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3 luglio, al Wigwam di Arzerello di Piove di Sacco (Padova) il corso di formazione giornalisti “Colli Euganei: comunicare la bellezza, documentare l’abbandono”


Venerdì 3 luglio, dalle 18.30 alle 20.30, si svolgerà al circolo di campagna Wigwam ad Arzerello di Piove di Sacco (Padova) il corso di formazione giornalisti proposto da Org Veneto in collaborazione con Argav dal tema: “Colli Euganei, comunicazione la bellezza, documentare l'abbandono” (2 crediti).

Il 24 novembre 1971 veniva approvata la legge 1097/71 “Romanato-Fracanzani” che salvò dalla distruzione i Colli Euganei e che fece scuola per la successiva legislazione di tutela ambientale italiana ed europea. Fu anche efficace esempio d’informazione ambientale e aiutò ad estenderne la consapevolezza. Le sfide per la sostenibilità dello sviluppo oggi continuano su fronti più ampi e complessi trovando in chi fa informazione, ora come allora, la fonte di dati oggettivi e la testimonianza di lungimiranti politiche orientate al pubblico interesse. Il corso utilizzerà il contesto euganeo come area campione della narrativa ambientale.

Relatori. Renato Malaman, giornalista socio Argav, intervento "“Come raccontare i luoghi e le esperienze di viaggio”; Toni Mazzetti, naturalista, divulgatore e scrittore, esperto dei Colli Euganei, intervento "La narrazione sulla tutela ambientale dalla Legge di salvaguardia ad oggi”; Gianni Sandon, rappresentante del Coordinamento dei Comitati per la Difesa dei Colli Euganei, intervento "La narrazione sulla tutela ambientale dalla Legge di salvaguardia ad oggi”; Efrem Tassinato, giornalista socio Argav, presidente e direttore rdi “Wigwam News”, intervento "Comunicare il rispetto dell’ambiente attraverso i giovani: l’esempio del Premio Wigwam Stampa Italiana – Giovani comunicatori per Comunità resilenti". A coordinare l'incontro sarà Fabrizio Stelluto, giornalista, presidente Argav.

Per il “secondo tempo” ci collegheremo con Marica Furini, dottoressa in Scienze Ambientali
che illustrerà gli interventi agroambientali e i risultati del progetto collettivo Con.Adi.Po.  
coordinato dal Consorzio di bonifica Adige Po (Rovigo).
 
Ad accompagnarci verso il conclusivo momento conviviale, grazie alla disponibilità dell’Associazione dei Circoli Wigwam, sarà quindi la presentazione e degustazione dei vini della cantina Corteros  di Piove di Sacco, introdotta dalla giornalista Giorgia Gay, socia Argav.


I lupi fanno i lupi, e gli umani?

Screenshot
(di Renzo Michieletto, vice presidente Argav). Gridare al lupo non aiuta la verità, per il semplice fatto che il lupo fa il lupo. Casomai, spetta all'uomo sforzarsi di comprenderne il comportamento, visto che negli ultimi due decenni il lupo “si è permesso” di tornare a frequentare alcuni territori del nostro Paese che in passato aveva sempre abitato, ma che - secondo il modo di pensare degli umani - avrebbe dovuto evitare in quanto una convivenza “uomo-lupo” oggi non è più possibile.

Su questo tema, in molti Paesi europei e anche nel Veneto, negli ultimi anni si sono aperte discussioni infinite che hanno visto confrontarsi le tante parti chiamate in causa (amministrazioni nazionali e locali, associazioni animaliste, allevatori, biologi, giornalisti, ecc.), ma che fin qui poco hanno chiarito, complice anche un'azione di informazione e divulgazione spesso confusa e distorta.

Attorno a questi interessanti argomenti si è sviluppato un corso di formazione per giornalisti svoltosi ad Arzerello di Piove di Sacco (Pd),nel Circolo di Campagna Wigwam, organizzato da Wigwam e Argav in collaborazione con l'Ordine Nazionale dei Giornalisti. All'evento sono intervenuti due relatori d'eccezione: la biologa della conservazione Paola Peresin (autrice, tra l'altro, di “Bestiario – Piccolo dizionario per grandi bioequivoci” e il più recente “Il viaggio di Slavc – Errori, bugie, falsi miti e leggende sul lupo”); e il biologo esperto in grandi carnivori Renato Semenzato, abituale ospite della trasmissione di Rai3 Geo sui temi della fauna selvatica.

Cosa significa per il lupo fare il lupo? Per capirlo è sufficiente conoscere quello che è stato lo straordinario viaggio di Slavc (si pronuncia Slauz), un giovane lupo radiocollarato sulle Alpi Dinariche (in Slovenia) nel 2011 che, l'anno seguente, lasciato il branco di origine (la naturale “dispersione” che spinge i soggetti di 1-2 anni a cercare un nuovo territorio e un partner), percorse ben 1.176 chilometri in tre mesi, attraversando un pezzo di Slovenia, Austria e Italia, fermandosi sui monti della Lessinia, in provincia di Verona, dove il lupo mancava da oltre 130 anni.

Come scrive Peresin nel suo libro “Il viaggio di Slavc”: “…..attraversando il confine di tre Stati, Slavc non sta semplicemente cambiando territorio geografico, ma entrando in un universo culturale stratificato da millenni di trasformazioni simboliche, normative, amministrative. Ogni sua impronta sui sentieri alpini riattiva echi di narrazioni ancestrali, ogni predazione documentata riaccende conflitti che affondano le radici in concezioni diverse della natura, della zoologia, della coesistenza”.

In altre parole, Slavc ha semplicemente fatto il lupo, e la biologia, altrettanto semplicemente, ha seguito il suo corso naturale, vale a dire: al momento opportuno il giovane lupo ha lasciato il suo branco d'origine; ha girovagato tra mille pericoli, attraversando nel suo lungo cammino strade e autostrade; ha cacciato e predato quello che gli serviva per sfamarsi; si è fermato quando ha incontrato quella che presto sarebbe diventata la sua partner (e nel veronese il nome affibbiato a questa giovane lupa non poteva che essere Giulietta), una femmina di origine appenninica che aveva raggiunto la Lessinia anch'essa per naturale dispersione. Slavc, il lupo sloveno migrato in Italia, e la sua compagna Giulietta, nel corso di dieci anni (fino al 2022) hanno generato almeno 42 cuccioli, divenendo per alcuni “autentici eroi della natura selvaggia che riconquista i suoi diritti”, e per altri “una minaccia per la civiltà, l'avanguardia di un'invasione che avrebbe messo a rischio la sicurezza delle comunità rurali”.

Non volere il lupo nei paraggi delle malghe alpine dove d'estate si pratica l'allevamento è più che legittimo, ma sorprendersi che questo splendido animale sia tornato ad abitare le nostre montagne è poco plausibile. Non solo. Siccome il lupo fa il lupo e considerato che da animale molto adattabile e resistente quale è riesce a percorrere anche oltre 50 chilometri in una notte, è più che naturale che siano sempre più frequenti le segnalazioni di avvistamenti di lupi in dispersione o di micro branchi anche in pianura (recenti avvistamenti sono stati segnalati nel Veneziano, nel Bbassanese, sui Colli Euganei, sui Monti Berici, nelle golene del Po), dove non mancano le prede da cacciare, a partire dalle nutrie e i cinghiali, responsabili rispettivamente dei ben noti danni alle arginature dei corsi d'acqua e alle colture.

Educare alla selvaticità
. Saper gestire la complessità dei sistemi socio-economici in rapido mutamento, dovuti per esempio ai cambiamenti climatici in corso, ma anche a fenomeni specifici e circoscritti come quelli di cui abbiamo fatto cenno in questo articolo, rappresenta per chi amministra il territorio una grande responsabilità. La presenza dei grandi carnivori (quindi non solo lupi ma anche orsi) nei territori antropizzati dev'essere gestita attraverso la conoscenza scientifica, la formazione e una corretta informazione, proprio per cercare di ridurre al minimo le conflittualità, considerato che nella società della conoscenza, una comunicazione scientifica efficace ed efficiente rappresenta un dovere civico.
La fauna selvatica, che ovviamente comprende anche i grandi carnivori, è stata ormai inglobata in un territorio in rapida e continua trasformazione. Appare pertanto inevitabile dover imparare a conviverci mettendo in campo tutte quelle misure capaci di salvaguardare gli interessi della collettività nel rispetto della fauna selvatica. Per fare questo si deve operare delle scelte oggettive basate sulle evidenze scientifiche, ovvero su quel concetto il cui principio fondamentale è dato dal fatto che tutte le decisioni riguardanti la gestione della fauna selvatica dovrebbero essere prese sulla base di studi fondati sulla ricerca scientifica, selezionati e interpretati secondo criteri ben definiti. Questo perché la presenza diffusa dei grandi predatori necessità appunto di conoscenza, pianificazione, azioni coordinate di prevenzione, di un'efficiente comunicazione e di concreti interventi sul campo.

27 marzo, al circolo di campagna Wigwam di Arzerello di Piove di Sacco (Padova) corso di formazione giornalisti dedicato a: “Alterazione degli habitat naturali e nuove migrazioni, raccontare correttamente la fauna selvatica ai tempi dei cambiamenti climatici”

Venerdì 27 marzo, dalle 18.30 alle 20.30, si svolgerà nel circolo di campagna Wigwam di Arzerello di Piove di Sacco (Padova) il corso di formazione giornalisti organizzato da Org Veneto in collaborazione con Argav dedicato al tema: “Alterazione degli habitat naturali e nuove migrazioni, raccontare correttamente la fauna selvatica ai tempi dei cambiamenti climatici”. Iscrizioni corso entro il 24 marzo sulla piattaforma formazionegiornalisti.it (2 crediti). 

Programma

La riduzione delle risorse spinge la fauna selvatica a condividere sempre più spesso spazi affollati con gli umani. Quindi, raccontare la fauna selvatica richiede competenze che vanno oltre il normale bagaglio giornalistico, acquisendo strumenti per trasformare dati scientifici in notizie comprensibili, senza distorcerne il significato. La scelta delle parole influenza profondamente la percezione pubblica: infatti, esistono termini che evocano scenari non corrispondenti alla realtà ecologica. Il corso intende fornire non solo gli strumenti per riconoscerli e sostituirli, mantenendo l’accuratezza, ma traducendo la complessità biologica in narrazioni accessibili, che distinguano chiaramente tra dati empirici, interpretazioni scientifiche e pregiudizi. Relatori saranno: Renzo Michieletto, giornalista, vicepresidente Argav; Paola Peresin, biologa; Renato Semenzato, biologo; Fabrizio Stelluto, giornalista, presidente ARGAV

 

 

24 ottobre, al Wigwam Arzerello di Piove di Sacco (Padova) il corso di formazione Org Veneto in collaborazione con Argav “Cambiamento climatico, quale futuro per l’agricoltura?”

Venerdì 24 ottobre p.v. al Wigwam Arzerello di Piove di Sacco (Padova), dalle 18.30 alle 20.30 si svolgerà il corso di formazione per giornalisti “Cambiamento climatico, quale futuro per l’agricoltura?” organizzato da Org Veneto in collaborazione con Argav (iscrizioni su piattaforma, 2 crediti).

Partendo dalla condizione idrometeorologica, causata dalla crisi climatica sul Veneto, il corso analizzerà i possibili adattamenti colturali e le loro conseguenze economiche e ambientali. Saranno inoltre presentate due “best practises” legate alla gestione irrigua ed alla sperimentazione sulla rigenerazione dei suoli agricoli.

Relatori

Silvano Bugno, presidente del Consorzio di bonifica Bacchiglione, ricopre il ruolo di segretario di zona presso la Coldiretti Venezia dimostrando passione e interesse per il territorio e le sue criticità. Nazzareno Paganizza, laurea in Ingegneria Civile Idraulica, dal 2018 gli è stato assegnato l’incarico di Dirigente dell’area Tecnica Agraria Ambientale e Manutenzione e caposettore dell’ufficio Impianti Tecnici. A marzo 2024 è stato nominato direttore del Consorzio di bonifica Bacchiglione. Giannandrea Mencini, giornalista pubblicista e scrittore, laureato in Storia contemporanea si occupa di storia dell’ambiente e del territorio. Attualmente è responsabile dell’ufficio stampa e comunicazione nonché specialista ambientale presso l’unità studi e progetti per l’ambiente e territorio di Thetis SpA. Elisa Andreoli, laureata in Scienze ambientali, si occupa di adattamento ai cambiamenti climatici e di permitting ambientale, coordina il progetto SALT per il recupero di terreni agricoli salinizzati attraverso l’integrazione di sensoristica e Nature-Based Solutions. Paolo Ferraresso, presidente del Consorzio di secondo grado Lessinio – Euganeo – Berico, h improntato il suo programma sulla creazione di un rapporto di sinergia e collaborazione con gli Enti che operano nel territorio, per risolvere le varie criticità presenti nella gestione territoriale. Giulia Sofia, ha conseguito un dottorato in Risorse idriche, Conservazione del suolo e Gestione dei bacini idrografici, la sua attività di ricerca si concentra sul telerilevamento, l’analisi digitale del paesaggio e la gestione dell’acqua da diverse prospettive.

Il corso sarà preceduto dalla riunione di Direttivo Argav. Questo l’ordine del Giorno: comunicazioni del Presidente, approvazione verbale precedente, cmunicazioni della Segretaria, domande iscrizioni nuovi soci, Premio ARGAV 2025, programmazione prossime attività, varie ed eventuali

14 aprile, al Wigwam di Arzerello di Piove di Sacco (Padova), corso di formazione giornalisti Org Veneto e Argav dedicato a Bepo Maffioli, primo storico della cucina veneta

Lunedì 14 aprile p.v., dalle 18.30 alle 20.30, si svolgerà nel circolo di campagna Wigwam ad Arzerello di Piove di Sacco (Padova) l’incontro di formazione giornalisti organizzato dall’ORG Veneto in collaborazione con Argav e dedicato a “Bepo Maffioli tra genio creativo e spirito eclettico” (2 crediti formativi, iscrizione piattaforma formazione giornalisti).

Argomento trattato

Giuseppe Maffioli, detto “Bepo” nasceva cento anni fa. Attore, insegnante e giornalista, fu anche il primo storico della cucina veneta. Quando morì a Treviso 40 anni fa, gli è stato intitolato l’Istituto alberghiero di Castefranco Veneto. La sua opera è un’eredità da riscoprire e valorizzare. Lo faremo con i relatori del corso che tratteranno la figura di Bepo Maffioli da diversi punti di visita (Giornalista e maestro elementare attento agli emarginati; lo storico della cucina; attore ed autore televisivo: un eclettico genio dimenticato; una figura della cultura veneta da riscoprire).

A moderare l’incontro sarà il presidente Argav Fabrizio Stelluto; seguiranno gli interventi di Renato Malaman, giornalista, socio Argav; Celeste Tonon, ristoratore; Angelo Squizzato, giornalista; Annibale Toffolo, editore.

21 marzo 2025, al Wigwam di Arzerello di Piove di Sacco (Padova) incontro Argav dedicato al cammino “La via degli dei”. Al termine, terzo tempo enogastronomico con gli specialisti di mozzarelle in carrozza e Vespaiolo

Camminare immersi nella natura fa bene alla salute e rafforza lo spirito. Per questi e mille altri motivi, i cammini – siano essi a carattere spirituale, naturalistico o sportivo -, sono aumentati in maniera esponenziale nel corso degli ultimi anni, non solo in Italia.

Uno dei cammini più frequentati è “La via degli dei”, antico sentiero che attraversa l’Appennino Tosco-Emiliano collegando Bologna a Firenze. A parlarne, con video e immagini, venerdì 21 marzo dalle 18.30 alle 20.30 al Wigwam di Arzerello di Piove di Sacco (Padova) sarà il vice presidente Argav Renzo Michieletto insieme a due suoi amici di Mestre (Venezia), che la scorsa estate hanno sperimentato questo percorso. A introdurre la serata sarà il presidente Argav Fabrizio Stelluto.

Al termine dell’incontro, si terrà il consueto “terzo tempo” organizzato per la serata dal consigliere Argav Gian Omar Bison. Saranno quindi ospiti Laura Torchiaro e Marco di Nicola, rispettivamente titolare e direttore commerciale di Cocai Food, specialisti della mozzarella in carrozza (http://www.cocai.food), Thomas Conzato, vignaiolo esploratore di Breganze e (Vicenza) e Bernardo Pasquali, giornalista ed esperto gastronomo. Partecipazione su prenotazione fino a esaurimento posti whatsapp 333-3938555, email arzerello@wigwam.it

Una Pac nazionalista? La nuova politica agricola europea 2023-2027 più centralista che regionale, per quella del futuro bisognerà attendere i risultati delle prossime elezioni europee

giancarlo_orsingher_argav_trentino(di Mattia Frizzera, giornalista socio Argav). Nonostante l’impegno degli eurodeputati Dorfmann e De Castro la Pac 2023-2027 è stata centralizzata a livello nazionale e sono venuti a mancare gli elementi di specificità regionali. La prossima Pac 2028-2033 si orienterà in base a quelli che saranno i risultati elettorali che emergeranno dalla chiamata alle urne per il Parlamento europeo dell’8 e 9 giugno 2024. Questi gli aspetti principali emersi il 31 maggio 2024 durante l’incontro di formazione giornalisti organizzato dall’Odg Veneto in collaborazione con Argav, su proposta del vice presidente Giancarlo Orsingher, giornalista trentino (in alto nella foto Mattia Frizzera) al circolo WigWam di Piove di Sacco (Padova).

La prima relazione è stata quella di Angelo Frascarelli, docente dell’Università di Perugia. Nel 1992 si è cominciato a parlare di qualità dei prodotti agricoli nella pac. Nel 1999 si introduce secondo pilastro, aumentare la coesione nelle aree rurali. La Pac ha un terzo circa del bilancio europeo assieme a sviluppo rurale e ambiente. Gli agricoltori con le loro proteste hanno chiesto garanzie prezzi, limitazione importazioni, abbandono visione troppo green della politica europea. Siamo all’undicesima fase della Pac, nata nel 1962, questa fase è stata discussa per sei anni ed approvata a larghissima maggioranza. Precorso lungo e difficile perché è una politica multiobiettivo, economico-ambientale-sociale.

Non si giustifica una Pac solo per l’agricoltura, ma multiobiettivo. Ci sono cinque sostegni al reddito, per la sostenibilità. Condizionalità rafforzata. C’è anche una condizionalità sociale, che prevede rispetto dei contratti con i lavoratori. Valorizzazione di aree di biodiversità, con una percentuale di aree a riposo. Da una parte vengono sostenuti i redditi. In Italia il 28% del reddito degli agricoltori viene dal sostegno europeo. Dal 15 marzo 2024 è partita una riforma della Pac, appena un anno dopo entrata in vigore, con esenzione dei vincoli ambientali per i piccoli agricoltori. Durante il dibattito fra il 2017 ed il 2020 si è parlato soprattutto di difesa del budget, con maggiori compromessi quindi in favore di aspetti ambientali e sociali. Le proteste degli agricoltori riguardavano anche il contesto di forte incertezza e cambiamento. In Italia ed Europa non ci sono problemi di approvvigionamento alimentare. Europa ha superato 200 miliardi di euro di export di prodotti alimentari. I problemi riguardano la grande volatilità dei prezziLa politica può aiutare gli agricoltori ad avere più potere all’interno della filiera. La sensibilità dei cittadini indirizzerà le proposte sulla Pac 2028-2033. Un obiettivo trasversale Pac è legato a innovazione e conoscenza. In Italia parliamo troppo poco di ricerca in agricoltura, difendiamo le colture con nuovi mezzi. Ricerca finanziata da Horizon, la Pac finanzia trasferimento ricerca alle imprese.

A seguire c’è stato l’intervento di Alberto Giacomoni, dirigente politiche sviluppo rurale Provincia di Trento. Elementi di economia circolare e agricoltura sostenibile, a partire da delibera provinciale del 26 agosto 2022. Valorizzazione e mantenimento della zootecnia, mantenendo razze autoctone (grigia e Rendena). C’è premio per lo sfalcio dei prati, aiuto perché le malghe vengano monticate. Obiettivo consolidare filiera di trasformazione dando enfasi a strutture che usano prodotti a km zero. Sostegno dell’agricoltura biologica negli alpeggi. Nuova misura prevede investimento su mitigazione cambiamenti climatici e benessere degli animali. Finanziamento aggregazioni enti di ricerca, agricoltori, consumatori. Tre interventi con il settore foreste: infrastrutture, imprese agroforestali, recupero di pascoli. Più del 60% dei fondi è dedicato a interventi che hanno prevalenza ambientale.

L’incontro di formazione è terminato con l’intervento di Franco Contarini, direttore Feasr (Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale) Veneto. Nel 2025 finirà la vecchia Pac. In Veneto ci sono 83mila aziende agricole, 412mila ettari di superficie forestale. La dotazione veneta è di 824milioni di euro, 44 interventi. Le priorità sono giovani, sostenibilità ambientale, innovazione, vivibilità dei territori, fragilità, focalizzazione. La voce maggiore sono 314milioni di euro per investimenti in irrigazione, 47milioni per assistenza tecnica e trasferimento informazioni. 

L’appuntamento si è concluso con la presentazione dell’Unione dei comuni dell’Alta Padovana, il Camposampierese. Una zona abitata da 88mila persone, con 800mila passaggi in bicicletta sul territorio e l’idea condivisa di creare uno sportello turistico ed uno legato alla ricerca di progetti europei.

Articolo già pubblicato dall’autore l’1/6/24 nel sito Salto.bz 

19 aprile 2024, corso di formazione giornalisti Odg Veneto in collaborazione con Argav al Wigwam di Arzerello (PD) sulla nuova narrazione del vino tra edonismo e spiritualità

Vino con grappolo

Venerdì 19 aprile 2024, dalle 18.30 alle 20.30, nel circolo di campagna Wigwam ad Arzerello di Piove di Sacco (PD), in via Porto 8, si terrà il corso di formazione giornalisti organizzato da Odg Veneto in collaborazione con Argav dal tema “L’andamento del mercato del vino e i nuovi modelli di consumo tra storia e prospettiva. La nuova narrazione del vino tra edonismo e spiritualità”, iscrizione piattaforma formazione giornalisti entro il 17 aprile 2024 (2 crediti).

Il settore internazionale del vino sta affrontando una sfida nuova che nasce dai nuovi e diversi modelli di consumo e di abbinamento col cibo delle bevande, alcoliche e non, in particolare guardando alle giovani generazioni. Come impatta tutto ciò nei mercati internazionali e come sta andando e dove sta guardando il settore del vino italiano e veneto? Come è cambiato il consumo e l’approccio al vino e quali i cambiamenti storici, sociali e di costume? Come deve adeguarsi l’informazione agroalimentare ed enogastronomica agli albori di un nuovo e diverso modello di narrazione.

Relatori. Gian Omar Bison, giornalista, consigliere nazionale Unarga e membro del direttivo Argav; Danilo Gasparini, professore di Storia dell’agricoltura, Storia dell’alimentazione, cibo e globalizzazione e Storia e cultura del cibo all’Università di Padova; Gianpaolo Breda, presidente Associazione Italiana Sommerlier Veneto; Angelo Peretti, giornalista, autore del libro “Esercizi spirituali per bevitori di vino”; Dom Stefano Visintin, abate di Praglia, professore di Teologia Fondamentale al Pontificio Ateneo Sant’Anselmo (Roma).

22 marzo, al Wigwam di Arzerello di Piove di Sacco (PD) il corso di formazione giornalisti Odg in collaborazione con Argav dedicato alla salvaguardia di animali e piante venete a rischio estinzione

Logo Bionet 2017Si intitola “Razze animali e varietà vegetali venete a rischio di estinzione. Strategie per la loro salvaguardia” il corso di formazione organizzato dall’Ordine dei giornalisti del Veneto in collaborazione con Argav al circolo di campagna Wigwam ad Arzerello di Piove di Sacco (PD) dalle 18:30 alle 20:30. Per accedere al corso, che dà diritto a 2 crediti, bisogna iscriversi nel portale di formazione giornalisti entro il 20/03/2024.

Programma. Nel Veneto, grazie al programma Bionet, è stata istituita una rete regionale per la biodiversità di interesse agrario e alimentare. Tra le priorità dell’iniziativa vi è la conservazione delle risorse genetiche locali di interesse agrario e alimentare a rischio di estinzione o erosione genetica, nonché la loro registrazione negli appositi registri. Il corso presenterà i più importanti risultati raggiunti. Relatori: Renzo Michieletto, vice presidente Argav; Alberto Sartori, U.C. Biodiversità Agraria di Veneto Agricoltura; Michele Giannini, direttore di U.O. Colture Specializzate e Agroalimentari di Veneto Agricoltura.

Venerdì 23 febbraio, corso di formazione giornalisti Odg Veneto organizzato in collaborazione con Argav al Wigwam di Arzerello di Piove di Sacco (PD), tema “Alberi e sicurezza pubblica: verità e false notizie”

Alberi cittàVenerdì 23 febbraio al circolo di campagna Wigwam ad Arzerello di Piove di Sacco (PD), si svolgerà dalle 18:30 alle 20:30 il corso di formazione giornalisti Odg Veneto organizzato in collaborazione con Argav e in particolare del consigliere Alessandro Bedin, che sarà tra i relatori al corso (2 crediti, iscrizioni entro il 21/2/24 sulla piattaforma dedicata alla formazione dei giornalisti). Tema dell’incontro: “Alberi e sicurezza pubblica:verità e false notizie”.

Gli alberi in città hanno un ambiente ostile e difficile e spesso sono visti solamente come un problema, soprattutto in tempo di cambiamenti climatici, dove gli eventi meteo estremi si sono moltiplicati. Gli alberi sono spesso considerati pericolosi per la loro altezza ed esiste una percezione negativa, dovuta a pregiudizi, dimenticando gli innumerevoli benefici ambientali soprattutto in città. Il corso propone un percorso di conoscenza su questi esseri viventi così importanti e sulle condizioni per una loro crescita sana e produttiva per offrirci i migliori servizi ecosistemici.

RelatoriOre 18.25 – Saluti: Giuliano Gargano – presidente Ordine Giornalisti Veneto. 18.30 – 18.45  “L’importanza della formazione giornalistica per la ricerca della veridicità nelle informazioni ambientali” Fabrizio Stelluto, presidente Argav e Vice Presidente Unarga. 18.45 – 19.20 “Gli alberi in città: le Zone di pertinenza (Zpa) ed il loro corretto impianto” Alessandro Bedin, dottore forestale, delegato veneto Pubblici Giardini, componente direttivo Argav. 19.20 – 19.50 “La fauna urbana” Flavio Pompele, arboricoltore. 19.50-20.30 “Fisiologia degli alberi: come reagiscono in caso di danni, quando diventano pericolosi e come intervenire per prevenire conseguenze a persone e/o cose ” Claudia Alzetta, dottore forestale, consigliere delegazione veneta Pubblici Giardini.