“Regione e consorzi di bonifica sono in prima linea per adeguare la rete irrigua a servizio di colture, imprese agricole e allevamenti del Veneto. L’obiettivo è duplice: risparmiare una risorsa sempre più preziosa, l’oro blu del nostro millennio, e garantire a tutti – ma soprattutto ai primi anelli della catena alimentare – acqua pulita e sicura”. E’ quanto ha sottolineato l’assessore all’agricoltura e alla bonifica Giuseppe Pan, concludendo il convegno a Lonigo tenutosi nei giorni scorsi, dedicato a fare il punto sulla progettazione e sullo stato di avanzamento dei progetti dei Consorzi di bonifica della pianura centro occidentale veneta, anche in relazione all’emergenza Pfas e ai rischi di contaminazione dell’acquifero e delle falde nell’area ‘rossa’ compresa tra Vicenza, Verona, Padova e Venezia, che vale oltre 310 mila ettari.
Valorizzare il Leb. L’idea forte, condivisa dai vari soggetti del tavolo regionale permanente e dai Consorzi di Bonifica, che presidiano 25 mila km di rete irrigua in Veneto è valorizzare la “colonna vertebrale del sistema irriguo veneto, il Leb, che porta l’acqua dell’Adige da Belfiore a Chioggia”, per garantire acqua ‘pulita’ ai campi veneti ed evitare prelievi dalla ‘terra dei Pfas’. La collaborazione strategica e progettuale tra Regione Veneto e i tre consorzi di bonifica del Veneto Centro-Occidentale ha consentito già di ottenere contributi per 70 milioni di euro, per cinque progetti già in fase esecutiva: 1) l’impermeabilizzazione di un tratto del canale LEB per evitare infiltrazioni e migliorare la portata irrigua di un sistema che serve più di 100 comuni che fanno capo alle province di Verona, Vicenza e Padova e Venezia (il contributo riconosciuto al consorzio di secondo grado Leb è di 20 milioni di euro); 2) la realizzazione di una condotta sotterranea di 19 km per fornire, in alternativa al fiume Fratta, acque non contaminate da Pfas ai distretti di Guà, Monastero e Fratta, all’area compresa tra Padova e Verona (42 milioni di euro dal Mipaaf al Consorzio di bonifica Adige Euganeo); 3) il risanamento dei canali a cielo aperto nei comuni di Cologna Venta, Zimella, Lonigo e Alonte (5 milioni di euro del Piano nazionale degli interventi nel settore idrico al Consorzio Alta Pianura Veneta); 4) il risanamento delle acque irrigue nei comun di Cologna veneta e Asigliano Veneto (progetto da 3,5 milioni elaborato sempre dal Consorzio Alta Pianura veneta); 5) piano esecutivo degli interventi volti al risparmio idrico e al risanamento delle acque contaminate da Pfas nei comuni dell’‘area rossa’, vale a dire Cornedo Vicentino, Brogliano, Castelgomberto e Trissino (500 mila euro sempre al Consorzio Alta Pianura veneta).
Altri interventi predisposti. Oltre a questi interventi già cantierati o cantierabili, il Consorzio Alta Pianura Veneta ha predisposto, con i propri uffici tecnici, ulteriori progetti per oltre 341 milioni di euro in modo da programmare una alternativa concreta all’utilizzo dei pozzi privati per la cosiddetta irrigazione ‘di soccorso’. I progetti in lista di attesa per l’ok definitivo e i relativi finanziamenti sono: riconversione rete irrigua del bacino Togna nei comuni di Arcole, Zimella, Arzignano, Lonigo, Montorso Vicentino (importo 31 milioni di euro); estensione della rete irrigua del bacino Togna nei comuni di Arcole, San Bonifacio, Zimella, Gambellara, Lonigo, Montebello Vicentino (90 milioni); riconversione della rete irrigua del bacino Fiumicello Brendola nei comuni di Brendola, Val Liona e Sarego (30 milioni); irrigazione della zona collinare compresa tra Palù e San Valentino di Brendola (5,1 milioni); opere connesse al canale LEB per l’irrigazione collinare nei comuni di Lonigo, Alonte, Orgiano, Sarego, Val Liona (42 milioni); riconversione della rete irrigua del bacino della Valle Agno a beneficio dei comuni di Arzignano, Brogliano, Castelgomberto, Cornedo Vicentino, Montecchio Maggiore e Trissino (17,5 milioni); estensione della rete irrigua della Valle Agno a beneficio dei comuni di Arzignano, Montecchio Maggiore e Trissino (10 milioni); riconversione della rete irrigua del bacino del Retrone nei comuni di Montecchio Maggiore e Sovizzo (7 milioni); estensione della rete irrigua del Bacino del Retrone nei comuni di Montecchio Maggiore e Sovizzo (500 mila euro); riconversione della rete irrigua del bacino del Ronego nei comuni di Cologna Veneta, Zimella, Alonte, Asigliano Veneto e Lonigo (102 milioni); estensione della rete irrigua nel Bacino del Ronego per i comune di Zimella e Lonigo (6 milioni di euro).
Fonte: Servizio stampa Regione Veneto
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