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Foreste venete, opportunità per la bioeconomia e la valorizzazione dell’ambiente

Sono 465.000 gli ettari di superficie forestale nel Veneto, pari al 25% del territorio regionale. Un patrimonio, quello dei boschi veneti, gestito con oculatezza fin dai tempi della Repubblica Serenissima che, principalmente dal Cadore, Cansiglio e Montello, traeva il legname che ha contribuito a far grande la sua potenza. Oggi le politiche forestali, a partire da quelle dettate dall’Unione Europea, si pongono una serie di obiettivi che, considerata la loro straordinaria importanza, non possono essere trascurati o sottovalutati. Anzi, sempre più devono essere definiti con precisione e perseguiti.

Il ruolo delle foreste nella lotta ai cambiamenti climatici, per esempio, è sotto gli occhi di tutti, come pure per la conservazione della biodiversità, di cui questi luoghi sono ricchi; ma le foreste sono parimenti importanti anche quando si parla di bioeconomia, vale a dire di economia sostenibile sotto il profilo ecologico e sociale, nonché di politiche di sviluppo rurale. In altre parole, i boschi e le foreste, oggi più che mai, svolgono una duplice funzione di “fabbrica di legname” e di “fornitori di beni e servizi”, non solo di carattere ambientale, che interessano l’intera comunità. Di questi importanti temi, e in particolare delle tante opportunità offerte dalle foreste, si è discusso lo scorso 23 marzo a Longarone (Bl) in occasione della fiera Agrimont in cui si è tenuto il convegno “Il risveglio della foresta. Le politiche forestali dalla Serenissima ad oggi”, promosso da Veneto Agricoltura (editore di una pubblicazione omonima) e Regione, con Università di Padova, Eustafor e Crea.

Veneto, “patria della selvicoltura”. Due le sessioni proposte: un focus con esperti e tecnici europei e regionali, incentrato sulle politiche forestali in atto in Europa, Italia e Veneto; una tavola rotonda con gli operatori della filiera foresta-legno-energia. In sintesi, i lavori di Longarone hanno confermato che oggi il Veneto è attraversato da numerosi fermenti che spingono verso una valorizzazione a 360° delle foreste, vale a dire sia dal punto di vista ambientale che da quello dei prodotti e i servizi offerti. Di conseguenza, si rende necessario generare politiche forestali sempre più efficaci da parte della Pubblica Amministrazione e avviare iniziative da parte delle imprese, dei proprietari boschivi e degli Enti locali. Il Veneto, che a livello mondiale può essere definito “la Patria della selvicoltura” per aver saputo introdurre già nel XV secolo principi e tecniche di oculata gestione del bosco, deve continuare a fare la sua parte per valorizzare al massimo il suo straordinario patrimonio forestale.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

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