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A Montecchio Maggiore (VI) sorto un nuovo bosco per iniziativa di due studenti e con l’appoggio delle Istituzioni

(di Alessandro Bedin, consigliere Argav) E’ comparso un nuovo bosco con circa 500 tra alberi e arbusti a Montecchio Maggiore (VI), in una fascia compresa tra la pedemontana e la zona industriale ad Ovest. Tutto questo grazie all’impegno e alla caparbietà di due studenti, Elena Baldisseri e Aldo Soraru.

Riforestazione urbana. Il progetto, poi, ha dovuto avere il sostegno di molte componenti: dell’Associazione Civiltà del Verde di Vicenza, dell’Amministrazione Comunale, che ha reso disponibile il sito d’impianto, di Agno Chiampo Ambiente, che ha sostenuto sia finanziariamente che logisticamente l’iniziativa, come anche di molti volontari che hanno finanziato il progetto, offrendo il loro lavoro per l’impianto, e del Comitato Volontario Protezione Civile di Montecchio Maggiore, che ha supportato l’intervento per il trasporto dei materiali. Grazie a tutti loro, ma non solo, è stato possibile realizzare un intervento di riforestazione urbana. Una fascia boscata lineare per la quale è stato fondamentale anche il supporto di Veneto Agricoltura, e in particolare con la consulenza del Vivaio di Montecchio Precalcino, Centro Biodiversità Vegetale e Fuori Foresta, da cui il materiale vivaistico è provenuto.

I lavori sono iniziati venerdì pomeriggio 6 dicembre (momento del tracciamento per la predisposizione dell’impianto), proseguiti sabato pomeriggio 7 dicembre e conclusi (al 98% delle cose da fare) domenica mattina 8 dicembre. Ora mancano alcuni aggiustamenti, come la protezione delle giovani piantine in modo che non siano danneggiate dagli animali o dall’uomo (che spesso usa maldestramente il decespugliatore). Ma piano piano, con pazienza, si arriverà a ultimare l’intervento che è stato pensato circa un anno prima. Un intervento che ha costato riflessioni su cosa piantare, come piantare, quando piantare. Poi, quando sembrava arrivato il momento giusto (primi di novembre 2019) l’andamento meteo ha costretto il rinvio per oltre una mese per impraticabilità del suolo a causa delle continue piogge. Si è giunti, con soddisfazione e gran pazienza nell’accettare anche i tempi della natura, che non sono quelli dell’uomo moderno, a vedere concretizzarsi un progetto che richiamava alla necessità di mettere le “mani in Terra”, cioè riprendere contatto diretto con ciò da cui proveniamo e di cui abbiamo bisogno per vivere, una attività rivolta fattivamente a migliorare il nostro ambiente urbano. A tutto ciò ha dato ancor più valore l’utilizzo di compost di qualità prodotto localmente dalla Società Agno Chiampo Ambiente, un compost prodotto da sola matrice vegetale.

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