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Stati generali dei boschi di pianura, Carta di Sandrigo: un impegno per tutti!

(di Alessandro Bedin, consigliere Argav) Ad ottobre 2017 si sono tenuti a Sandrigo (VI) gli Stati Generali dei Boschi di Pianura, in cui sono state espresse una serie di considerazioni sull’importanza di aumentare le superfici boscate nella Pianura Padana.

Servizi ecosistemici. Nella Carta di Sandrigo, frutto dei lavori congressuali, si legge: “Sulla carta della distribuzione delle foreste in Europa c’è uno spazio vuoto: la pianura padano-veneta! Esso non dipende da fattori orografici o climatici ma dal fatto che, negli ultimi millenni, gli uomini vi hanno eliminato l’originario manto forestale in modo pressoché totale“. Questo svuotamento ha interessato ben il 99,99% della superficie originale! Ma i boschi sono molto importanti! Forniscono alla società numerosi prodotti e servizi (Servizi Ecosistemici). In particolare, per i veneti, è stato ricordato: “hanno un valore del tutto speciale perché rappresentano la memoria vivente di un’epoca in cui le navi veneziane, il cui scafo era fatto di legno di quercia, dominavano commercialmente e militarmente i mari, facendone per secoli la più grande potenza economica del pianeta”.

I boschi di pianura sono di fondamentale importanza quale “spazio sempre disponibile per l’acqua” contribuendo all’infiltrazione profonda delle acque meteoriche per alimentare le falde acquifere sempre più ridotte in portata o, peggio, inquinate in modo diffuso, garantendo, al contempo, “un’importante funzione regimante in occasione degli eventi alluvionali”; sono fonte di produzione di ossigeno e trattenimento di importanti quote di inquinanti atmosferici (soprattutto PM10) ma anche “aree di produzione” di “legno, funghi, tartufi, miele, piante alimurgiche ed officinali, selvaggina”; sono aree ricreative e scuole all’aperto, elemento identitario delle comunità locali.

Obiettivo, 5000 ettari entro il 2050. Negli ultimi 30 anni c’è stato in Veneto un leggero incremento di queste aree boscate grazie alla Carta di Rosà (VI) e della L.R. n. 13/2003, ma i boschi di pianura oggi sono solamente lo 0,05% della pianura veneta, concentrati in prevalenza soprattutto nella parte orientale della provincia di Venezia. Conoscendo i molteplici benefici che le superfici boscate offrono e, vista la consistente occupazione urbanistica del suolo, non possiamo che condividere l’ambizioso obiettivo che la Carta di Sandrigo si è posta, cioè raggiungere la quota dell’1% della superficie agricola, ovvero 5000 ettari entro il 2050.

Sinergia d’intenti. Un’attenzione particolare dovrà essere posta anche per le superfici esistenti a bosco per rafforzarne il valore naturalistico, eradicando specie vegetali invasive, lavorando, al contempo, “intervenendo sulla loro struttura con le migliori tecniche che la selvicoltura mette a disposizione ed introducendo in modo attivo le componenti floritiche ancora assenti vista la loro recente origine artificiale. Dovrà essere creato un marchio collegato ai processi di certificazione forestale, che indichi i prodotti dei boschi di pianura, ed in particolare il loro pregiato legname di quercia, al fine di creare una forte domanda da parte delle imprese che vogliono valorizzare i legnami di origine locale”, hanno riferito i relatori a Vicenza. Ma per fare tutto ciò ci sarà bisogno di tutti: della Regione Veneto, affinchè garantisca sostegno mettendo a disposizione adeguate risorse economiche; dei Comuni, nel disporre superfici da destinare all’ampliamento dei boschi esistenti o alla realizzazione di nuovi; dei proprietari dei terreni privati, “realizzando interventi di forestazione anche di piccole dimensioni, significativi nel creare connettività ecologica all’interno del territorio (stepping stones);” delle imprese, nel “valorizzare i prodotti locali dei boschi di pianura ed in particolare il loro pregiato legname di quercia”; delle associazioni di volontariato, “attori della gestione attiva dei boschi di pianura”; dei cittadini, per far sentire la loro voce a tutti i livelli decisionali, sostenendo gli attori che operano per l’allargamento ed il miglioramento dei boschi di pianura.

Il Veneto ha le risorse ideali, umane e materiali per permettersi dei boschi in pianura e ognuno di noi può fare la sua parte per migliorare la situazione attuale con un pensiero particolare rivolto ai nostri eredi. Dobbiamo però sganciarci da un modo di pensare miope, perché, viene citato nella Carta di Sandrigo,: “gli uomini hanno fretta e misurano il tempo in giorni, settimane, mesi, anni. Gli alberi ed i boschi hanno pazienza e misurano il tempo in secoli. Il 2050 è lontano per gli uomini ma è vicino per gli alberi“.

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