“Siamo favorevoli alla costituzione di un tavolo di confronto nazionale sul Pinot grigio che favorisca il monitoraggio delle varie aree vitate del paese aiutando la filiera nel lavoro di tutela e valorizzazione di questo vino. E ci auguriamo che la proposta da noi lanciata lo scorso anno – accolta subito da Unione Italiana vini e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari che ringrazio per la sensibilità e per aver organizzato un momento molto importante di dibattito tra i principali operatori del Paese – possa portare presto ad azioni sul mercato che aiutino l’aumento del valore della filiera produttiva del Pinot grigio, che rappresenta il primo vino bianco fermo delle nostre esportazioni e una grande ricchezza del nostro sistema vitivinicolo”.
Riuniti i principali attori della produzione di Pinot grigio italiano. Con queste parole Albino Armani, presidente del Consorzio Delle Venezie Doc, ha commentato gli esiti del dibattito svoltosi lo scorso lunedì 10 febbraio alla Camera di Commercio dell’Industria, Artigianato ed Agricoltura di Verona in occasione della riunione congiunta promossa da Unione Italiana Vini e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, nel corso della quale sono stati presentati i dati elaborati dall’Osservatorio del Vino di UIV sulla produzione e commercializzazione dei vini imbottigliati base Pinot grigio in Italia. Un’audience che ha visto riuniti i principali attori della produzione di Pinot grigio italiano a cui sono stati illustrati dati importanti che hanno sottolineato la necessità di organizzarsi a livello nazionale per una gestione coordinata e ulteriormente regolamentata del prodotto Pinot grigio. In tal senso è andato l’appello lanciato nel corso del dibattito – e condiviso da tutti gli intervenuti – per la creazione di un tavolo di confronto nazionale che lavori congiuntamente per favorire dinamiche di crescita del valore, tema che coinvolge direttamente anche la DOC Delle Venezie principale protagonista della filiera con 2,4 milioni di quintali di prodotto (pari al 55% del totale nazionale) destinato per il 95% all’export.
In tema di commercio internazionale, nel corso dell’incontro sono stati presentati alcuni risultati di un’analisi dettagliata svolta da Wine Intelligence sul consumo del Pinot grigio italiano in USA, UK e Germania, da cui emergono alcuni elementi di debolezza dell’immagine del prodotto e, quindi, la necessità di lavorare per un miglioramento del percepito – soprattutto in termini di riconoscimento e di identità territoriale – del Pinot grigio DOC delle Venezie, orientando con più decisione l’attività promozionale verso un pubblico giovane di consumer, che si affaccia ora su questo mercato e che va quindi conquistato e fidelizzato. “Chiudiamo la riunione con un sentiment positivo” ha dichiarato Armani “consapevoli che per attuare una strategia di attacco vincente sarà necessario avere una fotografia completa e continuamente aggiornata della situazione produttiva nazionale del Pinot grigio. Mi auguro che quello di oggi sia il primo di una serie di incontri tra i principali attori della filiera italiana. Sarà importante, in particolare per il nostro consorzio, creare maggior consapevolezza dell’acquisto rispetto alla Denominazione delle Venezie, che può contare su commissioni di degustazione che ne certificano la qualità, su un contrassegno di Stato che ne garantisce la tracciabilità e, a brevissimo, sul Riconoscimento ministeriale che consentirà al Consorzio di intensificare la sua attività di promozione mondiale”.
Fonte: Servizio stampa Consorzio delle Venezie Doc
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