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L’Asiago Dop Prodotto della Montagna, il formaggio più prezioso d’Italia, festeggia i suoi primi vent’anni a Made in Malga (11-13 settembre)

Ha un valore stimato dagli esperti internazionali che va dai 350 ai 400 euro al chilogrammo la forma di Asiago Dop Prodotto della Montagna stagionata dieci anni aperta (foto in alto) in occasione di Made in Malga, la rassegna nazionale dedicata alle eccellenze casearie prodotte sopra i 600 metri, che torna per il secondo fine settimana (11-13 settembre) nell’Altopiano dei Sette Comuni. Tra gli appuntamenti in programma del Consorzio di tutela formaggio Asiago c’è la masterclass di sabato 12 settembre, alle ore 11:00 con L’Asiago Dop incontra i vini di montagna del Trentino.

La quotazione colloca l’Asiago Dop Prodotto della Montagna al vertice della produzione casearia mondiale di altissima gamma e conferma il valore di questa produzione di nicchia e delle lunghe stagionature. La forma aperta a Made in Malga è stata prodotta con solo latte di pascolo alpino il 21 settembre 2016, giornata nella quale si celebra San Matteo Apostolo, patrono di Asiago, ed è stata “allevata” per dieci anni, riposta su tavole di abete rosso, rigirata quotidianamente a mano e valutata da un esperto fino a raggiungere il grado di stagionatura ottimale.

Già riconosciuto tra i dieci formaggi più preziosi al mondo fin dal 2017 e miglior formaggio vaccino in assoluto ai Luxury Cheese, rassegna mondiale dei formaggi più rari, questo formaggio è un riferimento per intenditori e alta cucina d’autore. Una rarità che nasce ogni anno in poche migliaia di forme nelle malghe e nei caseifici di montagna sopra i 600 metri delle sole province di Vicenza e Trento. In un territorio naturale ricco di biodiversità, con oltre 700 specie diverse, il latte da cui lo si produceproviene da vacche al pascolo alimentate con erba e fieno, senza Ogm e insilati, e porta nel formaggio 100% naturale le caratteristiche dei luoghi, dove essenze, fiori ed erbe mutano a seconda dell’altitudine, dell’esposizione e del periodo di monticazione. La lavorazione conserva e tramanda tecniche antiche, come l’impiego nelle malghe di caldaie in rame alimentate ancora a legna che, unite alla manualità e all’esperienza del casaro, rendono ogni forma unica. Un processo nel quale il tempo è parte integrante della qualità e dà vita a un formaggio dall’aroma complesso, gradevole e intenso, con note di frutta secca tostata, noci e spezie, insieme a sentori di frutti di bosco, di erbe e fiori di montagna dove all’esplosione sensoriale in bocca si associa una persistenza gustativa senza eguali.

Nel 2026 l’Asiago Dop Prodotto della Montagna celebra vent’anni dalla sua introduzione nel disciplinare di produzione, una scelta per valorizzare la filiera legata ai luoghi d’origine sopra i 600 metri d’altitudine, rafforzarne la sostenibilità economica e tutelare il territorio e la biodiversità che la esprime offrendo ai consumatori garanzie sulla provenienza e la qualità del formaggio. Nel primo trimestre, la sua produzione è aumentata del 7,5% rispetto allo stesso periodo del 2025. Un andamento che si inserisce in un trend costante: tra il 2015 e il 2025, le forme sono passate da 52.802 a 68.555, con un incremento del 29,8%. Il dato conferma la vitalità di questo prodotto e il suo ruolo per l’economia locale, sostenuto anche dall’ingresso di nuove malghe nella compagine dei soci, grazie al costante lavoro del Consorzio di Tutela. “I risultati ottenuti in vent’anni dall’istituzione dell’Asiago Dop Prodotto della Montagna – afferma Fiorenzo Rigoni, presidente del Consorzio Tutela Formaggio Asiago – mostrano l’efficacia di pianificazioni e scelte di lungo periodo. La sfida dei prossimi vent’anni sarà quella di creare le condizioni affinché questa produzione possa continuare a mantenersi in buona salute, affrontando i cambiamenti con la resilienza che è propria della nostra filiera e preservando il patrimonio di conoscenze, saperi e paesaggio che la rende unica”.

Fonte: servizio stampa Consorzio tutela formaggio Asiago

Made in Malga 2026, gli eventi organizzati dal Consorzio di tutela Asiago Dop

Il Consorzio Tutela Formaggio Asiago dà appuntamento alla quattordicesima edizione di Made in Malga (4-6 e 11-13 settembre) con una serie di eventi, degustazioni e incontri che offriranno numerose occasioni per conoscere da vicino caseifici e malghe venete e trentine produttori di Asiago Dop Prodotto della Montagna, che nasce esclusivamente sopra i 600 metri di altitudine. Di seguito, i vari eventi organizzati dal Consorzio.

Le masterclass, hotel Paradiso, via Monte Val Bella 33

Sabato 5 settembre, ore 11:00 Asiago Dop & Sicilia Doc: un dialogo tra territori e culture del gusto. Due eccellenze italiane profondamente legate ai rispettivi territori di origine si incontrano in una degustazione guidata che mette a confronto affinità e contrasti. Un percorso sensoriale per scoprire come ambiente, tradizioni e sapere umano contribuiscano a definire identità, carattere e qualità dei prodotti.

Sabato 12 settembre, ore 11:00 l’Asiago Dop incontra i vini di montagna del Trentino. Un percorso dedicato al valore dell’altitudine, della biodiversità e del tempo. Guidati da un Maestro Assaggiatore del Consorzio Tutela Formaggio Asiago e da un Sommelier Ais Trentino, i partecipanti esploreranno gli equilibri tra sapidità, freschezza, struttura e aromi attraverso l’incontro tra Asiago DOP e vini di montagna.

Asiago Experience: la biodiversità sensoriale dell’Asiago Dop

In programma nella sede dell’Unione Montana Spettabile Reggenza dei Sette Comuni (viale Stazione 1), lo spazio promosso dal Consorzio con incontri dedicati alla scoperta della preziosa produzione di montagna. L’edizione 2026 è dedicata alla biodiversità sensoriale, con una serie di appuntamenti in cui le diverse sfumature dell’Asiago Dop raccontano le essenze del territorio. Gli incontri accompagneranno il pubblico alla scoperta di come degustare il formaggio Asiago e abbinarlo a vino e miele, per riconoscere le caratteristiche delle diverse stagionature e comprendere il valore di una produzione profondamente legata all’ambiente di montagna (ogni appuntamento avrà una durata di 40 minuti). La partecipazione è gratuita, su prenotazione e fino a esaurimento dei posti disponibili sul profilo Eventbrite del Consorzio di Tutela Asiago Experience

Asiago Dop a tavola

Nel corso di Made in Malga il formaggio Asiago potrà essere gustato anche all’Asiago Bistrot, curato dallo chef Massimo Spallino del ristorante hotel Vecchia Stazione Canove di Roana, e nei ristoranti e agriturismi dell’Altopiano aderenti all’iniziativa. I locali proporranno uno speciale menù con l’Asiago Dop protagonista, attraverso taglieri, degustazioni e interpretazioni gourmet pensate per valorizzarne le diverse caratteristiche. Informazioni sull’evento: https://www.madeinmalga.it/

Made in Malga 2026, il conto alla rovescia è iniziato: dal 4 al 6 e dall’11 al 13 settembre, al via ad Asiago (Vicenza) tra formaggi di malga, rarità casearie e degustazioni da tutta Europa

Da venerdì 4 al 6 settembre, e poi di nuovo dall’11 al 13, con Made in Malga il centro di Asiago (Vicenza) si trasforma in una grande mostra mercato a cielo aperto, dove i formaggi di malga e di montagna tornano protagonisti per due fine settimana. Attorno ai banchi dei produttori si sviluppa un programma che dal mattino alla sera intreccia degustazioni, cucina, incontri, laboratori e musica.

Il cuore dell’evento resta la mostra, allestita lungo le vie del centro storico. Qui, uno accanto all’altro, si incontrano i casari arrivati da tutto l’arco alpino e dalle montagne di tutta Italia, con produzioni che raccontano altrettanti territori: l’Asiago DOP Prodotto della Montagna, il Bitto e il Formai de Mut delle valli bergamasche, il Castelmagno e i formaggi piemontesi, la Fontina, fino a rarità che di rado si trovano tutte nello stesso luogo: lo Strachitunt orobico, il Casizolu e il Fiore Sardo della Sardegna, il Parmigiano Reggiano prodotto di montagna, il Caciocavallo della Basilicata, il Pecorino di Forenza. Formaggi che nascono in quota, spesso in poche forme l’anno, e che qui si possono assaggiare e acquistare direttamente da chi li produce.

Sono le masterclass a portare in tavola le rarità più difficili da incontrare. Sono dodici, distribuite nei due weekend e ciascuna è un percorso di circa un’ora costruito attorno a un territorio e a un abbinamento. Si va dalla verticale di Formai de Mut dell’Alta Val Brembana d’alpeggio, curata dalla Latteria di Branzi, ai formaggi francesi di montagna; dall’incontro tra l’Asiago DOP e i vini di quota del Trentino e della Sicilia, ai bleu d’alta quota d’Europa, dove gli erborinati francesi e spagnoli si confrontano con il giovane Jersey Blue. Tre appuntamenti sono dedicati ai formaggi finalisti dell’Italian Cheese Awards, il premio nazionale ai formaggi a latte cento per cento italiano, e uno ai formaggi del Caseificio Pennar Asiago.

L’appuntamento più insolito porta però lontano dall’arco alpino. Si intitola “Turchia a quota 2000 metri” ed è dedicato ai formaggi di Kars, nell’Anatolia nord-orientale. A raccontarli sarà İlhan Koçulu, custode della tradizione casearia del villaggio di Boğatepe e fondatore del primo museo del formaggio della Turchia. È una storia che ha radici europee: alla fine dell’Ottocento, sugli altipiani di Kars, alcuni maestri casari svizzeri e le comunità dei Malakan diedero vita a un formaggio ispirato al Gruyère, il Gravyer, ancora oggi tra i più pregiati del Paese. In degustazione, accanto al Gravyer, arriveranno il kaşar stagionato e il tulum, il formaggio maturato nella pelle di pecora: sapori che in Italia si incontrano di rado e che, per una volta, si potranno assaggiare ad Asiago.

Ma Made in Malga non è soltanto formaggio. Nei giardini di piazza Carli torna il Mountain Beer Festival, 6^ edizione, con le birre artigianali di montagna e gli incontri con i mastri birrai, mentre l’Osteria di Montagna offre la sosta giusta per una pausa con i piatti della tradizione d’alta quota, dal tagliere di Asiago DOP nelle sue stagionature agli gnocchi con le patate di Rotzo, dallo stinco con polenta alle lasagne ai finferli. Nella Sala della Reggenza, l’Asiago Experience accompagna i visitatori alla scoperta delle essenze e dei profumi che il territorio trasferisce al suo formaggio; poco distante, i laboratori dell’artigianomostrano dal vivo i mestieri della montagna, dalla lavorazione del legno agli antichi saperi manuali.

Al programma si aggiungono i momenti di approfondimento, come il convegno promosso da ARA Veneto sul formaggio e il seminario a cura di BVR Banca Veneto Centrale, a ricordare che dietro il prodotto ci sono un’economia e una comunità. E quando cala la sera, l’evento si trasforma in festa: l’aperitivo musicale in piazza Carli accompagna il tramonto con la musica dal vivo, tra un calice e l’ultima fetta di formaggio della giornata.

L’ingresso alla mostra mercato e a tutti gli eventi pubblici è libero. Le masterclass sono a pagamento e a posti limitati: il programma completo e le prenotazioni sono disponibili su madeinmalga.it. La manifestazione si svolge con il patrocinio del Comune di Asiago; main partner è il Consorzio Tutela Formaggio Asiago DOP.

Fonte: servizio stampa Made in Malga

Monselice (Padova): Un banchetto medievale inaugura la storica Giostra della Rocca (11-20 settembre 2026)

Venerdì 28 agosto scorso è stata presenta nell’Airone Shopping Center di Monselice (Padova) la 41a edizione della Giostra della Rocca, la manifestazione simbolo della città che dall’11 al 20 settembre trasformerà la cittadina in un grande palcoscenico medievale. Come da tre anni a questa parte, a inaugurare l’evento sarà un banchetto medievale allestito di sera (ore 20) in piazza Mazzini, una cena-spettacolo che, grazie un menù a tema, riporterà indietro nel tempo i partecipanti. La manifestazione culminerà domenica 20 settembre con il corteo storico più grande d’Italia (oltre 2500 figuranti), e la gara della Quintana al campo giochi di via Piave.

Dichiarazioni. “La manifestazione regina della città di Monselice è più in forma che mai. Ringrazio per il grande lavoro i tanti volontari di tutte le frazioni che si dedicano con passione per il miglior risultato di questo evento che attrae molti cittadini da altri comuni, province e regioni”, ha detto il sindaco di Monselice, Ennio Franco. “Vogliamo che la nostra Giostra cresca sempre più e possa diventare una delle manifestazioni più belle della nostra regione”, ha ribadito la presidente della manifestazione Paola Signoretto. A questo proposito, il Consigliere regionale Giorgia Bedin, ha aggiunto: “La Giostra ha costruito nel tempo relazioni importanti con Jesi (Ancona), Enna e Altamura (Bari), altre città, come Monselice, in cui la figura di Federico II ha lasciato una traccia importante. Per questo la regione Veneto sostiene e patrocina questo evento”.

Fonte: servizio stampa Giostra della Rocca

Bolzano. Dall’1 al 30 aprile, Lana è “in fiore”

Occasione da non perdere per chi desidera celebrare l’arrivo della primavera in un palcoscenico naturale di meleti in fiore, profumi intensi e tradizioni contadine ancora vive in una delle zone più suggestive dell’Alto Adige: dall’ 1 al 30 aprile 2026 il centro di Lana e i suoi dintorni – Cermes, Postal e Gargazzone – infatti, si animano di colori, sapori e tradizioni.

Novità di questa edizione è il “Tour in giallo”, previsto mercoledì 1° aprile, dalle 14.00 alle 17.30: una passeggiata primaverile con Isabella Halbeisen fino al maso “Heidereggerhof”, per ammirare la fioritura di circa 200.000 narcisi. Sul posto i partecipanti possono fare una visita guidata con un esperto e gustare una piacevole merenda presso l’osteria contadina “Wieslerhof”.

Tra gli eventi più attesi c’è il mercato contadino “Sapori del Maso” di sabato 18 aprile, dalle 09.00 alle 17.00, che trasforma il centro pedonale di Lana (località Am Gries) in un vivace percorso di gusto, con oltre 50 stand di produttori locali, la maggior parte appartenenti al marchio di qualità “Gallo Rosso”, che garantisce massima freschezza e qualità controllata. Al mercato contadino si possono assaggiare, acquistare e gustare i prodotti tipici della tradizione altoatesina, tra speck, formaggi, erbe aromatiche, vini, confetture di frutta, distillati e prelibatezze stagionali provenienti direttamente dai masi della regione.

Un altro momento clou è la “Festa dei Masi in Fiore” di domenica 26 aprile, dalle 10.00 alle 18.00, quando 11 masi storici tra Lana, Foiana e Cermes aprono le loro porte per far conoscere la vita rurale, le tradizioni contadine e le specialità gastronomiche locali realizzate con prodotti a chilometro zero, attraverso percorsi a piedi o con navette gratuite, visite guidate e momenti di intrattenimento per grandi e piccini.

Non mancano anche esperienze come l’escursione al gusto di erbe a Foiana con raccolta di erbe selvatiche e pranzo-degustazione per imparare come le erbe selvatiche possano essere impiegate creativamente in cucina, che si svolge in date selezionate tra il 7 e il 21 aprile, dalle 10.00 alle 14.00 e il Torneo di golf “Meli in Fiore” di sabato 11 aprile con inizio alle 9.00, dedicato agli appassionati di sport e natura. I partecipanti al torneo possono gustare specialità altoatesine primaverili a base di erbe selvatiche, servite direttamente sul campo di golf. Dopo il torneo, unaperitivo attende i giocatori sulla terrazza del ristorante Gutshof, seguito da creativi piatti primaverili serviti all’interno del ristorante e dalla cerimonia di premiazione.

Sabato 11 aprile, dalle 9.30 alle 18.00 i Giardini di Kränzelhof a Cermes, paese vicino a Lana, propongono un appuntamento dedicato all’arte e alla cultura con la mostra di sculture “Donne”: un dialogo sensoriale con la forma femminile, tra natura e arte, attraverso linee essenziali, volumi organici e gesti carichi di forza. Le opere esposte invitano a vivere in modo nuovo la complessità e la poesia dell’essere donna. Altro momento interessante è quello di giovedì 16 aprile al maso Callhof a Lana, dalle 14.00 alle 16.00, in compagnia del “sommelier della mela” Stefan Gögele. Un pomeriggio dedicato al frutto più importante per questo territorio: come si coltiva e quali caratteristiche differenziano le diverse varietà. Nel corso della degustazione Stefan accompagna i partecipanti in un viaggio tra sapori, sentori, consistenze e aromi e mostra quanto la mela possa essere versatile e abbinata ad altri cibi. Per ulteriori informazioni sulla Regione di Lana: lanaregion.it

Fonte: servizio stampa regione Lana

11-12 aprile, a Torri del Benaco (Verona) torna la Festa dell’olio

L’edizione di primavera della Festa dell’Olio in programma sabato 11 e domenica 12 aprile a Torri del Benaco, sulla costa veronese del lago di Garda, sale alla ribalta italiana con la presentazione ufficiale in anteprima nazionale della nuova Guida agli Extravergini 2026 di Slow Food.

La manifestazione, organizzata dalla locale amministrazione comunale, prevede una mostra mercato degli oli extravergini di oliva di varie regioni italiane premiati da Slow Food e di prodotti tipici del territorio gardesano (vini, zafferano, marmellate, miele, limoni, alcuni contrassegnati dal marchio De.Co. della Città di Torri del Benaco), allestita sul molo dell’antico porticciolo. Inoltre, laboratori del gusto, momenti musicali, visite guidate e piatti a base di olio extravergine di oliva nei ristoranti di Torri del Benaco e delle frazioni di Albisano e Pai.

La rassegna si apre sabato 11 aprile, alle ore 9.30, nel cinema teatro con la presentazione ufficiale della guida e la premiazione delle aziende che hanno ottenuto i 243 riconoscimenti assegnati, tra grandi oli e grandi oli slow. La guida, che raccoglie 766 aziende e 1211 oli recensiti, rappresenta una fotografia ampia e aggiornata dell’olivicoltura italiana di qualità. Un lavoro capillare che racconta territori, persone e scelte produttive, offrendo ai lettori uno strumento autorevole per orientarsi in un panorama ricco, ma spesso complesso. Le aziende riconosciute con la chiocciola, segno di aderenza alla filosofia di Slow Food, sono 51. Gli oli che arrivano da aziende aderenti al Presidio degli olivi secolari sono 228. Le novità in guida 2026 sono 129, gli oli certificati biologici sono 573.

Nel pomeriggio, dalle 14 alle 18, aprono i banchi assaggio sul molo De Paoli. Alle 15.30 e alle 17.00 i laboratori sull’olio guidati dai selezionatori della guida. La domenica, la mostra mercato è aperta dalle 10 alle 18. Accanto ai laboratori del gusto di Slow Food (alle 11.00, 15.30 e 17.00), sono in calendario alle 15 un concerto del fisarmonicista Marco Salvetti nella chiesetta della Trinità, adiacente al porticciolo (in programma anche l’illustrazione degli affreschi), e delle visite guidate all’antico frantoio in contrada Crero, immersa tra gli oliveti di varietà antichissime e quasi estinte come Trép, Fòrt, Ràsa e Favaróla. Ulteriori informazioni: comune.torridelbenaco.vr.it

Fonte: servizio stampa Comune di Torri del Benaco

Aree interne (montane, collinari e rurali) condannate all’eutanasia nel Piano strategico nazionale per mancanza di fondi, Argav ne sposa la battaglia di sopravvivenza

Come fa un Paese a decidere scientemente di trasformare un giardino in deserto?  Ne parla il presidente Argav, Fabrizio Stelluto, nella rubrica “Pensieri obliqui” per Verde a Nordest.  Una battaglia, quella a difesa delle aree “marginali”, come per esempio quello limitrofo a Valle Millecampi, a Codevigo, che di recente ha ospitato l’assemblea Argav), territori a forte rischio “eutanasia” per mancanza di fondi dirottati dal Governo ad altre voci di spesa, che Argav fa propria, perché le aree interne non sono certo problemi da contenere, ma risorse da liberare.

Treviso. Il rilancio delle storiche Botteghe del vino il primo obiettivo del nuovo CdA della Strada del Conegliano Valdobbiadene

Isidoro Rebuli (nella foto a sinistra) è stato riconfermato alla presidenza della Strada del Conegliano Valdobbiadene. Il nuovo Consiglio di Amministrazione (CdA) lo ha nominato all’unanimità a rappresentare gli oltre 230 soci della Strada del Vino più antica d’Italia che si snoda in un territorio unico, riconosciuto Patrimonio dell’Umanità Unesco. “Sono entrati nel CdA diversi giovani – afferma Rebuli – che sapranno dare nuova linfa all’associazione. Desideriamo infatti imprimere una spinta propulsiva alla nostra attività, richiamandoci per converso ai valori che hanno ispirato i fondatori. Per questo, e per venire incontro alle crescenti esigenze dell’enoturista, che ricerca sempre più la storia e le tradizioni, ci siamo posti l’obiettivo di riaprire le storiche Botteghe del Vino riproponendole attraverso un nuovo format e un nuovo nome:Botteghe del Gusto, luoghi che parleranno delle nostre produzioni locali arricchendo di sfumature l’offerta enogastronomica”.

Un po’ di storia

Nel 1966, all’apertura di quella che era denominata Strada del Vino Bianco, le Botteghe del Vino erano una quindicina e si trovavano lungo l’arteria che da Valdobbiadene portava a Conegliano. Si trattava di punti di ristoro, e di riferimento, per i turisti che avevano la possibilità di degustare e di acquistare i vini locali, nelle diverse tipologie, dai più freschi e fruttati ai più complessi e strutturati. I gestori delle Botteghe, storyteller ante litteram, sapevano raccontare la storia e le tecniche di produzione collegandosi alle antiche tradizioni vitivinicole del territorio. Di quelle botteghe restano solo pochi esempi e qualche insegna.

Il piano d’azione di rilancio

Già nella prossima riunione, promette Isidoro Rebuli, il consiglio di amministrazione affronterà il tema del rilancio sviluppando un piano d’azione. Lo scopo è quello di ripristinare l’antica, e apprezzatissima, iniziativa che sapeva rivolgersi direttamente al consumatore a partire da un bicchiere di buon vino: “Una bottiglia di vino contiene la storia della nostra terra, è emblema di un territorio e testimonial di un’eredità incomparabile, frutto di antichi saperi e di tradizioni consolidate. Oltre ai ristoranti potranno fregiarsi del titolo di Bottega del Gusto anche agriturismi e cantine, ma solo aderendo a uno specifico disciplinare al quale stiamo già lavorando, che individuerà precisi requisiti di qualità ai quali sarà obbligatorio attenersi. La Strada se ne farà garante”.

Insomma, la Strada del Conegliano Valdobbiadene certificherà le Botteghe che torneranno a essere un presidio dell’eccellenza enologica locale. Il progetto prevede un piano di comunicazione per far conoscere e valorizzare le proposte che intrecciano anche la parte gastronomica, molto apprezzata, e rappresentata dalle Botteghe del Gusto, dove sono disponibili formaggi, salumi, olio, miele e quant’altro sappia si traduca in genuinità e tipicità: “In questo modo – aggiunge Isidoro Rebuli – alzeremo ulteriormente il livello qualitativo. Allo stesso tempo recupereremo un frammento importante della storia della Strada del Conegliano Valdobbiadene”.

Il presidente Rebuli sarà affiancato dalla vicepresidente Cinzia Sommariva (Consorzio Tutela Vino Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg) e da 11 Consiglieri: Enrico Bortolomiol (Ciodet Spumanti), Edoardo Buso (Soc. Agr. Guia), Maurizio Favrel (Az. Agr. Malibràn), Emanuele Follador (Az. Agr. La Casa Vecchia), Marco Gatto (Soc Agr. Campion), Marco Miotto (Comune di Valdobbiadene), Ivan Panizza (Comune di Conegliano), Stefano Pola (Az. Agr. Andreola), Luca Ricci (Comune di Pieve di Soligo), Luigi Stramare Bortolomiol (Gemin Spumanti) e Pierina Vibbani (Onda Verde Viaggi). Il nuovo Collegio dei Sindaci Revisori è invece composto da Giuseppe Anselmi, Fabio Curto e Laura Stefani.

Fonte testo e foto: servizio stampa Strada del Conegliano Valdobbiadene

Vipiteno (Bolzano). Dal mercato contadino alla Sagra dei canederli, da luglio a settembre 2025 tanti gli appuntamenti che valorizzano le tradizioni agropastorali del territorio altoatesino

Con le variopinte e maestose facciate, i caratteristici bovindi e l’atmosfera di quello che è riconosciuto essere uno dei “Borghi più belli d’Italia”, il centro medievale di Vipiteno (Bolzano) ospita nel corso della bella stagione tanti appuntamenti che danno valore alle tradizioni locali.

Ogni venerdì mattina, il Mercato contadino

Le bancarelle dei produttori locali offrono i prodotti coltivati con passione nei dintorni di Vipiteno, dagli ortaggi alle erbe fino a prodotti di trasformazione come i formaggi, il miele, lo speck dei masi e gli imperdibili kaminwurz, salamini il cui sapore è reso inconfondibile dall’affumicatura.

Fino al 25 luglio, ci sono le Giornate dello yogurt

Lo yogurt a Vipiteno è un’istituzione e a luglio la Latteria Vipiteno organizza le Giornate dello yogurt, un classico dell’estate che è stato reinventato.  Si tratta di una serie di manifestazioni rivolte a residenti e ospiti che invitano alla scoperta dello yogurt locale. La mascotte Matilda inviterà i partecipanti a degustazioni e alla scoperta di tutti i segreti della produzione con una visita in azienda. Da non perdere la visita settimanale alla fattoria biologica Gogererhof nella Valle di Giovo dove le famiglie potranno scoprire il lavoro quotidiano in una fattoria biologica e conoscere da vicino come l’agricoltura sostenibile arricchisce il territorio. Nel programma ci sono anche un pic-nic in quota al Monte Cavallo, un’escursione alla Bergeralm nella Valle di Giovo con diverse tappe tematiche alla scoperta del mondo dello yogurt dove si raccoglieranno i timbri per il “passaporto dello yogurt”.

Dal 27 luglio, escursioni all’alba sul Monte Cavallo

A partire da domenica 27 luglio 2025 fino a mercoledì 3 settembre 2025, ogni mercoledì si terranno suggestive escursioni all’alba. I partecipanti saliranno in cabinovia di prima mattina fino a quota 1.860 metri, per poi proseguire con una guida esperta gli ultimi 350 metri di dislivello fino al“Köpfl”. la vetta del Monte Cavallo. A 2012 metri di quota, accanto alla campana dei desideri, sarà servita una ricca colazione mentre i primi raggi del sole fanno capolino da dietro le vette. Quattro appuntamenti saranno accompagnati anche da concerti live: domenica 27 luglio: Banda musicale di Vipiteno; mercoledì 6 agosto: “Elviras Kiss”; domenica 10 agosto: “Timbreroots”; mercoledì 27 agosto: “Jimi Henndreck”. Per info e prenotazione (obbligatoria): https://www.montecavallo.com/it/info-service-montecavallo/calendario-eventi/322-concerti-all-alba-sul-monte-cavallo.html.

Festa delle lanterne: tutti i mercoledì di luglio e agosto

E’ un must dell’estate vipitenese. Il bagliore delle lanterne illumina il centro di Vipiteno nelle serate estive. Nei mercoledì sera di luglio e agosto bande musicali si esibiscono nei vicoli della città medievale in un’ovattata atmosfera resa ancora più suggestiva dalle esibizioni dei gruppi di danze popolari. Non mancano spunti enogastronomici e prodotti che vengono proposti dagli artigiani locali.

14 settembre, Sagra dei canederli

L’estate si chiude con la celebrazione del più tipico dei piatti sudtirolesi. La Sagra dei canederli si terrà domenica 14 settembre: una grande tavolata di 400 metri allestita nel centro storico dove i tradizionali gnocchi di pane vengono serviti con ogni variazione immaginabile. Da quelli più tradizionali allo speck, a quelli più raffinati al fegato o quelli “stagionali” ai funghi fino a quelli che vengono serviti come dolce. Fanno da corollario a questa iniziativa, organizzata dalla Società cooperativa Vipiteno – Val di Vizze – Campo di Trens e dai ristoratori partecipanti, esibizioni musicali in varie location tra Città Vecchia, Città Nuova e Piazza Città. Anche sul Monte Cavallo si festeggia la Sagra dei Canederli con degustazioni organizzati nei rifugi in quota.

Fonte: servizio stampa Società cooperativa Vipiteno-Val di Vizze-Campo di Trens

18-27 luglio, a Roana, nel Vicentino, sull’Altopiano dei Sette Comuni, si celebrano i vent’anni di Hoga Zait, il Festival Cimbro

Dal 18 al 27 luglio 2025, Roana e le sue frazioni ospiteranno la ventesima edizione di Hoga Zait, il Festival Cimbro. Da vent’anni, la rassegna anima l’Altopiano dei Sette Comuni con escursioni, racconti, musica, spettacoli e laboratori che intrecciano comunità, paesaggio e tradizioni.

Nato nel 2006 e promosso dal Comune di Roana, Hoga Zait – che in cimbro significa “tempo alto”, quindi “tempo di festa” – è un festival culturale partecipato che valorizza l’identità cimbra attraverso un dialogo costante con altre minoranze linguistiche e culturali. Progetto inclusivo e condiviso, costruito ogni anno insieme a chi abita questi luoghi, il festival testimonia un legame profondo e secolare tra il territorio e la propria identità che affonda le radici nella storia dei Sette Comuni.

Un po’ di storia

Nel 1404 secondo il calendario veneto (1405 per quello attuale), le comunità dell’Altopiano si legarono spontaneamente alla Repubblica di Venezia, ottenendo in cambio il diritto di mantenere autonomia, lingua e costumi propri. Fu l’inizio di un’alleanza durata quattro secoli, che consolidò una cultura montana fiera e distinta. Gli abitanti dei Sette Comuni – in cimbro Sleege, Lusaan, Gènebe, Vüutsche, Gèlle, Rotz, Robaan (rispettivamente Asiago, Lusiana, Enego, Foza, Gallio, Rotzo e Roana) – conservarono un patrimonio fatto di lingua, leggende e relazioni comunitarie.

È da questa eredità che prende vita Hoga Zait, attraverso escursioni, spettacoli all’aperto, laboratori e incontri culturali: una proposta che punta a essere autentica e accessibile, con particolare cura per la qualità e la narrazione. Elemento distintivo è anche l’attenzione alle innovazioni culturali e ai progetti di ricerca sul territorio, come il Lab Village – Turismo, Cultura e Industrie Creative (venerdì 18 luglio ore 17:30, sala consiliare del Municipio di Canove) dell’Università Ca’ Foscari di Venezia. Questo laboratorio esplora nuove prospettive per un turismo culturale e sostenibile, valorizzando la memoria collettiva e le storie di vita degli abitanti attraverso esperienze sonore e artistiche innovative.

«Quest’anno Hoga Zait compie vent’anni: un traguardo importante per questo festival che non è soltanto un appuntamento culturale. È un’occasione per riappropriarsi della nostra identità particolare, per valorizzare quella cultura cimbra che rende unici Roana e l’Altopiano e al contempo li collegano ad altre realtà con cui condividiamo radici comuni”, dichiarano Marzia Rigoni, assessore al Turismo e Alessio Fabris, assessore alla Cultura del Comune di Roana. “Ogni edizione – continuano – è un ponte tra passato e futuro: coinvolge i giovani, dà valore al territorio e restituisce voce ai racconti, alle usanze, alla musica e ai sapori di una cultura che merita attenzione e rispetto. La ventesima edizione è un simbolo di continuità ma anche di innovazione e apertura: vogliamo che Hoga Zait continui a parlare a tutti, dentro e fuori il nostro territorio. Un grazie speciale va alle sei Pro Loco del nostro Comune, agli Schèllatragar, all’Istituto di Cultura Cimbra, alle associazioni culturali, ai volontari e a chi, anno dopo anno, rende possibile questo sogno. Che sia davvero un ‘tempo alto’ per tutti, per condividere e per sentirci parte di una storia che vive ancora»

A rendere unico Hoga Zait è il suo alfabeto simbolico, fatto di suoni, gesti e parole che affondano nelle radici della cultura cimbra. La Schèlla, antico campanaccio da malga, è al centro del rituale: un tempo legata alle mandrie, oggi accompagna la comunità nel riconoscersi parte di una storia collettiva. A portarla sono gli Schèllatragar, volontari che rappresentano i sei Lèntlen (le sei frazioni) del Comune di Roana. Durante il festival, ogni Schèllatragar, sfila con la propria Schèlla incisa in lingua cimbra, facendosi custode e narratore di un’identità montana profonda, fatta di gesti semplici e simboli antichi. La loro presenza accompagna i momenti più significativi della rassegna, aprendo cerimonie, concerti e spettacoli con la forza discreta della memoria collettiva.

Ma non è solo la campana a raccontare: è anche il modo in cui ci si veste, si cammina, si porta la propria storia addosso. Come ricordava nel XIX secolo l’abate Modesto Bonato, la cultura cimbra si esprimeva anche nel vestire: lana e lino locali, cappelli di feltro, fibbie d’acciaio, calze in cilestro, brache corte e cinture che distinguevano le classi sociali. È un’immagine viva di un’identità tramandata nei gesti quotidiani e ancora oggi evocata dalle cerimonie di Hoga Zait.

Il paesaggio è così un libro aperto: ogni frazione una tappa, ogni fuoco acceso un rito di comunità. Quest’anno, in occasione del 20° anniversario, il falò si concentra in un unico grande momento collettivo: venerdì 18 luglio a Mezzaselva, nella suggestiva località di Baito Erio.

Il festival si conferma anche un punto di riferimento per le realtà associative del territorio. Due fine settimana di eventi per ogni età: camminate, spettacoli nei boschi o nei teatri, laboratori esperienziali, presentazioni editoriali e progetti dedicati alla montagna.

Anche la musica è parte viva del racconto. Per l’edizione 2025, in occasione del ventennale, i concerti serali propongono un viaggio sonoro tra Alpi e Prealpi, tra lingue minoritarie e tradizioni che si incontrano e si trasformano. Un percorso musicale che rispecchia l’identità profonda del festival: radicata, ma aperta, capace di dialogare con storie affini e prospettive contemporanee. In scena, gruppi portatori di tradizione e formazioni giovani che ne rinnovano il linguaggio. Dal folk reinterpretato al cantautorato di confine, dal psych-folk al rap in lingua minoritaria. Ogni sera un concerto in una frazione diversa, tra malghe, prati e piazze (palazzetti in caso di maltempo). Per far vibrare, ancora una volta, il cuore dell’Altopiano.

Il programma completo della manifestazione è disponibile al link www.hogazait.it

Informazioni: IAT Roana, tel. 0424/694361 email: chalet@comune.roana.vi.it

Fonte testo e foto: servizio stampa Hoga Zait