• Informativa per i lettori

    Nel rispetto del provvedimento emanato, in data 8 maggio 2014, dal garante per la protezione dei dati personali, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all' uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Cookie Policy nel menu
  • Post più letti

  • Archivio articoli

Orso abbattuto in Trentino, per evitare soluzioni tragiche, obbligatorio conoscere e rispettare la Natura

(di Marina Meneguzzi, vice presidente Argav) Nella serata del 12 agosto scorso, gli agenti del Corpo forestale della Provincia autonoma di Trento hanno abbattuto l’orsa “KJ2” in attuazione dell’ordinanza emessa dal presidente della Provincia Ugo Rossi per garantire la sicurezza delle persone.

Il presidente ha affermato in una nota che “il documentato indice di pericolosità dell’esemplare, culminato nel ferimento di due persone, ha richiesto l’attuazione dell’ordinanza nel più breve tempo possibile. E che, sempre in funzione della prioritaria sicurezza delle persone continueranno in maniera intensiva tutte le attività condotte per ridurre il rischio di incidenti (informazione, comunicazione, prevenzione, monitoraggio e presenza sul territorio”.

Chi scrive non è in grado di verificare gli elementi che hanno portato l’orsa ad agire attaccando l’uomo e, di conseguenza, alla sua eliminazione. Ma ritiene che, troppo spesso, la visione dell’uomo rispetto al mondo vegetale ed animale pecchi di superiorità e mancanza di rispetto nonché sia piuttosto ondivaga, a seconda delle situazioni (si gioisce per la ricomparsa di animali ritenuti scomparsi, per poi dolersene subito se il loro naturale comportamento ci “danneggia”).

Ciò detto, per chi frequenta i boschi, la provincia di Trento ha più volte pubblicato norme di comportamento da osservare (scaribile qui),  in caso di incontri ravvicinati con gli orsi, ricordando che questi temono gli uomini e tendono a evitarli. Ma che, essendo animali selvatici, possono manifestare comportamenti aggressivi per difendersi, per proteggere la prole o se vengono colti di sorpresa. La prima raccomandazione che si fa è quella di prestare attenzione e di cercare di evitare incontri a distanza ravvicinata. Bisogna poi far sentire la nostra presenza (es. usando la voce o battendo le mani). Seguono nella pubblicazione altri suggerimenti utili, elaborati in raccordo con i maggiori esperti internazionali in materia, e approvati dallo Human-Bear Conflicts Expert Team del Bear Specialist Group dell’IUCN/SSC (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura).

 

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.