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Vendemmia e nuovi voucher, flop annunciato, in campagna si ricorre ai contratti a tempo determinato

I nuovi voucher hanno dato il colpo di grazia ad uno strumento nato per far fronte alle necessità del settore primario e invece stravolto nel corso degli anni. In occasione della vendemmia e dell’avvio della stagione della raccolta di prodotti ortofrutticoli le aziende agricole hanno scelto di abbandonare i voucher e reclutare il personale necessario con le assunzioni a tempo determinato, con tutto ciò che comporta in termini di aggravio di costi e di ulteriori adempimenti. A confermarlo è Coldiretti, che in queste settimane sta fornendo alle imprese del settore primario l’assistenza necessaria per procedere in tempi rapidi alle assunzioni e consentire in questo modo il regolare svolgimento del lavoro in campagna.

Uno strumento abusato, ma non dal comparto agricolo. “Un uso poco responsabile dei voucher da parte di settori economici ben diversi dall’agricoltura ha costretto ad una riforma che di fatto ha cancellato questo strumento che se correttamente usato aveva i suoi pregi”, afferma in una nota Giovanni Roncalli, direttore di Coldiretti Padova. L’agricoltura è stata il settore che ne ha fatto un uso assai ridotto, senza mai abusarne, limitato appunto alla specificità delle raccolte stagionali (nella provincia di Padova su oltre 3 milioni di voucher venduti lo scorso anno l’agricoltura ne ha usati poco più di 30 mila, pari all’1 per cento).

A decretare il fallimento dei nuovi voucher le limitazioni iniziali all’accesso portale dell’INPS, il limite dei 6.666 euro l’anno per utilizzatore, una somma un po’ bassa per aziende agricole che in particolari periodi hanno bisogno di parecchie persone in campagna. A questo si aggiunge l’importo minimo di 4 ore al giorno da riconoscere al lavoratore, senza tenere conto della variabilità del meteo che potrebbe costringere a riduzioni improvvise.

Fonte: Servizio stampa Coldiretti Padova

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