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1971-2021: il 29 novembre di cinquant’anni or sono veniva emanata la legge per la tutela dei Colli Euganei deturpati dalle attività estrattive. Se ne parla anche il 19 dicembre all’abbazia di Praglia in occasione della presentazione del libro “I Colli ritrovati”.

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(di Renato Malaman, giornalista, socio Argav) Cinquant’anni fa l’ansia era tanta… La sorte della proposta di legge per la tutela dei Colli Euganei (e il conseguente stop a oltre metà delle 70 cave ancora attive) era ancora incerta. La Commissione Istruzione e Belle Arti della Camera l’avrebbe comunque sottoposta all’esame decisivo. E l’avrebbe approvata. La 1097, di cui erano primi firmatari i deputati Giuseppe Romanato di Rovigo e Carlo Fracanzani di Este (ma che aveva il sostegno di altri 26 altri parlamentari: i padovani c’erano tutti e di tutti i partiti), sarebbe poi diventata uno spartiacque fondamentale per la protezione di questo straordinario territorio collinare. Territorio cantato da poeti e letterati di tutte le epoche che le cave, in pochi anni di frenetica attività estrattiva, stavano riducendo in un luogo di devastazione e di rimpianto.

In questa ricorrenza importante – e parliamo di una legge approvata a tempo di record e che giuridicamente ha fatto dottrina a livello nazionale – è doveroso ricordare chi ha sostenuto incessantemente l’azione forte dei parlamentari. Ovvero i Comitati per la difesa dei Colli Euganei, alla cui guida c’erano i fratelli Sandon, Gianni e Franco. Comitati che hanno lavorato con ostinazione, con coraggio e tanta fantasia.

Non fu una battaglia né facile, né semplice, perché le cave allora erano fonte di lavoro per centinaia di famiglie. Però fu una battaglia civile di portata epocale che oggi va ricordata con particolare attenzione. Certamente maggiore di quella che le istituzioni hanno dimostrato nelle ultime settimane, quasi ignorando la ricorrenza. Un silenzio a dir poco imbarazzante…

Nota di redazione. Alle ore 10 di domenica 19 dicembre, 2021 Renato Malaman sarà all’abbazia di Praglia (PD) per presentare il libro ‘I Colli ritrovati’,  realizzato insieme a Claudio Grandis, Toni Grossi e Toni Mazzetti, grazie al supporto di  Banca Patavina. Malaman ha  trattato il capitolo finale, dedicato alla legge 1097. Foto in alto, da sx lo scempio ambientale causato dall’attività estrattiva nei Colli Euganei, Giuseppe Romanato, Carlo Francanzani e Gianni Sandon (credits profilo Fb Renato Malaman)

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