Cosa possiamo imparare dai paesaggi ereditati, sopravvissuti al successo dell’agricoltura industriale, per i paesaggi futuri? Come innestare un sapere colturale millenario con le scoperte delle nuove scienze biologiche, ecologiche, agronomiche? Come ritrovare nuovi equilibri per una relazione consapevole con la terra e i suoi frutti? A queste domande vuole rispondere il corso che ha inizio oggi, giovedì 16 gennaio, alle ore 16 fino alle 18.30 nel Complesso Didattico di Biologia e Biomedicina Fiore di Botta a Padova, in via del Pescarotto 8. Si tratta del trentesimo corso di aggiornamento sul giardino storico dal titolo Paesaggi ereditati e progetto futuro. Nuove alleanze per curare la terra, a cura del Gruppo Giardino Storico dell’Università di Padova e coordinato da Antonella Pietrogrande e diretto da Francesca Chiesura Lorenzoni e Francesca Dalla Vecchia.
La trentesima edizione del corso si svolgerà sino a maggio 2020. Di fronte all’incalzare dei cambiamenti climatici e dei danni ambientali, che impongono la necessità di nuove visioni e strategie per curare la terra, nostro bene comune, il corso propone una riflessione sui paesaggi agrari nella società contemporanea. Le odierne forme omologate e prive di identità dei paesaggi agrari europei sono il risultato delle radicali trasformazioni avvenute nella seconda metà del Novecento, a seguito dell’adozione di pratiche agricole di tipo monocolturale, semplificate e meccanizzate, basate sull’uso generalizzato di sostanze chimiche. L’attuazione di questo nuovo indirizzo ha provocato una drastica riduzione del numero degli addetti e un conseguente venir meno di quell’attenta custodia dei luoghi da parte di chi aveva un rapporto diretto con la terra.
«Giardino mediterraneo» è stato definito da Emilio Sereni il «bel paesaggio agrario» degli agrumeti siciliani, dove ancora oggi vengono applicate tecniche specializzate di sistemazione del suolo di origine araba. A riprova dello stretto legame tra agricoltura e giardino, Sereni ricorda come le aiuole ben squadrate, i regolari allineamenti delle alberature, il digradare delle terrazze del giardino all’italiana, ripetano le forme che disegnavano il paesaggio agrario. Anche lo scrittore Mario Rigoni Stern riprende questa immagine nella sua descrizione di una località dell’altopiano di Asiago chiamata «Giardini», per i suoi appezzamenti delimitati da muretti a secco, così ordinati e precisi da ingentilire il paesaggio. Questo concetto di bellezza, risultato del lavoro dell’uomo in armonia con la natura, è insito nell’idea archetipica di giardino, unità di bello e buono. Il giardino, memoria del mondo, ci indica dunque la strada a cui tornare. Il rapporto tra giardino e paesaggio produttivo è infatti oggi motivo di riflessione, come dimostrano vari interventi di reintroduzione di pregiati vitigni, frutteti e orti, attuati in diversi siti storici.
Il corso terrà presenti due versanti di indagine. Da un lato proporrà un’osservazione e uno studio dei paesaggi rurali nella loro evoluzione storica e cercherà di dare delle risposte sul come e perché si sia perso un positivo rapporto tra il sapere degli uomini e l’ambiente. Dall’altro lato proporrà un’esplorazione sia delle nuove visioni dei sistemi agricoli che applicano alla coltivazione i concetti dell’ecologia, sia delle nuove pratiche di una agricoltura di ritorno, in particolare di giovani che utilizzano tecnologie innovative e recuperano nel contempo valori smarriti, paesaggi culturali, produzioni di qualità e migliori luoghi di vita. Una ricognizione del fenomeno dell’agricoltura urbana – cioè del tentativo di ibridare due mondi alternativi e due paesaggi, palesatosi in varie maniere – darà modo di approfondire un tema che sta attirando sempre maggiore interesse. Torneremo a occuparci anche di giardino storico, l’argomento che ci contraddistingue, non come di un soggetto di ricerca e sapere chiuso, ma piuttosto come di un punto di partenza per una riflessione più complessiva sul paesaggio. Per analizzare questi fenomeni saranno presentati come di consueto diversi punti di vista, oltre agli strumenti che permettono di comprenderli e analizzarli. Riflettere sull’interpretazione di questi e altri problemi, coniugando la storia del paesaggio e del giardino con le esigenze di una contemporaneità consapevole, è il compito che si dà il XXX corso del Gruppo Giardino Storico dell’Università di Padova.
Programma. 16 GENNAIO, ore 16.00. Ridare nuovi equilibri ai paesaggi curando la terra. Visioni attuali dei sistemi agricoli, Giuseppe Barbera – Università degli Studi di Palermo. 23 GENNAIO, ore 16.00 Le colture del passato: quale lezione per i paesaggi futuri? Viviana Ferrario – Università IUAV di Venezia; Giustino Mezzalira – Veneto Agricoltura. 30 GENNAIO, ore 16.00 La città campagna. Evoluzione della pratica dell’agricoltura urbana dagli inizi del XX secolo, Franco Panzini – Università IUAV di Venezia. 6 FEBBRAIO, ore 16.00 L’impatto del cambiamento climatico sulla biodiversità vegetale: quali possibili soluzioni? Tavola rotonda con: Mariacristina Villani – Università di Padova Orto botanico; Patrizio Giulini – Gruppo Giardino
Storico Università di Padova; Nicoletta La Rocca – Università di Padova Dipartimento di Biologia; coordina Francesca Dalla Vecchia – Università di Padova Dipartimento di Biologia, Gruppo Giardino Storico Università di Padova. 13 FEBBRAIO, ore 16.00 Dai paesaggi dell’abbandono al ritorno dell’agricoltura in montagna, Mauro Varotto – Università di Padova Dipartimento di Scienze Storiche Geografiche e dell’Antichità. 27 FEBBRAIO, ore 16.00 Antiche bonifiche, sistemi e contratti agrari “per la cura della terra”. Il Consorzio Uomini di Massenzatica e la Corte benedettina di Correzzola
Carlo Ragazzi – presidente del Consorzio Uomini di Massenzatica; Stefano Zaggia – Università di Padova Dipartimento di Ingegneria Civile Edile e Ambientale. 5 MARZO, ore 16.00 Michele Busiri Vici tra arte del giardino, rapporto con il paesaggio e sistemazioni dell’antico, Tavola rotonda con Alberta Campitelli – già dirigente Ville e Parchi Storici del Comune di Roma, vice-presidente Associazione Parchi e Giardini d’Italia; Massimo De Vico Fallani – Università di Roma Sapienza; Elisa Zannoni –
architetto Roma. 12 MARZO, ore 16.00 Relazioni, intrecci, connessioni fra giardino e paesaggio rurale: dai frutteti trentini al territorio del prosecco, Tavola rotonda con: Fabrizio Fronza – Agronomo, Curatore dei parchi di Levico e Roncegno; Francesco Vallerani – Università di Venezia Ca’ Foscari Dipartimento di Economia; coordina Mariapia Cunico – Università IUAV di Venezia 19 MARZO, ore 16.00 I vigneti tra paesaggi ereditati e neo-paesaggi globalizzati: i casi della Valtellina e di Saint-Émilion
Luca Bonardi – Università degli Studi di Milano Statale; Serge Briffaud – École Nationale Supérieure d’Architecture et de Paysage de Bordeaux. 26 MARZO, ore 16.00 La tempesta Vaia e il nuovo assetto del paesaggio montano, Raffaele Cavalli – Università degli Studi di Padova Dipartimento TESAF. 2 APRILE, Convegno Bellezza e produttività nel giardino e nel paesaggio rurale italiano in collaborazione con: Orto Botanico Università di Padova, International Scientific Committee on Cultural Landscapes ICOMOS-IFLA, Associazione Parchi e Giardini d’Italia Bellezza e produttività nel giardino e nel paesaggio rurale italiano. 16 APRILE, ore 16.00 Scritture contadine, Luciano Morbiato – Università di Padova. 23 APRILE, visita Il sistema ville-giardini-campagna nel territorio di Mirano (Venezia) a cura di Alberto Gregio, Renzo Niero – Bel-Vedere Lab, Mirano; Margherita Levorato – Gruppo Giardino Storico Università di Padova. 30 aprile/1-2-3-4 maggio viaggio di studio
Paesaggi e giardini dell’isola di Maiorca e gli interventi paesaggistici dell’arciduca Luigi Salvatore d’Asburgo a cura di Tòfol Arbona Castañer – paesaggista, specialista di analisi del territorio di Maiorca; Júlia Roman – Universitat de les Illes Balears ( UIB ); Helga Swendinger – biografa dell’arciduca, Vienna; con Silvia Datei, Margherita Levorato, Antonella Pietrogrande – Gruppo Giardino Storico Università di Padova. 7 MAGGIO, ore 16.00 L’acqua nei giardini del Mediterraneo arido: ieri e oggi, José Tito Rojo – Università di Granada. 14 MAGGIO, ore 16.00 Erbario cinematografico, Antonio Costa – Università di Padova. 16 MAGGIO, visita Dal Parco del castello di Miramare al progetto paesaggistico di Paolo Bürgi al San Michele sul Carso goriziano a cura di Anna Chiara Vendramin – studio Vendramin Padova, Parco Castello di Miramare, Trieste; Cristina Cremonese, Luis Zenatto – Gruppo Giardino Storico Università di Padova. 21 MAGGIO, ore 16.00 Agricoltura ed ecologia: esperienze sul campo, Tavola rotonda con: Sergio Lironi – presidente onorario di Legambiente- Padova; Marco Miglioranza – Agritour, Vicenza; Leopoldo Spessato – Agriaton, Padova; coordina Gianpaolo Barbariol – Gruppo Giardino Storico Università di Padova
28 MAGGIO, ore 16.00. ‘Coltivare’ paesaggi oggi in modo consapevole Anna Lambertini, Tessa Matteini – Università di Firenze Dipartimento di Architettura (DiDA) Coordinatore responsabile del corso: Antonella Pietrogrande, direttori del corso: Francesca Chiesura Lorenzoni, Francesca Dalla Vecchia. Fondatore: Patrizio Giulini; segreteria: Cristina Cremonese, Silvia Datei. Contributo di partecipazione 95 € (studenti 50 €). Ulteriori informazioni sul corso possono essere richieste scrivendo a segreteria@giardinostoricounivpadova.it
Fonte: Gruppo giardino storico Università di Padova
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