
Nel mese di giugno le precipitazioni medie sono state pari a circa +34% rispetto al valore atteso (media ultimi 30 anni) su quasi tutta la regione, ad eccezione di alcune porzioni del Polesine e delle aree perilagunari. All’inizio del mese sono stati registrati importanti apporti ad alta quota, mentre nella seconda parte è stato favorito lo scioglimento a causa della temperatura più elevata. Si registra comunque ancora un innevamento abbondante per il periodo. Anche la temperatura si è attestata su valori prossimi alla norma del periodo rispetto alla media degli ultimi 30 anni.
Più neve. Il valore di Swe(Snow Water Equivalent) complessivo ha evidenziato per l’inizio del mese di luglio la presenza di un consistente manto nevoso sui rilievi alpini. Per quanto attiene al Veneto, a inizio giugno ci sono stati ancora apporti di neve fresca oltre i 2600 metri per circa 20 – 40 cm mentre nella seconda parte del mese la temperatura mite ha determinato un diffuso scioglimento nivale che peraltro è visibile anche nello stato di morbida dei grandi fiumi. I ghiacciai delle Dolomiti e le zone glaciali sono ancora ricoperti da neve invernale (nella foto in alto, il ghiacciaio della Marmolada nel luglio del 2024 a sinistra e nel luglio del 2022 a destra. Si noti l’abbondanza di neve nella situazione attuale rispetto a quella della grande siccità del 2022).
Le falde. Gli apporti meteorici abbondanti anche a giugno hanno contribuito per buona parte della regione (alta pianura veronese esclusa) a mantenere i livelli di falda su valori ben superiori a quelli attesi e spesso vicini ai massimi ventennali per il periodo.
Fonte: Servizio stampa Anbi Veneto
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