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Verona. Inaugurato il percorso finale dell’Equivia dei Forti, che consente di scoprire dall’alto di una sella la città scaligera e il territorio circostante. La prossima settimana sarà inaugurato il nuovo tratto dell’Equivia del Monte Baldo

Fieracavalli, la manifestazione di riferimento del panorama equestre internazionale, che si svolgerà a Veronafiere dal 6 al 9 novembre 2025, ha presentato lo scorso 18 giugno al Parco delle Colombare di Verona il nuovo percorso delle Mura e delle Torricelle dell’Equivia dei Forti. L’itinerario di 16 chilometri – realizzato in collaborazione con il Comune di Verona, il Ministero del Turismo e Veronafiere nell’ambito del progetto Smart Verona: città patrimonio mondiale UNESCO – e tracciato da ASD Horse Valley -, completa il circuito già esistente dell’Equivia dei Forti, pensato per scoprire le bellezze storiche e paesaggistiche della città scaligera attraverso il turismo lento in sella a un cavallo.

L’itinerario si sviluppa lungo i cordoni collinari veronesi

Davanti ai due box per cavalli installati nel parco cittadino l’assessora alla Cultura, Turismo e Rapporti UNESCO, Marta Ugolini, il presidente di Veronafiere, Federico Bricolo, il responsabile ufficio Conservazione e Valorizzazione sito UNESCO e Cinta muraria del Comune di Verona, Ettore Napione e il responsabile Area B2C di Veronafiere, Armando Di Ruzza hanno inaugurato il nuovo tratto che si snoda lungo i cordoni collinari veronesi. Presenti al taglio del nastro anche il sindaco di Verona, Damiano Tommasi e il direttore generale di Veronafiere, Adolfo Rebughini.
Toccando le quattro torri a pianta circolare situate sulla dorsale di Santa Giuliana, la nuova ippovia consente di esplorare un paesaggio collinare caratterizzato da strette valli, torrenti, terrazzamenti con muretti a secco e testimonianze storico-culturali risalenti all’epoca scaligera e alla dominazione austriaca.

Il percorso

Procedendo verso Est da Parona, attraversa il colle San Dionigi e il Monte Cavro con l’Eremo di San Rocchetto, quindi il monte di Villa e il monte Ongarine, che separano la valle di Quinzano da quella di Avesa, ricca di corsi d’acqua come il Borago e il Lorì. Prosegue poi verso il Monte Calvo, dominato dal forte San Mattia, e, più a Sud, lungo le mura storiche del Parco delle Mura, per concludersi al Parco delle Colombare. Seguendo il corso dell’Adige all’interno della città, infine, si conclude l’itinerario a Corte Molon, punto di partenza di tutti i percorsi dell’Equivia dei Forti e luogo che mette a disposizione, anche per cavalieri indipendenti, parcheggi per i mezzi degli escursionisti e tutto l’occorrente per la cura dei loro animali. Il percorso delle mura e delle Torricelle – come per tutta l’Equivia dei Forti – è stato attrezzato con capannine di riparo per i cavalli, anelli di fissaggio, lunghine e abbeveratoi.

«Questo percorso consentirà agli appassionati e ai visitatori di scoprire in sella ad un cavallo la dorsale delle Torricelle, lungo le mura di Cangrande della Scala, e il sistema collinare dei forti asburgici. Sostenuto da un finanziamento del Ministero del Turismo, il percorso concretizza lo scopo dell’amministrazione comunale di realizzare forme di turismo alternativo e sostenibile, in grado di valorizzare luoghi meno conosciuti di Verona e, in particolare, la città fortificata che festeggia il 25° anniversario del riconoscimento quale sito patrimonio mondiale da parte dell’UNESCO», ha affermato l’assessora Marta Ugolini.

Lo scorso anno inaugurati i primi tre percorsi

«L’apertura di questo nuovo tratto, che completa i tre percorsi inaugurati lo scorso anno, conferma l’impegno della manifestazione nella valorizzazione del cavallo come strumento di promozione del territorio, oltre al suo tradizionale ruolo economico e sportivo – dichiara il presidente di Veronafiere, Federico Bricolo –. Il legame tra Fieracavalli e la città di Verona prosegue da 127 anni e questa nuova iniziativa, realizzata in collaborazione con il Comune, consente di offrire uno sguardo più ampio sulla città, che non si esaurisce nel suo centro storico, ma include anche le aree collinari, portatrici di storia, tradizione e unicità territoriali».

A Ferrara di Monte Baldo la prossima inagurazione

L’apertura del percorso delle Mura e delle Torricelle dell’Equivia dei Forti rappresenta solo il primo di una serie di progetti guidati da Fieracavalli per promuovere attivamente il circuito del turismo equestre. Il prossimo appuntamento in calendario è dal 18 al 20 luglio a Ferrara di Monte Baldo, in occasione della prima Fiera Regionale del Tartufo Veneto, dove sarà inaugurato un nuovo tratto dell’Equivia del Monte Baldo, realizzata da Fieracavalli insieme all’associazione Natura a Cavallo. Il percorso, lungo 45 chilometri, unisce Verona a Ferrara di Monte Baldo con un itinerario immerso nella natura: partendo dalla città scaligera, l’equivia segue l’argine dell’Adige risalendo verso nord, attraversa Parona e Pescantina, raggiunge Sega di Cavaion e prosegue oltre il ponte ad arco e il Ponte Canale Biffis, fino a Rivoli Veronese. Da qui si snoda tra le colline del Baldo, toccando Caprino Veronese, Braga e Malga Basiana, prima di concludersi al Sacrario del Monte Baldo e, infine, nel cuore di Ferrara di Monte Baldo.

Fonte: servizio stampa Veronafiere

28 giugno, dalle 16 alle 23, a Galzignano Terme, sui Colli Euganei (Padova) si brinda al territorio con l’anticipazione di “Serprino Festival”

Oggi, sabato 28 giugno, dalle 16 alle 23, Galzignano Terme (Padova) si animerà con una serie di eventi che intrecciano paesaggio, gusto, cultura e musica. Organizzata dal Consorzio Vini Colli Euganei, con il contributo della Camera di Commercio di Padova e Venicepromex, la giornata rappresenta un’anticipazione della ricca programmazione del Serprino Festival, che prenderà vita nel weekend del 5 e 6 luglio p.v.

Ore 16, “Caccia al Serprino”

È proprio il Serprino a dettare il ritmo dell’iniziativa, con un’attività che coinvolge sin dal pomeriggio turisti e appassionati in una vera e propria “Caccia al Serprino” attraverso le colline del territorio. L’evento, curato dall’associazione Viaggiare Curiosi, propone un percorso in bicicletta tra natura e storia, dove ogni tappa coincide con una cantina del territorio: un modo per scoprire da vicino chi produce questo vino e, allo stesso tempo, lasciarsi conquistare dalla bellezza rurale e autentica di Galzignano.L’itinerario prende il via alle ore 16.00 dal Bike Point del Galzignano Resort Spa & Golf e si snoda lungo un tracciato panoramico che raggiunge Valsanzibio, cuore antico e suggestivo del comune, per poi fare sosta presso alcune delle cantine più rappresentative. Qui i partecipanti potranno gustare gratuitamente il Serprino in tutte le sue sfumature, grazie all’ospitalità della cantina Marchioro Mauro, dell’azienda agricola La Cengolina, della cantina Il Pianzio e dell’azienda vitivinicola Sturato. Ogni tappa diventa così un’occasione di incontro, tra racconti di vigna, assaggi e paesaggi che parlano il linguaggio lento della tradizione.

Sabato sera Galzignano mostra tutta la vitalità della sua comunità

A partire dalle 18.00, il centro del paese si anima con le degustazioni proposte dagli esercenti locali, che portano in piazza i sapori genuini del territorio, mentre la musica inizia a scandire il passaggio verso il grande evento della serata. Dalle 18.30 alle 20.30, l’intrattenimento “A Star is Born Country Dance” trasforma le vie del centro in una pista all’aperto, mescolando l’energia del ballo con l’ospitalità della comunità, in un crescendo di festa. Questo clima di partecipazione conduce naturalmente verso il concerto delle 21.00 in Piazza Santa Maria Assunta, quando salirà sul palco il complesso strumentale di Galzignano Terme, conosciuto come Galziband. Ma quella che potrebbe sembrare una semplice esibizione musicale è, in realtà, l’apice di un percorso collettivo. Da mesi, infatti, la Galziband collabora con l’Istituto comprensivo Carrarese Euganeo, portando la musica all’interno dei plessi scolastici di Galzignano e Battaglia Terme attraverso 40 ore di lezione. Un progetto che ha coinvolto gli studenti, ma anche le loro famiglie, dando vita a un coro formato dai genitori degli alunni, pronti a salire sul palco per condividere il risultato di questa esperienza dal titolo “Lucy, la Nostra Storia”. L’intreccio tra scuola, musica e territorio dà così vita a un concerto che è molto più di uno spettacolo: è l’espressione di una comunità che si riconosce nei suoi valori e nelle sue passioni, unita da un progetto che valorizza il senso di appartenenza e la bellezza del fare insieme. È in questo spirito che il Serprino diventa simbolo di festa e di identità: non solo un vino, ma un pretesto per ritrovarsi, raccontarsi e celebrare la ricchezza di un territorio che ha ancora tanto da offrire.

Fonte: servizio stampa Comune di Galzignano Terme

Nel cuore del Parco regionale Veneto del Delta del Po, lo storico borgo d’acque di Loreo dà vita a due importanti eventi enogastronomici: “Terra e Mare” (16 giugno) e la “Sagra del pane” (18-22 giugno)

(di Marina Meneguzzi, consigliere Argav). Innovazione e tradizione si incontrano a Loreo, borgo d’acque di origine millenaria dal prestigioso passato – fu importante porto fluviale della Serenissima e suo baluardo nei confronti dei rivali ferraresi Estensi, con tutto ciò che ne consegue dal punto di vista artistico-culturale – e un futuro che guarda al turismo esperienziale. Due golosi appuntamenti enogastronomici si avvicenderanno infatti nei prossimi giorni.

Si inizia lunedì 16 giugno, a partire dalle ore 19 con “Terra e Mare”, serata che si svolgerà nelle sale del Comune di Loreo e che avrà come protagonista l’ostrica rosa (nel guscio) del Delta del Po allevata da alcuni anni a questa parte con il metodo a sospensione Tarbouriech nella sacca di Scardovari; il prelibato mollusco sarà servito in abbinamento al Prosecco Docg, prodotto nelle colline trevigiane Patrimonio Unesco, e al “vulcanico” Serprino dei Colli Euganei (Padova), Riserva mondiale della biodiversità (Mab) Unesco, come dal resto è dal 2015 (quest’anno in via di richiesta di rinnovo) lo stesso Parco regionale veneto del Delta del Po, insieme a una parte di quello emiliano. A guidare i partecipanti nella voluttuosa degustazione sarà un noto volto televisivo, il giornalista Gioacchino Bonsignore, che cura la rubrica culinaria “Gusto” del TG5. Lo speciale evento vedrà co-protagonisti i sapori gastronomici di Loreo, con le aziende del territorio che presenteranno salumi, formaggi, miele, confetture e, naturalmente, il famoso “pane di Loreo”.

Quest’ultimo, un pane biscottato (cotto cioè 2 volte), la cui origine si perde nella memoria storica locale, sarà invece il principale protagonista della Sagra che si svolgerà a Loreo per la 24 edizione dal 18 al 22 giugno. Una festa questa molto sentita dai loredani (così si chiamano gli abitanti nonostante il nome del paese derivi da Lauretum per l’abbondante presenza al tempo della fondazione di alberi di lauro), che vede partecipare ogni giorno 3-4 mila persone. Questo panbiscotto è infatti diventato un po’ un simbolo affettivo paesano dopo la grande migrazione che vide i polesani, e dunque anche molti loredani, andare all’estero e nelle regioni “più ricche” del Nord Italia dopo la tragica alluvione del 1951. Al tempo, il panettiere Giorgio Bellato, emigrato in Piemonte, vi esportò la tradizione del panbiscotto, e quindi per molti emigranti polesani il panbiscotto di Loreo divenne ricordo tangibile della proprie radici. Oggi la tradizione continua a Loreo grazie alla storica bottega “Panificio Domeneghetti”, condotto da Roberto e dai due giovani figli, unici custodi (diventerà un Presidio Slow Food?) di questo prodotto che continua a identificare il territorio e la sua autenticità. Ricco il programma della Sagra tra cui segnaliamo il Trofeo del salame, che eleggerà il miglior salume rigorosamente fatto dalle famiglie del posto, il mercato dei prodotti tipici con assaggi gratuiti lungo i portici (in tutto 440 metri), la battitura del grano, l’esposizione di animali e mezzi agricoli storici con la rievocazione della trebbiatura con mezzi d’epoca, il taglio del panino fatto dal panificio Domeneghetti, laboratorio del pane e un dibattito con esperti nutrizionisti sulle salutari proprietà del pane (per ulteriori informazioni chiamate la Pro Loco di Loreo, tel. 329-121 7153 oppure consultate la loro pagina facebook https://www.facebook.com/profile.php?id=61573166957749).

I due eventi enogastromici sono stati presentati nel corso di una conferenza stampa organizzata dal nostro socio e consigliere Maurizio Drago (nella foto in alto terzo da sinistra), condotta dalla scrittrice Elisa Giacometti (nella foto in alto sesta da sinistra) a cui hanno partecipato il sindaco Moreno Gasparini (nella foto in alto quinto da sinistra), anche presidente del Parco regionale veneto del Delta del Po, principale promotore in particolare di “Terra e Mare”. “La serata unirà e darà valore a territori che esprimono culture enogastromiche straordinarie, e sarà il primo di futuri eventi che vorremmo organizzare per far conoscere prodotti agroalimentari di eccellenza”, ha affermato Gasparini, ringraziando tutti coloro che daranno vita all’iniziativa , in primis i tanti volontari che con passione rendono possibile la realizzazione di tanti eventi che animano il territorio di Loreo. A presentare la “Sagra del Pane” è stato il presidente della Pro Loco, Diego Siviero (nella foto in alto quarto da sinistra), mentre Franco Frizzarin (nella foto in alto ottavo da sinistra), manager del Distretto del Commercio di Loreo, ha ribadito l’importante lavoro fatto dall’amministrazione comunale per posizionare la cittadina nel circuito del turismo attento al territorio. “Il fenomeno dell’overtourism offre a Loreo, orgogliosamente parte di quello che viene definito a torto “turismo minore”, nuove opportunità di visita legate sia a fattori ambientali – il Delta del Po e le opere legate alla bonifica – , sia alle testimonianze storico-culturali presenti nel borgo”, ha affermato Frizzarin.

Da vedere a Loreo c’è infatti l’Oratorio della Santissima Trinità (a partire dal 1613), sede della Confraternita dei Flagellanti o dei Fradei, una delle più antiche d’Italia, e che tutt’oggi, in occasione della Santissima Trinità (domenica 15 giugno) richiama ogni anno molti “fradèi” provenienti da tutta Italia e molti fedeli che partecipano a una speciale processione di preghiera in notturna. Alll’interno dell’Oratorio si può ammirare un affresco manierista (XVI secolo) attribuito alla scuola di Giovanni Bellini raffigurante la “Vergine, Gesù e Santi” proveniente dal Palazzo del Municipio, e da cui fu tradotto nel 1904. C’è poi il Duomo di Santa Maria Assunta. altro simbolo della cittadina. Sorto nel 1094, dopo varie vicissitudini fu riconsacrato nel 1539. Nel XVII secolo venne costruita l’attuale facciata barocca progettata, così come l’interno dell’edificio, dall’architetto veneziano Baldassarre Longhena (1598-1682) ),  e nel 1675, da chiesa parrocchiale, assunse il titolo di duomo. Nel 1739 vi venne traslata l’immagine della Madonna della Carità, oggetto di venerazione da parte dei fedeli per le grazie ricevute fin dal 1736, assumendo da quel momento il titolo di Santuario. Tra le preziose testimonianze artistiche presenti c’è un coro ligneo settecentesco molto ben conservato e un organo a canne di fine Settecento perfettamente funzionante realizzato dall’organaro Gaetano Callido. Nelle sale della Torre Civica c’è invece l’Antiquarium, aperto al pubblico in determinate occasioni di festa, che racconta la storia del territorio attraverso reperti archeologici provenienti da scavi locali. Una chicca sono le ex carceri, costruite nell’Ottocento durante la dominazione austro-ungarica del Regno Lombardo-Veneto e che oggi ospitano la biblioteca. Oltre a conservare i graffiti (partite di tris, date varie) incise sul pavimento delle celle dai prigionieri, l’edificio ha le pareti un po’ inclinate su un lato, e ciò determina una singolare sensazione di vertigini nel salire le scale e nel muoversi tra una sala e l’altra.

A Conche (Padova) la festa dell’Asparago (fino all’11 maggio) sposa la magica atmosfera della Valle Millecampi e dei casoni della Fogolana

L’arrivo della primavera a Codevigo vede l’apertura dei suggestivi casoni della Fogolana. Quest’ultima rappresenta l’unico sbocco al mare della provincia di Padova. Ebbene, fino all’11 maggio, in occasione della 35esima Festa dell’Asparago di Conche, frazione della cittadina, sarà possibile effettuare un tour in trenino, organizzato dal Comune e la Pro Loco di Codevigo in collaborazione con il Gruppo culturale e ricreativo di Conche, per vedere il casone Grande e visitare l’attigua Valle Millecampi, oltre 1600 ettari di grande valenza ambientale e naturalistica (ulteriori informazioni Ufficio Turismo, Comune di Codevigo, turismo@comune.codevigo.pd.it)

L’asparago bianco di Conche

Non è solo una delizia del palato: è il frutto di un’agricoltura attenta, di una tradizione che affonda le radici nella terra sabbiosa e fertile del litorale padovano, di un sapere contadino tramandato e oggi reinterpretato in chiave contemporanea. La tradizionale Festa dell’Asparago di Conche è organizzata dal Gruppo culturale di Conche e dalla Cooperativa agricola prodotti ortofrutticoli (C.A.P.O.) di Conche che avvalora i prodotti tipici locali coltivati nel Territorio (ulteriori informazioni consultando la pagina https://www.facebook.com/gruppoculturaleconche.it/?locale=it_IT

Codevigo non è solo asparago

È paesaggio da scoprire, biodiversità lagunare da proteggere, memoria da raccontare, sapori da gustare. È un territorio che ha scelto di investire in un modello di turismo sostenibile ed esperienziale, fondato sulla lentezza, sull’autenticità e sul benessere delle persone. l potenziamento della rete delle piste ciclabili, per favorire la mobilità dolce e la scoperta del territorio a ritmo lento; l’attivazione e l’utilizzo dei casoni della Fogolana, che richiamano le antiche abitazioni contadine, come luoghi di accoglienza, esposizione, narrazione e incontro tra residenti, visitatori e turisti; la creazione di percorsi esperienziali legati al cibo, alla natura e alla memoria storica, in grado di coinvolgere famiglie, viaggiatori e scuole; il lancio di iniziative culturali legate alla figura di Alvise Cornaro, grande umanista del Rinascimento, che proprio a Codevigo visse parte della sua vita e maturò la sua rivoluzionaria visione sulla “Vita Sobria”, con l’avvio di un progetto di restauro del palazzetto di Alvise Cornaro di proprietà del Comune di Codevigo.

Alvise Cornaro (1484-1566)

Umanista, scrittore e mecenate, parlava di un’alimentazione equilibrata, di attività fisica quotidiana, di rapporto armonico con l’ambiente come strumento di salute e longevità. Un pensiero attualissimo, se si pensa che in tempi in cui la vita media si aggirava attorno ai 50 anni, Cornaro teorizzava con convinzione la possibilità di vivere sani e attivi fino a 90 o 100 anni (a quell’epoca obiettivi quasi irraggiungibili), semplicemente modificando lo stile di vita. Un messaggio che oggi torna con forza e che il Comune di Codevigo vuole rilanciare, legandolo al proprio paesaggio, alla propria cucina e al proprio modo di accogliere.

I Casoni della Fogolana

Sono di recente realizzazione e richiamano nella forma le tipiche abitazioni di terra e di valle della zona lagunare. Sorgono in un’ampia area adibita a Parcoattraversata da un canale artificiale di fitodepurazione, pensato per un percorso in canoa. Il casone Grande con il suo grande camino è il punto ristoro e di accoglienza, e ben si presta a diventare luogo di educazione naturalistica-ambientale. Completano l’opera i tre casoni piccoli che saranno presto riaperti per l’accoglienza ricettiva.

Fonte: Servizio stampa Ufficio turismo Comune di Codevigo

6 aprile, soci Argav in Polesine per ammirare i “tulipani di Anna”

Grazie all’interessamento di Giorgio Pavan, componente del direttivo Argav, domenica 6 aprile i soci Argav visiteranno la piantagione di tulipani dell’azienda agricola di Anna Maria Mantovani a Fiesso Umbertiano (Rovigo). Si tratta di uno spettacolo unico, grazie alla piantumazione di 13.000 bulbi di 23 varietà floricole.

Il programma

Ore 9.45 Appuntamento davanti al municipio di Fiesso Umbertiano, rore 10.00 arrivo in azienda e visita guidata a “I tulipani di Anna”, ore 12.00 ca. Pranzo al sacco (in loco sarà presente un furgone per lo ”street food”). Nel pomeriggio saremo accompagnati dal prof. Alberto Bononi in visita ai luoghi più significativi di Fiesso Umbertiano, tra cui la sede municipale, Villa Morosini Vendramin Calergi, che conserva degli affreschi del pittore rodigino Mattia Bortoloni (1696-1750). Ulteriori informazioni itulipanidianna.tilda.ws

21 marzo 2025, al Wigwam di Arzerello di Piove di Sacco (Padova) incontro Argav dedicato al cammino “La via degli dei”. Al termine, terzo tempo enogastronomico con gli specialisti di mozzarelle in carrozza e Vespaiolo

Camminare immersi nella natura fa bene alla salute e rafforza lo spirito. Per questi e mille altri motivi, i cammini – siano essi a carattere spirituale, naturalistico o sportivo -, sono aumentati in maniera esponenziale nel corso degli ultimi anni, non solo in Italia.

Uno dei cammini più frequentati è “La via degli dei”, antico sentiero che attraversa l’Appennino Tosco-Emiliano collegando Bologna a Firenze. A parlarne, con video e immagini, venerdì 21 marzo dalle 18.30 alle 20.30 al Wigwam di Arzerello di Piove di Sacco (Padova) sarà il vice presidente Argav Renzo Michieletto insieme a due suoi amici di Mestre (Venezia), che la scorsa estate hanno sperimentato questo percorso. A introdurre la serata sarà il presidente Argav Fabrizio Stelluto.

Al termine dell’incontro, si terrà il consueto “terzo tempo” organizzato per la serata dal consigliere Argav Gian Omar Bison. Saranno quindi ospiti Laura Torchiaro e Marco di Nicola, rispettivamente titolare e direttore commerciale di Cocai Food, specialisti della mozzarella in carrozza (http://www.cocai.food), Thomas Conzato, vignaiolo esploratore di Breganze e (Vicenza) e Bernardo Pasquali, giornalista ed esperto gastronomo. Partecipazione su prenotazione fino a esaurimento posti whatsapp 333-3938555, email arzerello@wigwam.it

11 gennaio, i soci Argav visitano il Presepio artistico di Segusino (Treviso) dedicato al tema della denatalità (Culle vuote, cucce piene)

Natività Presepio Segusino 2021Sabato 11 gennaio i soci Argav saranno a Segusino (Treviso) per la tradizionale visita al Presepio artistico, quest’anno dedicato al tema della denatalità (“Culle vuote, cucce piene”).

Dopo aver visto il Presepio, ospiti dell’Associazione Amici del Presepio, si visiterà l’azienda agricola “Al Figher” della segusinese Federica Coppe (28 anni), che produce nel periodo estivo mirtilli, confetture e miele, e l’enoturismo “Tenuta Torre Zecchei”, a Bigolino di Valdobbiadene (Treviso), locale di recente inaugurazione, che dà la possibilità di soggiornare e fare percorsi di degustazioni per scoprire le varietà del Valdobbiadene DOCG e del prosecco DOC abbinati a prodotti locali.

Cogliamo l’occasione per fare ai nostri lettori 
i migliori auguri di felice anno nuovo!

6-8 e 13-15 settembre 2024, ad Asiago si tiene la 12^ edizione di Made in Malga, il festival dei sapori d’alta quota 

Made in malgaMostra mercato dei produttori, masterclass e degustazioni guidate con formaggi abbinati a vini estremi, laboratori artigianali, escursioni in malga, la grande Osteria di montagna con piatti tradizionali a base di formaggio, proiezioni di film a tema: dal 6 all’8 e dal 13 al 15 settembre, torna nelle vie del centro di Asiago (VI) “Made in Malga“, l’evento nazionale dei formaggi di montagna. In contemporanea, nei giardini di piazza Carli, si svolgerà la quarta edizione del Mountain Beer Festival dedicato alle birre artigianali di montagna. La manifestazione prenderà il via al mattino di venerdì 6 settembre, ingresso libero.

Il consiglio è: prenotare per tempo

Asiago e l’Altopiano dei 7 Comuni si stanno preparando per accogliere casari e formaggi in arrivo da tutte le aree agricole montane italiane. Al tempo stesso migliaia di “cheese lovers” stanno organizzando la spedizione per scoprire formaggi e godersi le bellezze e la tranquillità della montagna. Quindi, il consiglio che vi diamo è di prenotare per tempo (anzi da subito!) l’alloggio per avere il tempo di gustare i prodotti e i tanti appuntamenti della manifestazione con calma e relax. Ma, non fatevi ingannare dalla pace e la quiete che troverete nell’Altopiano. Tra i muri delle malghe c’è un’intesa attività produttiva che richiede un costante impegno e molti sacrifici. L’opera viene completata dalle mani sapienti dei casari delle malghe.

Masterclass

Il calendario delle Masterclass propone un ricco ed interessante programma di degustazioni tematiche dei formaggi di montagna più ricercati (Bagòss, Bettelmat, Bitto, Castelmagno, Bleu de Moncenis, Murianeng) abbinati a vini di montagna. L’Asiago Dop in diverse stagionature con i vini del fuoco, formaggi a latte crudo con vini delle Alpi, formaggi del Piemonte con vini di Abbazia europei, formaggi svizzeri con vini delle isole del Mediterraneo, i caprini di Beppe Giovale con le birre di Aleghe, formaggi blue di montagna con vini passiti, i grandi formaggi della Lombardia abbinati a vini estremi italiani e formaggi Principi delle Orobie abbinati alle birre artigianali Pintalpina. Prenotazioni ed il programma completo sono sul sito madeinmalga.it

Gli eventi del Consorzio tutela Asiago Dop

Anche quest’anno il Consorzio ha messo tanto ( buon) formaggio al fuoco con due masterclass: sabato 7 settembre ore 16.30, con “Sapori d’Alpe: Asiago Prodotto della Montagna e Spiriti Estremi”, incontra i distillati alpini evocando emozioni profonde e genuine, forti e decise come i luoghi da cui traggono origine. Dettagli: https://rebrand.ly/20ho2nn Sabato 14 settembre alle ore 16.30, per “L’agricoltura dell’Eroe: Asiago di Montagna e Vini di Fuoco” si esplorano le caratteristiche organolettiche dell’Asiago Prodotto della Montagna in abbinamento con le intriganti note minerali dei vini vulcanici. https://rebrand.ly/kfx3t6c. Tra le novità dell’edizione 2024, anche “Asiago Experience”, 12 eventi dedicati al grande pubblico per conoscere da vicino i protagonisti dell’Asiago Prodotto della Montagna.

Il meglio della salumeria di montagna

Dall’Alto Adige lo speck artigianale, salamini tirolesi, würstel artigianali in varie versioni la bresaola, salumi di cinghiale, cervo e capriolo. La norcineria abruzzese, il Nero dei Nebrodi ed il Nero di Calabria. Ed infine mieli, panificati di montagna, confetture, liquori, aceti balsamici, té e tisane, erbe officinali e cosmetici derivati dall’attività agricola.

Mountain Beer Festival e osteria di montagna

Dedicato alle birre artigianali di montagna, ospiterà 13 birrifici dell’arco alpino italiano. La grande Osteria di montagna, in piazza Carli, proporrà appetitosi piatti tradizionali: gnocchi con le patate di Rotzo preparati da “La Baitina” di Roana, piatti di carne degli allevamenti in Altopiano dell’Agriturismo Gruuntaal, le pizze di Picci Pizza farcite con i prodotti della montagna. Saranno presenti come gli anni scorsi, piatti con i pizzoccheri, bratwurst, tortel di patate, arrosticini, tagliate di pecora di Bracevia e le birre artigianali di montagna. L’Asiago Bistrot sarà gestito dallo Chef Massimo Spallino della Vecchia Stazione di Canove che proporrà gustosi piatti con il formaggio Asiago Fresco e Stagionato.

Organizzatori e sponsor

Made in Malga 2024 è un evento organizzato da Guru Comunicazione con la collaborazione del Comune di Asiago e i mandamenti delle Associazioni di categoria dell’Altopiano Ascom, Coldiretti e Confartigianato. Main Partner Consorzio Tutela Formaggio Asiago e con il supporto degli sponsor: Despar Aspiag service srl, Caseificio Pennar Asiago, Pool Pack (packaging alimentare), BVR Banca, ARA Veneto, Stringhetto (confetture e cioccolato), Caseificio Brazzale, Biomundus (spezie dal mondo) e Latterie Vicentine.

Fonte: Guru comunicazione/Servizio stampa Consorzio tutela Asiago Dop

25 agosto “Luppoleti aperti”, Coldiretti e Consorzio birra italiana promuovono la giornata

Il prossimo 25 agosto 2024 si terrà “Luppoleti aperti”, evento promosso nei birrifici agricoli lungo il territorio nazionale dal Consorzio birra Italiana insieme a Coldiretti che sta rapidamente guadagnando popolarità. Giunto alla sua seconda edizione, l’obiettivo principale è avvicinare il pubblico alla birra da filiera agricola italiana, facendo conoscere i processi di produzione e promuovendo un consumo responsabile.

Durante la giornata i partecipanti potranno vivere un’esperienza immersiva

Dalla raccolta del luppolo al taglio della liana, fino alla separazione manuale dei coni. Saranno inoltre organizzate attività di intrattenimento per grandi e piccini, inclusi concerti e spettacoli anche per bambini, con la possibilità di organizzare pic-nic con specialità regionali e birra agricola (maggiori info al sito https://www.consorziobirraitaliana.it/).

In Veneto sono 200 i birrifici artigianali presenti sul territorio regionale

Il 30% dei birrifici veneti è agricolo con una coltivazione in proprio delle principali materie prime come orzo e luppolo. 75 milioni i litri prodotti pari al 13% del totale nazionale con una varietà di gusti legati direttamente ai prodotti agricoli come la birra al radicchio rosso tardivo, al riso, al carciofo. Il comparto coinvolge 1.085 attività e dà lavoro a circa 93.000 addetti, creando un volume di mercato di 9,5 miliardi di euro e un valore pari allo 0,53% del PIL nazionale. La dipendenza dall’estero per i cereali è importante e pesa per il 60% solo per il malto necessario alla produzione. Un successo che è il frutto anche di una normativa regionale, fortemente voluta da Coldiretti Veneto che ha inteso premiare gli agribirrifici in base alla qualità, al metodo di lavorazione ma soprattutto all’origine delle materie prime impiegate. Il provvedimento in questi anni ha favorito anche l’occupazione nel settore degli under 35 riconoscendo questa professione come connessa alla qualifica di imprenditore, creando anche i presupposti del “piccolo birrificio agricolo”.

Cresce il turismo esperienziale

Secondo Coldiretti quasi un viaggiatore su cinque ha visitato un birrificio o partecipato a eventi birrari nell’ultimo anno. Il birraturismo sta diventando quindi di tendenza, con l’abbinamento tra birra e cibo che è l’attività preferita dal 65% degli intervistati. Le birre artigianali, non pastorizzate né microfiltrate, stanno trainando il fenomeno, attirando soprattutto i giovani che cercano qualità. Due terzi dei consumi si concentrano su produzioni nazionali, sostenute dal Consorzio per promuovere l’eccellenza italiana.

Birra agricola al granchio blu

Non mancano anche in questo settore le idee innovative che cercano anche di rispondere alle problematiche più diverse. In quest’ottica è nata da poco la prima birra agricola al granchio blu, un’idea di Alessia Parisatto, agricoltrice di Coldiretti Giovani Impresa (nella foto in alto) che al suo interno ha parecchi ragazzi e ragazze impegnati nella produzione di birra a filiera agricola italiana. Il granchio blu, considerato un flagello soprattutto per la pesca veneta, dopo i tanti impieghi in cucina, è stato trasformato in una risorsa grazie alla creazione di una birra stout di colore marrone molto scuro. Ispirata alla tradizione irlandese della Oyster Stout, questa birra rappresenta una risposta creativa e sostenibile alle sfide ambientali, dimostrando come un problema possa diventare un’opportunità.

Fonte: servizio stampa Coldiretti Veneto

Mobilità sostenibile e risparmio sul budget delle vacanze la formula vincente offerta a Vipiteno, in Alto Adige (oltre a relax nella natura, sport e divertimento per i bambini). E l’8 settembre, c’è la sagra dei canederli!

(di Marina Meneguzzi, consigliere Argav) Chiamatela Vipiteno, dal latino Vipitenum, nome che gli antichi Romani diedero nel 15 a.C. al loro insediamento militare fondato in prossimità dell’attuale località nella vallis Vipitina (Alta valle Isarco, dal fiume omonimo, divenuta in tedesco Wipptal), e ripreso in seguito all’annessione del Tirolo del Sud al Regno d’Italia dopo il Primo conflitto mondiale.

Chiamatela Sterzing, il toponimo tedesco affermatosi intorno al 1200 quando il territorio venne occupato dalla tribù germanica dei Bavari, e legato alla leggenda del pellegrino storpio di nome Störz, simbolo degli antichi ospizi presenti nell’abitato, la cui effige con gruccia e rosario tra le mani campeggia in ogni stemma cittadino sotto le ali dell’aquila tirolese.

Vipiteno o Sterzing che a dir si voglia, la città più a nord d’Italia è da sempre caratterizzata da un grande senso di ospitalità, favorito dalla sua fortunata posizione geografica – incastonata com’è tra le vie che conducono ai valichi -, che l’ha resa storico crocevia tra nord e sud, Mediterraneo, Alpi ed Europa centrale.

I vantaggi dell’active Card

La cittadina (i Vipitenesi però ci tengono a chiamarla città, seppur di montagna, visto che fin dal 1295 i suoi abitanti già pagavano le imposte in qualità di cittadini), conta oltre 7 mila abitanti, ma nel corso dell’anno la zona turistica, che include val di Vizze e Campo di Trens (quest’ultimo comprensivo di 3 paesi, Stilves, Maria Trens e Mules), annovera circa 1.300.000 pernottamenti. A proposito di soggiorno, la grande novità 2024 lanciata dalla cooperativa turistica è l’active Card Vipiteno, valida tutto l’anno e riservata gratuitamente agli ospiti che pernottano in una struttura ricettiva loro socia. La card consente di avere libero accesso ai mezzi pubblici (treni regionali e autobus) in tutta la provincia di Bolzano e agli oltre 90 musei altoatesini nonché di accedere a tanti sconti e agevolazioni (ad esempio, il 20% sul biglietto funivie di Monte Cavallo, Racines e Ladurns). Grazie alla collaborazione con le organizzazioni turistiche di Racines e Monte Cavallo, viene offerto anche un programma settimanale che comprende visite della città, escursioni all’alba sul Monte Cavallo, tour in e-bike, visite alle fattorie, degustazioni, ecc. «Crediamo molto in questo progetto di accoglienza, pensato per incoraggiare gli ospiti a viaggiare in modo sostenibile sfruttando i mezzi pubblici e per offrire loro tante opportunità convenienti di conoscenza delle nostre località, Vipiteno in testa, da cui, praticamente, si può fare tutto a piedi!», spiega Florian Mair, direttore della cooperativa turistica Vipiteno, Val di Vizze e Campo di Trens (ulteriori informazioni turistiche www.vipiteno.com, tel. 0472 765325).

Sul Monte Cavallo, la montagna di casa

In effetti, dal centro storico, si può raggiungere in dieci minuti al massimo di passeggiata la funivia di Monte Cavallo. Rinnovata completamente nel 2022, sia nelle cabinovie che nelle stazioni a monte e a valle, consente a tutti gli appassionati di sport all’aperto (scuole sci d’inverno, d’estate noleggio bici e guide escursionistiche) di arrivare in pochi minuti a circa 2.000 metri di quota (ulteriori info www.montecavallo.com, tel. 0472 765521). Sull’altopiano le famiglie troveranno il «Rossy Park» (dalla mascotte equina Rossy) con giochi e animali  – tra cui alpaca e lama – e la nuova «Rossy walk» (percorso avventura di 3,3 chilometri con giochi didattici) che faranno la felicità dei ragazzi. Ci sono inoltre 11 baite con ristoro, come ad esempio la malga Jörgnerkaser (tel.333 2259558), uno dei tre caseifici tradizionali del piccolo villaggio di montagna Valmigna, dove si può gustare pane con burro e formaggi freschi di giornata, tra cui il graukäse, ovvero il formaggio grigio, realizzato con il latte avanzato dalla produzione del burro, e ancora tirtlen (frittelle) servite con crauti, da provare anche nella versione dolce con semi di papavero. Sul Köpfl, la cima del Monte Cavallo, si può godere di un’ampia vista panoramica che spazia dalle Alpi della Zillertal, alle Dolomiti, alle Alpi Sarentine fino alle Alpi dello Stubai. Ci sono pure un’altalena panoramica e la campana dei desideri da far risuonare a ogni pensiero espresso. Numerose le possibilità di escursioni e itinerari alpinistici, dalla semplice passeggiata rilassante fino alle vie più impegnative. Da non perdere poi l’esperienza adrenalinica – e in tutta sicurezza – del Panorama Mountain Coaster, il bob su rotaia (foto in alto) per tutta la famiglia che corre sulle ampie praterie in quota (lunghezza circa 1.303 metri con un dislivello di 273,7 metri, pendenza media in discesa 21% circa e velocità 40 km/h al massimo). D’inverno, invece, oltre allo sci da discesa e di fondo, si può scendere in slitta lungo i 10 chilometri di pista illuminata che dalla montagna porta a valle.

Arte e cultura in uno dei borghi più belli d’Italia

Vipiteno combina diversi elementi che caratterizzano la vacanza ideale in montagna: esplorazione delle vette, sport all’aperto, cultura e divertimento lungo le vie del centro, dominato dalla Torre delle Dodici (1468-1472). Simbolo della cittadina, la torre è stata costruita per sorvegliare l’abitato da nemici e incendi e deriva il nome dai rintocchi della sua campana che avvisavano gli abitanti della pausa di mezzogiorno. Alta 46 metri, sorge sulla porta d’entrata che divide la Città vecchia dalla Città nuova, entrambe zone pedonali, ed è visitabile tra fine novembre e inizio gennaio in occasione dell’allestimento del mercatino natalizio cittadino e in estate durante la festa delle lanterne (nelle serate di mercoledì 7 e 21 agosto 2024).

La Città vecchia è composta dal borgo originario con edifici caratterizzati da bovindi, pergole e archi un tempo occupati da botteghe e artigiani, oggi da ristoranti, dove si possono gustare pietanze tipiche, e negozi. Qui, in piazza Città, dove peraltro ogni venerdì si tiene il mercato dei contadini dell’Alta Val Venosta, c’è la magnifica chiesa di S. Spirito (1399), una delle chiese gotiche meglio conservate di tutto l’Alto Adige e che, nel Medioevo, apparteneva alla struttura ospitale che dava vitto e alloggio a forestiere e pellegrini, in cui oggi sono ospitati anche gli uffici di informazione turistica, da cui partono, da maggio a ottobre, ogni venerdì alle ore 16, le visite guidate della città di un’ora circa. Gli affreschi presenti nella chiesa (foto in alto), che risalgono al primo decennio del Quattrocento e sono opera del maestro Johannes di Brunico, restaurati verso la fine degli anni Ottanta del secolo scorso, sono fortemente influenzati dalle opere di Giotto e ricordano lo stile della Cappella degli Scrovegni a Padova. Purtroppo, da agosto 2024, la chiesa sarà chiusa per degli interventi architettonici interni, per cui non sarà visitabile per alcuni mesi.

La Città nuova è la parte più caratteristica e celebrata della città, ed è una delle più belle strade di tutto il Tirolo storico. Incendiata parzialmente nel 1443, venne ricostruita in sintonia con il prestigio economico raggiunto al tempo dai cittadini grazie alla presenza delle miniere di argento di Monteneve Ridanna, che sono rimaste attive, pensate, sino al 1985. Le case dai colori vivaci e con le preziose insegne medievali in ferro battuto dei mestieri, che oggi ospitano negozi, hotel e raffinati ristoranti con enoteca, ne testimoniano la vocazione commerciale e la grande ricchezza del tempo. A metà della Città nuova si trova il Palazzo comunale: costruito tra il 1468 ed il 1473, è considerato il gioiello dei palazzi civici del Tirolo, e il consiglio comunale si riunisce ancor oggi nella splendida sala gotica rivestita in legno (nella foto in alto, visitabile durante gli orari di apertura del municipio).

Tra le manifestazioni più attese che animano il centro storico a settembre c’è la sagra dei canaderli (quest’anno cade domenica 8), organizzata dalla cooperativa turistica insieme ai ristoratori del territorio, e che vede l’allestimento di una tavolata di 400 metri lungo il centro storico (nella foto a sx), in cui saranno servite oltre 70 varianti dei tradizionali “gnocchi di pane”, da quelli più tradizionali allo speck a quelli più raffinati al fegato o quelli stagionali ai funghi fino a quelli dolci. Situata un po’ al di fuori del centro cittadino, all’uscita sud della città, si trova invece l’imponente parrocchiale di Nostra Signora della Palude (XIV secolo, più volte rimaneggiata fino al XVIII secolo).

In val di Vizze e Campo di Trens

Naturalmente ci sono da esplorare anche i dintorni di Vipiteno. A Campo di Trens, tutta la famiglia può percorrere il nuovo sentiero delle api (ca. 2 km), con postazioni didattiche utili a informare bimbi e adulti sulla vita di questo prezioso insetto, oppure inforcare la bicicletta e percorrere dei tratti della pista ciclabile Venezia-Monaco. C’è poi da vedere il santuario di Maria Trens (XV secolo), meta costante di pellegrinaggi, e Castel Tasso (1104), uno dei manieri medievali meglio conservati di tutto l’Alto Adige (foto in alto) di proprietà dall’Ottocento della famiglia Thurn und Taxis, i fondatori del servizio postale nei territori tedeschi. Nella struttura, oggi gestita da una coppia di giovani, che hanno approntato anche una modalità di visita con Qr code scaricabile dal cellulare, si possono vedere diversi locali con arredi d’epoca (ulteriori info tel. 339 2643752). A Campo di Trens c’è anche Castel Pietra, (prima metà del Duecento), di proprietà privata, per cui non visitabile, ma le cui mura e la torre rotonda si possono scorgere dal ristorante Sprechenstein, in origine il maso del castello, oggi deliziosa locanda gestita da Soufien Kasmi che propone piatti a base di prodotti locali di qualità preparati in chiave innovativa. Anche la val di Vizze (1.500 metri di altitudine) offre numerose possibilità escursionistiche, con tour da facili (vedi il nuovo percorso dei funghi, lungo circa 1 km, adatto a tutta la famiglia) a difficili, anche in alta montagna (Gran Pilastro 3.510 metri), con la possibilità ad Avenes di percorrere la nuova via ferrata Olberg (difficoltà media, 500 metri di lunghezza in arrampicata, 230 metri di altitudine, 3 ore in tutto con discesa il tempo di percorrenza), o di ammirare la cascata Moassl a S. Giacomo.

Uno sguardo alle attività agricole locali

Per quanto sia sempre una meraviglia verde, anche in Alto Adige, come in tutta Italia, i boschi stanno avanzando a scapito dei prati per il pascolo, in quanto ci sono sempre meno giovani che si dedicano all’allevamento delle mucche e quindi al lavoro agricolo, che impegna tutto l’anno e che frutta compensi solo integrativi al reddito principale. Nel territorio di Vipiteno l’economia ruota naturalmente intorno al turismo e a due grandi realtà aziendali, la Leitner, che produce impianti a fune e alla storica Latteria, cooperativa fondata nel 1884 che oggi conta 170 dipendenti e una produzione di 1,5 milioni di vasetti di yogurt al giorno, commercializzati a livello nazionale. Produzione che non è destinata ad aumentare, a detta della guida che accompagna i numerosi turisti e visitatori che vogliono visitare la Latteria, proprio per il numero limitato di attività agricole nella zona, tanto che dei 560 contadini con malghe oltre i 1.300 metri d’altezza che conferiscono loro ogni giorno il latte, oltre duecento gestiscono fattorie nel Tirolo oltre frontiera. In compenso, ci sono sempre più attività di produzione e raccolta di erbe di montagna, impiegate nella produzione artigianale di prodotti cosmetici, tisane e liquori artigianali, ottimi ricordi di viaggio da regalare o regalarsi.

Foto: Società cooperativa turistica Vipiteno, Val di Vizze, Campo di Trens