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Avviato dal Gruppo Giardino Storico di Padova il 28° corso di aggiornamento, tema 2018 “La parte del selvaggio. Miti e figure della natura senza l’uomo”. Aperte ancora le iscrizioni, in programma fino a maggio incontri frontali, tavole rotonde e viaggi di approfondimento

foto di Franco Brevini (Università di Bergamo), docente lezione 25 gennaio 2018

(di Alessandro Bedin, consigliere Argav) Lo scorso 18 gennaio, in un’aula gremita e con ospiti da tutta Italia, è ufficialmente iniziato il 28° corso di aggiornamento organizzato dal Gruppo Giardino Storico di Padova. Nell’incontro introduttivo, curato da Antonella Pietrogrande (Gruppo Giardino Storico di Padova) e Serge Briffaud (École Nationale Supérieure d’Architecture et de Paysage de Bordeaux), si sono messi a fuoco i principali concetti e temi che verranno sviluppati nel corso di 9 incontri frontali, 4 tavole rotonde e due viaggi.

Il tema 2018 è “La parte del selvaggio. Miti e figure della natura senza l’uomo“, di certo affascinante ma può destare anche aspetti contrastanti e non da tutti “digeribili” (c’è nel nostro inconscio – forse – la presenza angosciante della selva oscura?). “Il paesaggio che piace è quello che ha subito un addomesticamento da parte dell’uomo”, riferiscono gli organizzatori del corso, e così la natura selvaggia la consideriamo come qualcosa di altro, mentre invece ne facciamo parte.

La ricerca di natura porta al proliferare delle riserve naturali integrali. Dicono ancora gli organizzatori: “Errante tra le rovine della sua modernità, minacciato dalla crisi ecologica globale, l’uomo occidentale vive il paradosso di un’attrazione irresistibile per una natura che, ai suoi occhi, pare essersi liberata di lui, ritornando alle origini. Questa ricerca di natura «pura» si traduce, su scala planetaria, nell’evoluzione delle politiche di conservazione ambientale e nel trionfo della rinaturalizzazione, con il moltiplicarsi delle riserve naturali integrali. Si afferma la ricerca di una «piena natura» che coinvolge sempre più le pratiche turistiche e del tempo libero, contrassegnate dal desiderio di una immersione dei corpi in luoghi dove restaurare le energie perdute e fondersi con ciò che incarna l’assolutamente altro. Il paesaggio è oggi uno degli spazi culturali in cui questo sogno di “inselvaggimento” si esprime in modo privilegiato. Ciò accade, in particolare, nelle sistemazioni urbane che pongono le città di fronte al loro inverso selvaggio, finora sfuggito o rifiutato; lo stesso vale per i giardini che mettono in scena il ritorno a una naturalità perduta. La natura selvaggia, in quanto costruzione culturale, è presente in ogni epoca e per ispiegarsi ricorre a immagini, concetti e racconti in cui ogni volta s’incarna”. Insomma, per capire ciò che ci circonda, forse, bisogna allontanarsi “per divenire capaci in seguito di riavvicinarsi in modo più giusto, più sereno”.

Il prossimo incontro si terrà giovedì 25 gennaio, dalle ore 16.00 alle ore 18.30 aula A, Complesso Didattico di Biologia e Biomedicina Fiore di Botta, via del Pescarotto 8, Padova, tema “Sull’invenzione della natura selvaggia”, a cura di Franco Brevini (Università di Bergamo). A questo link il programma del XXVIII CORSO 2018

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