• Informativa per i lettori

    Nel rispetto del provvedimento emanato, in data 8 maggio 2014, dal garante per la protezione dei dati personali, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all' uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Cookie Policy nel menu
  • Post più letti

  • Archivio articoli

Disponibilità risorsa idrica in Veneto a dicembre 2023, i dati Anbi Veneto

Schermata 2024-01-22 alle 17.20.05

Nel mese di dicembre le precipitazioni medie sono state inferiori del 23% rispetto al valore atteso, comunque concentrate nello spazio di circa 3 giorni (1, 13 e 31). Il valore medio di precipitazione di 63 mm contro una media storica di 82 mm, vede comunque una distribuzione estremamente disomogenea sul territorio. Si va dagli oltre 200 mm occorsi nel bellunese, ai 50 nelle zone pedemontane ai 10 mm del rodigino.

L’inizio del mese è stato fresco rispetto alla temperatura media storica, subito seguito da una fase calda culminata a Natale facendo registrare il giorno più caldo del mese. Le tanto attese nevicate sono state registrate nel corso di tutto il mese, che si è concluso comunque con scarsi accumuli (-29% nelle Dolomiti rispetto alla media e – 50% nelle Prealpi – dati ARPAV). L’aumento delle temperature massime registrato rimane un segnale molto preoccupante per la futura tenuta delle riserve nivali. È un dato estremamente preoccupante che comporta grandi sconvolgimenti per il bilancio idrologico, vista l’influenza della temperatura sullo scioglimento nivale e sulla determinazione di ondate di calore.

Falde. I pozzi rilevati dai consorzi di bonifica registrano un graduale ritorno verso valori medi (dopo la grave crisi di un anno fa con valori di circa un metro più bassi), anche se si deve segnalare una tendenza al ribasso a fine mese.

L’indice Spei contempla anche l’effetto della componente evapotraspirativa nel monitoraggio degli eventi siccitosi. Per questo è più «solido» nel descrivere la realtà rispetto all’indice SPI che contempla invece solo le precipitazioni. In questo senso si veda come l’effetto delle temperature combinato a precipitazioni vicine alla media storica ma concentrate in pochissimi giorni, denoti la presenza di anomalie siccitose in gran parte della parte meridionale e litoranea della regione.

Fonte: Servizio stampa Anbi Veneto

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.