(di Marina Meneguzzi, consigliere Argav) Chiamatela Vipiteno, dal latino Vipitenum, nome che gli antichi Romani diedero nel 15 a.C. al loro insediamento militare fondato in prossimità dell’attuale località nella vallis Vipitina (Alta valle Isarco, dal fiume omonimo, divenuta in tedesco Wipptal), e ripreso in seguito all’annessione del Tirolo del Sud al Regno d’Italia dopo il Primo conflitto mondiale.
Chiamatela Sterzing, il toponimo tedesco affermatosi intorno al 1200 quando il territorio venne occupato dalla tribù germanica dei Bavari, e legato alla leggenda del pellegrino storpio di nome Störz, simbolo degli antichi ospizi presenti nell’abitato, la cui effige con gruccia e rosario tra le mani campeggia in ogni stemma cittadino sotto le ali dell’aquila tirolese.
Vipiteno o Sterzing che a dir si voglia, la città più a nord d’Italia è da sempre caratterizzata da un grande senso di ospitalità, favorito dalla sua fortunata posizione geografica – incastonata com’è tra le vie che conducono ai valichi -, che l’ha resa storico crocevia tra nord e sud, Mediterraneo, Alpi ed Europa centrale.
I vantaggi dell’active Card
La cittadina (i Vipitenesi però ci tengono a chiamarla città, seppur di montagna, visto che fin dal 1295 i suoi abitanti già pagavano le imposte in qualità di cittadini), conta oltre 7 mila abitanti, ma nel corso dell’anno la zona turistica, che include val di Vizze e Campo di Trens (quest’ultimo comprensivo di 3 paesi, Stilves, Maria Trens e Mules), annovera circa 1.300.000 pernottamenti. A proposito di soggiorno, la grande novità 2024 lanciata dalla cooperativa turistica è l’active Card Vipiteno, valida tutto l’anno e riservata gratuitamente agli ospiti che pernottano in una struttura ricettiva loro socia. La card consente di avere libero accesso ai mezzi pubblici (treni regionali e autobus) in tutta la provincia di Bolzano e agli oltre 90 musei altoatesini nonché di accedere a tanti sconti e agevolazioni (ad esempio, il 20% sul biglietto funivie di Monte Cavallo, Racines e Ladurns). Grazie alla collaborazione con le organizzazioni turistiche di Racines e Monte Cavallo, viene offerto anche un programma settimanale che comprende visite della città, escursioni all’alba sul Monte Cavallo, tour in e-bike, visite alle fattorie, degustazioni, ecc. «Crediamo molto in questo progetto di accoglienza, pensato per incoraggiare gli ospiti a viaggiare in modo sostenibile sfruttando i mezzi pubblici e per offrire loro tante opportunità convenienti di conoscenza delle nostre località, Vipiteno in testa, da cui, praticamente, si può fare tutto a piedi!», spiega Florian Mair, direttore della cooperativa turistica Vipiteno, Val di Vizze e Campo di Trens (ulteriori informazioni turistiche www.vipiteno.com, tel. 0472 765325).

Sul Monte Cavallo, la montagna di casa
In effetti, dal centro storico, si può raggiungere in dieci minuti al massimo di passeggiata la funivia di Monte Cavallo. Rinnovata completamente nel 2022, sia nelle cabinovie che nelle stazioni a monte e a valle, consente a tutti gli appassionati di sport all’aperto (scuole sci d’inverno, d’estate noleggio bici e guide escursionistiche) di arrivare in pochi minuti a circa 2.000 metri di quota (ulteriori info www.montecavallo.com, tel. 0472 765521). Sull’altopiano le famiglie troveranno il «Rossy Park» (dalla mascotte equina Rossy) con giochi e animali – tra cui alpaca e lama – e la nuova «Rossy walk» (percorso avventura di 3,3 chilometri con giochi didattici) che faranno la felicità dei ragazzi. Ci sono inoltre 11 baite con ristoro, come ad esempio la malga Jörgnerkaser (tel.333 2259558), uno dei tre caseifici tradizionali del piccolo villaggio di montagna Valmigna, dove si può gustare pane con burro e formaggi freschi di giornata, tra cui il graukäse, ovvero il formaggio grigio, realizzato con il latte avanzato dalla produzione del burro, e ancora tirtlen (frittelle) servite con crauti, da provare anche nella versione dolce con semi di papavero. Sul Köpfl, la cima del Monte Cavallo, si può godere di un’ampia vista panoramica che spazia dalle Alpi della Zillertal, alle Dolomiti, alle Alpi Sarentine fino alle Alpi dello Stubai. Ci sono pure un’altalena panoramica e la campana dei desideri da far risuonare a ogni pensiero espresso. Numerose le possibilità di escursioni e itinerari alpinistici, dalla semplice passeggiata rilassante fino alle vie più impegnative. Da non perdere poi l’esperienza adrenalinica – e in tutta sicurezza – del Panorama Mountain Coaster, il bob su rotaia (foto in alto) per tutta la famiglia che corre sulle ampie praterie in quota (lunghezza circa 1.303 metri con un dislivello di 273,7 metri, pendenza media in discesa 21% circa e velocità 40 km/h al massimo). D’inverno, invece, oltre allo sci da discesa e di fondo, si può scendere in slitta lungo i 10 chilometri di pista illuminata che dalla montagna porta a valle.

Arte e cultura in uno dei borghi più belli d’Italia
Vipiteno combina diversi elementi che caratterizzano la vacanza ideale in montagna: esplorazione delle vette, sport all’aperto, cultura e divertimento lungo le vie del centro, dominato dalla Torre delle Dodici (1468-1472). Simbolo della cittadina, la torre è stata costruita per sorvegliare l’abitato da nemici e incendi e deriva il nome dai rintocchi della sua campana che avvisavano gli abitanti della pausa di mezzogiorno. Alta 46 metri, sorge sulla porta d’entrata che divide la Città vecchia dalla Città nuova, entrambe zone pedonali, ed è visitabile tra fine novembre e inizio gennaio in occasione dell’allestimento del mercatino natalizio cittadino e in estate durante la festa delle lanterne (nelle serate di mercoledì 7 e 21 agosto 2024).

La Città vecchia è composta dal borgo originario con edifici caratterizzati da bovindi, pergole e archi un tempo occupati da botteghe e artigiani, oggi da ristoranti, dove si possono gustare pietanze tipiche, e negozi. Qui, in piazza Città, dove peraltro ogni venerdì si tiene il mercato dei contadini dell’Alta Val Venosta, c’è la magnifica chiesa di S. Spirito (1399), una delle chiese gotiche meglio conservate di tutto l’Alto Adige e che, nel Medioevo, apparteneva alla struttura ospitale che dava vitto e alloggio a forestiere e pellegrini, in cui oggi sono ospitati anche gli uffici di informazione turistica, da cui partono, da maggio a ottobre, ogni venerdì alle ore 16, le visite guidate della città di un’ora circa. Gli affreschi presenti nella chiesa (foto in alto), che risalgono al primo decennio del Quattrocento e sono opera del maestro Johannes di Brunico, restaurati verso la fine degli anni Ottanta del secolo scorso, sono fortemente influenzati dalle opere di Giotto e ricordano lo stile della Cappella degli Scrovegni a Padova. Purtroppo, da agosto 2024, la chiesa sarà chiusa per degli interventi architettonici interni, per cui non sarà visitabile per alcuni mesi.

La Città nuova è la parte più caratteristica e celebrata della città, ed è una delle più belle strade di tutto il Tirolo storico. Incendiata parzialmente nel 1443, venne ricostruita in sintonia con il prestigio economico raggiunto al tempo dai cittadini grazie alla presenza delle miniere di argento di Monteneve Ridanna, che sono rimaste attive, pensate, sino al 1985. Le case dai colori vivaci e con le preziose insegne medievali in ferro battuto dei mestieri, che oggi ospitano negozi, hotel e raffinati ristoranti con enoteca, ne testimoniano la vocazione commerciale e la grande ricchezza del tempo. A metà della Città nuova si trova il Palazzo comunale: costruito tra il 1468 ed il 1473, è considerato il gioiello dei palazzi civici del Tirolo, e il consiglio comunale si riunisce ancor oggi nella splendida sala gotica rivestita in legno (nella foto in alto, visitabile durante gli orari di apertura del municipio).
Tra le manifestazioni più attese che animano il centro storico a settembre c’è la sagra dei canaderli (quest’anno cade domenica 8), organizzata dalla cooperativa turistica insieme ai ristoratori del territorio, e che vede l’allestimento di una tavolata di 400 metri lungo il centro storico (nella foto a sx), in cui saranno servite oltre 70 varianti dei tradizionali “gnocchi di pane”, da quelli più tradizionali allo speck a quelli più raffinati al fegato o quelli stagionali ai funghi fino a quelli dolci. Situata un po’ al di fuori del centro cittadino, all’uscita sud della città, si trova invece l’imponente parrocchiale di Nostra Signora della Palude (XIV secolo, più volte rimaneggiata fino al XVIII secolo).

In val di Vizze e Campo di Trens
Naturalmente ci sono da esplorare anche i dintorni di Vipiteno. A Campo di Trens, tutta la famiglia può percorrere il nuovo sentiero delle api (ca. 2 km), con postazioni didattiche utili a informare bimbi e adulti sulla vita di questo prezioso insetto, oppure inforcare la bicicletta e percorrere dei tratti della pista ciclabile Venezia-Monaco. C’è poi da vedere il santuario di Maria Trens (XV secolo), meta costante di pellegrinaggi, e Castel Tasso (1104), uno dei manieri medievali meglio conservati di tutto l’Alto Adige (foto in alto) di proprietà dall’Ottocento della famiglia Thurn und Taxis, i fondatori del servizio postale nei territori tedeschi. Nella struttura, oggi gestita da una coppia di giovani, che hanno approntato anche una modalità di visita con Qr code scaricabile dal cellulare, si possono vedere diversi locali con arredi d’epoca (ulteriori info tel. 339 2643752). A Campo di Trens c’è anche Castel Pietra, (prima metà del Duecento), di proprietà privata, per cui non visitabile, ma le cui mura e la torre rotonda si possono scorgere dal ristorante Sprechenstein, in origine il maso del castello, oggi deliziosa locanda gestita da Soufien Kasmi che propone piatti a base di prodotti locali di qualità preparati in chiave innovativa. Anche la val di Vizze (1.500 metri di altitudine) offre numerose possibilità escursionistiche, con tour da facili (vedi il nuovo percorso dei funghi, lungo circa 1 km, adatto a tutta la famiglia) a difficili, anche in alta montagna (Gran Pilastro 3.510 metri), con la possibilità ad Avenes di percorrere la nuova via ferrata Olberg (difficoltà media, 500 metri di lunghezza in arrampicata, 230 metri di altitudine, 3 ore in tutto con discesa il tempo di percorrenza), o di ammirare la cascata Moassl a S. Giacomo.
Uno sguardo alle attività agricole locali
Per quanto sia sempre una meraviglia verde, anche in Alto Adige, come in tutta Italia, i boschi stanno avanzando a scapito dei prati per il pascolo, in quanto ci sono sempre meno giovani che si dedicano all’allevamento delle mucche e quindi al lavoro agricolo, che impegna tutto l’anno e che frutta compensi solo integrativi al reddito principale. Nel territorio di Vipiteno l’economia ruota naturalmente intorno al turismo e a due grandi realtà aziendali, la Leitner, che produce impianti a fune e alla storica Latteria, cooperativa fondata nel 1884 che oggi conta 170 dipendenti e una produzione di 1,5 milioni di vasetti di yogurt al giorno, commercializzati a livello nazionale. Produzione che non è destinata ad aumentare, a detta della guida che accompagna i numerosi turisti e visitatori che vogliono visitare la Latteria, proprio per il numero limitato di attività agricole nella zona, tanto che dei 560 contadini con malghe oltre i 1.300 metri d’altezza che conferiscono loro ogni giorno il latte, oltre duecento gestiscono fattorie nel Tirolo oltre frontiera. In compenso, ci sono sempre più attività di produzione e raccolta di erbe di montagna, impiegate nella produzione artigianale di prodotti cosmetici, tisane e liquori artigianali, ottimi ricordi di viaggio da regalare o regalarsi.
Foto: Società cooperativa turistica Vipiteno, Val di Vizze, Campo di Trens
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