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Focolai di peste suina in Germania, Commissione Europea ferma la movimentazione degli animali fino a gennaio 2021

La Commissione europea ha bloccato la movimentazione di animali dalla Germania dove si sono verificati focolai di peste suina. Lo rende noto Coldiretti dopo la pubblicazione della decisione di esecuzione 2020/ 1645 che inserisce la Sassonia nella lista delle zone da cui è vietata l’importazione di suini e materiale germinale ai fini di scambi intracomunitari fino al 31 gennaio 2021.

Tutelare l’allevamento suinicolo veneto fatto di 700mila capi destinati alla produzione di prosciutti Dop. Era questo il monito di Coldiretti in merito al diffondersi di casi di peste suina in Germania, per cui invocava di fermare immediatamente le importazioni di animali vivi provenienti o in transito dalle zone interessate per difendere un patrimonio zootecnico che vale a livello regionale 200milioni di euro e coinvolge 300 allevamenti. 

C’era infatti molta preoccupazione anche tra gli allevatori veneti  per la peste suina africana (PSA) che si sta diffondendo in diverse parti della Germania e che – ricorda la Coldiretti –  può colpire cinghiali e maiali ed è altamente contagiosa e spesso letale per gli animali, ma non è, invece, trasmissibile agli esseri umani.  Questo virus può passare facilmente da un animale all’altro attraverso stretti contatti tra individui, o con attrezzature contaminate (camion e mezzi con cui vengono trasportati gli animali, stivali, ecc.) o attraverso resti di cibo che trasportano il virus e abbandonati dall’uomo.

Un possibile veicolo di contagio possono essere peraltro i cinghiali il cui numero negli ultimi anni si è moltiplicato in Italia dove si stima la presenza di circa 2 milioni di esemplari e altrettante migliaia di presenze  su territorio regionale.  Un pericolo denunciato recentemente dalla stessa virologa Ilaria Capua che ha parlato del rischio effetto domino se oltre al coronavirus la peste suina passasse in Italia dagli animali selvatici a quelli allevati. Considerata dunque la facilità di trasmissione – conclude Coldiretti – il rischio che il contagio possa essere esteso agli allevamenti italiani rappresenterebbe un gravissimo danno economico per le imprese e per la pubblica amministrazione, con costi di decine di milioni di euro per procedere ai necessari interventi di prevenzione.

Fonte: Servizio stampa Coldiretti

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