizio – nel quale gli addetti conservano qualifiche, indennità e trattamento economico di cui erano titolari nell’ente di provenienza – la Regione riserva 6,8 milioni di euro per il biennio 2017-2018. “Senza aggravi ulteriori per il proprio bilancio, visto che dal 2014 la Regione già paga il personale e i costi delle funzioni non fondamentali delle Province”, evidenzia l’assessore all’Agricoltura Giuseppe Pan.
I compiti. I futuri agenti del Servizio regionale di vigilanza avranno il compito di vigilare su tutela e salvaguardia della fauna selvatica e dell’attività di caccia, nonché sulla fauna ittica e sulla pesca nelle acque. Avranno inoltre il compito di controllare le attività e i mercati agricoli, l’impiego di prodotti e fitofarmaci nelle colture, e di prevenire e reprimere le frodi agroalimentari. Infine, spetterà loro ogni ulteriore compito che la legislazione regionale e nazionale ha affidato alle Polizie provinciali, come la vigilanza in materia di cave e attività estrattive o in materia di accoglienza e turismo.
Fonte: Servizio Stampa Regione Veneto
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