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Giardino Vegetazionale Astego: un luogo didattico di immersione nella natura. Giovedì 27 giugno, Veneto Agricoltura ne festeggia l’anniversario con una visita guidata in gruppo

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(di Alessandro Bedin, consigliere Argav) Sabato 8 giugno scorso i soci Argav hanno visitato il Giardino Vegetazionale Astego di Veneto Agricoltura in via Valderoa, 34 a Pieve del Grappa (TV). Un luogo speciale, da scoprire, vivere, conoscere. Su un ex vivaio della forestale istituito nel 1920 per ricostruire il patrimonio arboreo perduto con il Primo conflitto Mondiale, arricchitosi poi nel 2000 della funzione divulgativa e didattica naturalistica, formato da una sequenza di gradoni, sono stati ricostruiti gli ambienti vegetazionali tipici del nostro ambiente, dalla pianura alla montagna, che si possono osservare scendendo questa gradonata verde.

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Uno strumento di didattica ambientale che aiuta i ragazzi a sviluppare i sensi a contatto con la natura e apprezzare la flora e la fauna. Ci hanno accolti Dario Dalla Zuanna e Alessandro Manera di Veneto Agricoltura e Claudio Mistura, di Salvatica, l’associazione che anima il Giardino con visite e laboratori didattici. Con grande professionalità e passione ci hanno accompagnati in una visita affascinante e intensa. Dalla casa degli insetti che accoglie i visitatori all’ingresso, all’aula didattica di dendrologia (studio botanico delle piante legnose); dal giardino roccioso che richiama il vicino Massiccio del Monte Grappa, ai vari ambienti naturali (il bosco planiziale, il querceto, il lariceto, l’abieteto, lafaggeta montana, il roseto, il tiglio gigante) ma anche quelli artificiali realizzati con i nostri giardini, come il labirinto. Considerata la vicinanza con il museo Gypsotheca di Antonio Canova, il memoriale Brion di Carlo Scarpa, il borgo di Bassano del Grappa e il sacrario militare del Montegrappa, il Giardino Vegetazionale Astego si inserisce perfettamente in un tour storico-culturale di prim’ordine nel cuore del Veneto.

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Giovedì 27 giugno 2024 alle ore 10 Veneto Agricoltura ne celebra l’anniversario con una visita guidata in gruppo e rinfresco a buffet.

All’insegna del motto “Golosi di natura” (23 giugno-20 ottobre) cinque camminate guidate in Valsugana per gustare la biodiversità rurale delle Rete di Riserve del Brenta (Trento)

Golosi-di-Natura-2024_copertina-1024x717Il nostro vice presidente Giancarlo Orsingher ci rende partecipi di una bellissima iniziativa che si svolgerà tra questa estate e l’autunno, “Golosi di natura”, organizzata dalla Rete di Riserve del Brenta (Trento) in collaborazione con La Campirlota – Narratori di territorio e piccoli contadini per consentire di apprezzare, in tutti i sensi, la biodiversità rurale e incontrare i piccoli produttori del territorio attraverso 5 camminate guidate in programma dal 23 giugno al 20 ottobre 2024.

23 giugno, “Si fa presto a dire…pera”, Altopiano della Vigolana, ore 10-18. Pere antiche, giovani agricoltori e un territorio da riscoprire. Si andrà alla scoperta di vecchi alberi da frutto e di nuovi progetti agricoli che preservano la biodiversità, con la visita alle aziende agricole Ca’ dei Baghi e La Contea e una chiacchierata con gli amici dell’associazione La Pimpinella.

6 luglio, “Metti una sera in malga”, Roncegno-Ronchi, ore 15-20. Un formaggio di malga racchiude una quantità immensa di erbe e fiori di montagna che esistono solo grazie all’antica pratica dell’alpeggio. In cammino, se ne parlerà con Francesco Gubert, scoprendo la realtà di piccole e coraggiose malghe.

11 agosto, “Di vini, terrazzi e tenacia”, Colle di Tenna, ore 16–20. Dedizione, fatica, e un po’ di cocciutaggine. Ecco gli ingredienti speciali dei vini prodotti da Michele Sartori, su terrazzamenti sottratti al bosco, là dove la viticoltura ha radici profonde. Se ne parlerà con Michele, Melissa Scommegna e Fabio Zottele, in cammino e davanti a un buon calice di vino.

8 settembre, “Le chiacchiere non danno farina”, Grigno, ore 10–18.  La coltivazione dei cereali è forse la pratica più antica della storia dell’agricoltura. Nel secolo scorso in Trentino è andata quasi a sparire, ma il gruppo di visionari di Selva Green e il giovanissimo Daniele di El Pizo stanno provando a invertire la rotta. In cammino, se parlerà con loro di biodiversità e cibo sano.

20 ottobre, “Maestri di generosità”, Torcegno-Telve di Sopra, ore 14.30–18.30. Il castagno è l’emblema della generosità: regala così tanto, chiedendo in cambio solo un po’ di cure e di rispetto. Si camminerà tra i maestosi castagneti di Telve insieme a Linda Martinello, laureata in Scienze ambientali, e a suo fratello Christian, apicoltore e castanicoltore, lasciandosi ispirare dalle suggestioni filosofiche di Lucia Ferrai. Ulteriori informazioni: info@lacampirlota.it e 349 5805345 (Elisa Travaglia) – whatsapp o sms https://www.reteriservebrenta.it  

lacampirlota.it

 

27 e 28 aprile 2024, debutta “Go to Veneto”, primo evento di degustazione organizzato dal Coordinamento regionale Strade del vino

GoToVeneto_2_lowQuale modo migliore per scoprire i vini e le attrazioni dell’enoturismo in Veneto se non quello di percorrere le sue iconiche Strade? “Go To Veneto”, al suo debutto nel prossimo fine settimana, è la prima manifestazione interamente ideata e organizzata dal Coordinamento regionale delle Strade del vino e sapori del Veneto. Si tratta, dunque, di un tour on the road che va alla scoperta non solo di vini da degustare ma anche di zone geografiche da conoscere e di vitigni da esplorare, di patrimonio culturale e naturalistico da visitare.

Due tipologie di biglietto, acquistabile solo on line. La kermesse enogastronomici si svolgerà sabato 27 e domenica 28 aprile. Nella due giorni, una selezione di cantine e aziende agricole dei territori ricadenti nelle Strade del vino e dei sapori apriranno le porte al pubblico per far degustare i propri prodotti e per dare la possibilità di una visita guidata. Ci saranno due tipologie di biglietto (la singola giornata 20 euro; l’intero weekend 35). L’acquisto è possibile solo on line, attraverso il sito Eventbrite al link https://bit.ly/3xkdQH1.

Programma sabato 27 aprile. Strada del prosecco e vini dei colli Conegliano Valdobbiadene, cantine partecipanti: Andreola, Bacio delle Luna, Bival, Cal Monda, Drusian, Merotto Spazio-Enoteca, Somasòt, Villa Maria Spumanti. Strada del radicchio rosso di Treviso e variegato di Castelfranco, cantine partecipanti: Castello di Roncade, Vini Marocchesa, Azienda Agricola Ca’ Mauro, Terre Grosse. Strada del riso vialone nano Igp, aziende partecipanti: il BIO Associazione Antiche Contrade & Coop agricola Cà Magre Molino Novo, Azienda Agricola Riseria Baschirotto. Strada del vino Asolo Montello, cantine partecipanti: Soc. Agr. Colli Asolani, Az. Ghisolana, Az. Agricola Cirotto, Az. Agricola Villa di Maser. Strada del vino Lessini Durello, cantine partecipanti: Ca’ Rugate, Cantina di Gambellara. Strada del vino Soave, cantine partecipanti: Tenuta Coffele, Vicentini Agostino, Ca’ Rugate, Corte Mainente. Strada del vino Valpolicella, cantine partecipanti: Nepos Villae, Flatio, Tenute Fasoli Lorena, Mizzon.

Programma domenica 28 aprile. Strada del prosecco e vini dei colli Conegliano Valdobbiadene, cantine partecipanti: Bortolomiol, Cantina Fasol Menin, Col De Roer, Gli Allori, Il Colle, La Casa Vecchia, La Svolta, Toffoli. Strada del radicchio rosso di Treviso e variegato di Castelfranco, cantine partecipanti: Vini Marocchesa, Azienda Agricola Ca’ Mauro, Terre Grosse. Strada del riso vialone nano Igp, aziende partecipanti: Antica Riseria Ferron, Riseria Bragantini. Strada del vino Asolo Montello, cantine partecipanti: Soc. agr. Colli Asolani, Az. Ghisolana, Az. Agricola Rech Simone, Az. Agricola Cirotto, Az. Agricola Villa di Maser. Strada del vino Valpolicella, cantine partecipanti: Marco Cottini, La Dama, Corte Martini, Le Bignele, Ilatium Morini.

Promozione coordinata. “Go to Veneto è un evento che ho fortemente voluto e realizzato in collaborazione con la Regione – afferma il presidente regionale del Coordinamento e presidente della Strada del prosecco Isidoro Rebuli – e che contribuirà a stimolare e valorizzare la promozione sostenibile del paesaggio, della sua storia, delle sue tradizioni e naturalmente dei suoi prodotti tipici attraverso un’offerta turistica integrata, e per la prima volta, coordinata”.

Fonte: Servizio stampa Coordinamento regionale delle Strade del vino e dei prodotti tipici del Veneto

44^ rassegna gastronomica dell’Asparago bianco di Bassano Dop: fino al 13 giugno 2024, possibilità di gustare il prelibato germoglio negli esercizi lungo la Strada dell’asparago

L'asparago DOP di Bassano è anche protagonista di una rassegna gastronomica(di Marina Meneguzzi, consigliere Argav) Da San Giuseppe (19 marzo) a Sant’Antonio (13 giugno): è fra le due celeberrime ricorrenze di Santi che cade, bizze del meteo permettendo, il periodo di produzione e raccolta quotidiana dell’asparago bianco di Bassano del Grappa Dop, prelibato germoglio che viene coltivato lungo la Strada dell’asparago, ossia il tratto di Pedemontana comprensivo dei 10 Comuni che dal 2007 rientrano nella denominazione di origine protetta (Bassano del Grappa, Cassola, Cartigliano, Marostica, Mussolente, Pove del Grappa, Romano d’Ezzelino, Rosà, Rossano Veneto e Tezze sul Brenta). Nello stesso periodo di tempo, ristoranti, trattorie, bistrò, pizzerie e persino una gelateria dislocati nel territorio della Dop, consentono agli appassionati del “Re bianco” di Bassano di assaporarlo in tante interpretazioni e consistenze offerte in menu degustazione sempre disponibili o in specifiche cene di gala in occasione della 44^ edizione della rassegna gastronomica dedicata al prezioso ortaggio e organizzata da Confcommercio mandamento di Bassano del Grappa. Non solo. I tipici mazzi da 1 kg o 1,5 kg legati con un ramoscello di salice o vimini (in dialetto veneto stroppa) dal quale pende il bollino con il marchio di riconoscimento, si possono anche acquistare nelle bancarelle di vendita che si susseguono lungo la Strada dell’asparago (info esercizi e date eventi bassanodascoprire.eu).

Il presidente del Consorzio di Tutela Paolo Brotto

Tutti i numeri della Dop. L’asparago bianco di Bassano Dop nasce sotto cumuli di terreno sabbioso coperto da teli per impedire la fotosintesi clorofilliana e farlo rimanere nel suo splendido candore. “Da disciplinare, la Denominazione di origine protetta impone le caratteristiche estetiche che devono possedere gli asparagi di Bassano – spiega il giovane presidente del Consorzio di Tutela (asparagobassano.it), il quarantenne Paolo Brotto (nella foto in alto, credits Germana Cabrelle). Innanzitutto devono essere assolutamente di colore bianco, ben formati, dritti, interi e con apice serrato, teneri e non legnosi, di aspetto e odore freschi, privi di sapori estranei e con delle dimensioni ben precise”. La Dop si compone oggi di quaranta coltivatori certificati per una ventina di ettari di asparagiaie che forniscono, mediamente, 600 quintali di asparagi all’anno. Questa tipologia di asparago ha proprietà nutrizionali notevoli: i germogli contengono moltissimo potassio e risultano benefici per il cuore e la salute dei muscoli, oltre ad avere effetti depurativi e diuretici che si manifestano con la comparsa del tipico odore nelle urine.

Alle spalle, una storia gastronomica di cinque secoliLe particolarità principali della varietà di asparago Dop bassanese sono la tenerezza, il gusto delicato e la possibilità di prepararlo in molte versioni: dal tradizionale piatto di asparagi lessati con le uova, di cui suggeriamo poi la ricetta per prepararli in 25 minuti, al risotto, dalla vellutata alla pizza, dalla tempura al gelato. Il miglior abbinamento in tavola con il vino resta territorialmente in Veneto e nel vicentino, accordando la preferenza al Vespaiolo di Breganze. Ovi e spàrasi è il piatto che tradizionalmente in Veneto va per la maggiore e che è quasi d’obbligo consumare in famiglia o tra amici. Per 4 persone ci vogliono 2 kg di asparagi bianchi di Bassano Dop, uova fresche di gallina. Per la preparazione, si taglia la parte sottostante dura dell’asparago. In una pentola capiente si fa bollire dell’acqua, salandola e immergendovi gli asparagi, cuocendoli coperti per circa 20 minuti. Nel contempo, si cuociono le uova in acqua bollente per circa 5 minuti (barzotte). Dopodiché si tolgono gli asparagi dall’acqua, adagiandoli in un piatto e servendoli con 2 uova intere a persona. Condire con olio extra vergine di oliva, sale, pepe e aceto.

Tour della città. L’assaggio delle specialità a base di asparago di Bassano Dop nelle località della Strada consente la visita alle principali testimonianze culturali del luogo: dalla visita al Museo Civico (fra i più antichi del Veneto) ospitato nell’ex convento dei frati francescani con il bellissimo chiostro e un’ala interna dedicata allo scultore neoclassico Antonio Canova (museibassano.it) alla salita alla Torre Civica con l’orologio dalla cui sommità (43 metri) si ammira un bellissimo panorama alla passeggiata lungo lo storico Ponte degli Alpini, opera in legno dell’architetto cinquecentesco Andrea Palladio e simbolo di Bassano del Grappa.

Asparagi DOP sul Ponte di Bassano

A Verona nasce la prima equivia dei Forti, iniziativa che vede collaborare Fieracavalli (9-12 novembre) e Comune scaligero, nell’ambito del progetto Smart Verona, città patrimonio Unesco

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Il cavallo esce dalla fiera e arriva in città. Fieracavalli, che aprirà a Verona Fiere giovedì 9 novembre per protrarsi fino a domenica 12 novembre, e il Comune di Verona lanciano il progetto dell’equivia dei Forti, un itinerario pensato per far scoprire le bellezze della città patrimonio mondiale UNESCO da una prospettiva diversa, quella del cavallo, attraverso il circuito del turismo lento.  L’iniziativa si inserisce nelle attività di “Smart Verona, città Patrimonio Mondiale Unesco”, promosso dall’assessorato alla Cultura, Turismo e ai Rapporti con l’Unesco del Comune di Verona – ed ora curato dalla Direzione Cultura Turismo Spettacolo, ufficio Conservazione e valorizzazione sito Unesco e Cinta Muraria – nell’ambito delle iniziative del Ministero del Turismo volte alla valorizzazione dei comuni a vocazione turistico-culturale nei siti riconosciuti dall’Unesco.

I percorsi dell’equivia dei Forti saranno operativi nel 2024 e proporranno tre diversi itinerari, per un’offerta mirata a far conoscere al meglio Verona, il suo territorio e il suo patrimonio storico-culturale.
“Una proposta che arricchisce i percorsi di visita cittadini, un unicum a livello nazionale che porterà a Verona un nuovo percorso legato all’ippica che unisce sport, natura e turismo lento – afferma l’assessora alla Cultura e al Patrimonio Unesco Marta Ugolini –. Un progetto frutto di un lavoro di squadra che trova in Fieravacalli un partner d’eccezione”. “Da 125 anni, Verona e la sua fiera scrivono la storia del mondo del cavallo, promuovendone la figura come elemento di passione e attività economica – ha detto il presidente di Veronafiere Federico Bricolo –. La creazione di nuove equivie sul territorio rafforza il ruolo di Verona come “città del cavallo” e ne valorizza la vocazione turistica”.

Tre percorsi. La nuova ippovia dei Forti, potenziata rispetto a quella già esistente nella mappatura, nella presenza di punti ristoro e nell’installazione – lungo il percorso – di capannine di riparo per i cavalli con anelli di fissaggio, lunghine e abbeveratoi, si sviluppa in tre percorsi, diversi ma concatenati, che uniscono le mura scaligere delle Torricelle e la dorsale urbana dei bastioni, collegando idealmente tutti i luoghi dove sorgevano i forti di origine asburgica della città. Nel percorso di pianura, i 4 forti di Parona, Chievo, Lugagnano e Gisella sono uniti da una linea di percorso lunga 15,3 km per 3,5 ore di tempo di percorrenza mentre; nel percorso di collina, il viaggio a cavallo unisce i 3 forti di San Mattia, San Leonardo (oggi Santuario della Madonna di Lourdes) e il Forte Santa Sofia per 20 km e circa tre ore di percorrenza. Questi due tracciati si aggiungono all’Equivia Urbana, inaugurata a Fieracavalli nel 2019, che si estende per circa 14,6 km, dai bastioni di San Zeno, Castel Vecchio e Piazza Bra, seguendo la riva del fiume. Punto di partenza di tutte le equivie è sempre Corte Molon, dove ha sede il cuore operativo di tutti i progetti di equiturismo e ippoterapia di Fieracavalli, che mette a disposizione anche per i cavalieri indipendenti, parcheggi per i mezzi degli escursionisti e dei loro cavalli.

Fonte: Servizio stampa Veronafiere

Metti un giorno i soci Argav in visita nel Vittoriese, tra prosecco “celestiale”, grotte, vetri d’arte e mercato agricolo

Suore monastero produttore prosecco

(testo e foto di Romina Gobbo, consigliere Argav) Dove vai se il sabato mattina vuoi fare una gitarella fuori porta? A Vittorio Veneto, in provincia di Treviso. Al monastero cistercense dei santi Gervasio e Protasio in località San Giacomo di Veglia. Corre voce che le 18 monache producano il miglior nettare di Dio che si produce in Veneto: l’unico prosecco d’abbazia, rigorosamente Docg. E vorrei anche vedere. Se non qui, dove?

Soci Argav visita monastero suoreIl costo della vita è aumentato per tutti. Lo sa bene la madre badessa, suor Aline Ghannachi Pereira, 38 anni, laurea in Business Administration, brasiliana, occhi blu ben spalancati sul mondo, perché clausura non vuol dire morte civile. Accanto a lei, la priora, suor Maria Paola Dal Zotto, 74 anni a cui si deve la cura della vigna. Suor Aline, giovane d’età, entrata in convento a vent’anni, e il suo braccio destro, suor Maria Paola, giovane di vocazione, entrata in convento a cinquantadue anni, assieme ad altre sorelle, sabato 7 ottobre, hanno aperto le porte alla delegazione Argav, guidata da Fabrizio Stelluto, per raccontare la loro attività di produzione di vino. Non sarebbe stata possibile senza l’aiuto di Sarah Dei Tos, titolare de “La Vigna di Sarah”, brillante imprenditrice vitivinicola, che ha avviato esperienze originali, come la vendemmia notturna.

suore con vigna di sarahL’incontro tra Sarah e suor Aline è singolare. «Mi dicono che c’è una ragazza che mi aspetta al parlatorio – racconta suor Aline -. Vado, convinta che volesse “provare” il convento, non sapendo che aveva già due figli. Infatti, voleva solo conoscermi. Chiacchierando, le dissi che avevamo una vecchia vigna di glera, è cominciato tutto così, due anni fa. Oggi abbiamo un vigneto di 6.000 mq che produce circa 5.000 bottiglie l’anno. Se Dio vuole, conduce lui». Per chi non lo sapesse, l’ordine cistercense fu fondato nel 1098 in Borgogna, dal desiderio di Roberto di Molesme di tornare alla regola di san Benedetto e al lavoro manuale.

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Suora con api

L’ora et labora dalle suore di Vittorio Veneto viene declinato in vari modi: aloe, oli essenziali, unguenti, miele, cera d’api, allevamento di conigli e poi rammendo per i conventi, produzione di ostie per le parrocchie, e l’orto, che curano assieme ai ragazzi con sindrome di down della cooperativa “Terra fertile”. Al monastero vittoriese, le cui origini risalgono al 1909, spiritualità e praticità non sono in contrapposizione. Le suore non possono uscire, mentre i loro prodotti sì, così come la loro storia che è giusto far conoscere.Soci Argav con suora serra

Ma la giornata non è finita. È tempo di un bel tagliere e della degustazione dei vini della vitivinicola Barazza, nell’annesso agriturismo Borgo Portinor, in località Cappella Maggiore, alle porte di Vittorio Veneto. Accompagnata da Flavio Cilla e con la sorpresa dell’accoglienza della sindaca Mariarosa Barazza, la delegazione ha vissuto un momento magico per le papille gustative.

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Grotte Caglieron sociArgav

E vai di prosciutto, e vai di salame, e vai di formaggio, quattro passi sono d’obbligo. Il parco grotte del Caglieron, a Fregona, sempre nei dintorni della città medaglia d’oro al valor militare, è la meta ideale. Escursioni per tutte le gambe. Anche per quelle traballanti dopo il buon bere.

Romina grotte CaglieronIl ritorno a Cappella Maggiore riserva ancora sorprese. Il laboratorio di vetro artistico di Elisa Cillo è un bijoux: vetrate personalizzate, sculture da parete, vasi, bicchieri, oggettistica. La chicca sono le piastrelle in vetro di Murano, meravigliosi inserti per i parquet. Così come chicche – ma di altro genere – sono i prodotti del mercato agricolo “La Mattarella”. Tutti i sabati, vento, pioggia, o neve, dalle 14.30 alle 17.30, i produttori locali vendono verdure formaggi, ma anche pane, olio, uova, miele e frutta di stagione. Tra questo ben di Dio – e così ritorniamo al protagonista della giornata – la gita Argav si conclude. Chi ha partecipato è stato soddisfatto, chi è mancato, ha commesso peccato. Da parte mia, coordinatrice della giornata, e cronista non per caso, è tutto.

Alto Vicentino/3. Visita a Marostica, la città di Prospero Alpini (1553-1616), che per primo fece conoscere in Europa la pianta del caffè 

Marostica3(di Marina Meneguzzi, consigliere Argav) Il racconto della visita dei soci Argav nell’Alto Vicentino – breve, parziale ma intensa – effettuata lo scorso 10 giugno si conclude dove avevamo invece iniziato, con il tour del centro storico di Marostica, in compagnia di Ornella Minuzzo, dell’associazione “Terra e Vita”.

La città degli scacchi. Con poco più di 14 mila abitanti, Marostica vanta origini antiche, ma è durante la dominazione degli Scaligeri (1311-1387), la dinastia che governò Verona per oltre cent’anni, che acquistò prestigio. Dal 1387 fino al 1404 passò sotto il dominio milanese di Gian Galeazzo Visconti, poi divenne un possedimento della Serenissima fino al 1797. Quattro porte d’ingresso al centro storico, 24 torricelle d’avvistamento e una possente cinta muraria lunga circa 1800 metri che collega i due castelli medievali – il camminamento di ronda consente una spettacolare panoramica sulla città murata – sono tutto ciò che oggi rimane dei secoli in cui la zona fu contesa da Vicenza e le Signorie limitrofe. E’ nota in tutto il mondo per la partita a scacchi con pedine viventi che si svolge in piazza Castello, dotata nel 1460 dai veneziani di un lastricato, detto il “liston”, su cui nel 1954 venne inserita la grande scacchiera per la rinomata partita a scacchi che si tiene, ogni due anni e negli anni pari, il secondo fine settimana di settembre (ven-sab-dom). Una tradizione iniziata nel 1923, che si vuole ispirata ad un evento cavalleresco occorso nel 1454, e che oggi coinvolge oltre cinquecento figuranti.

Tra le testimonianze storico culturali presenti ricordiamo alcune chiese: quella di Sant’Antonio abate fu fondata nel 1383 dagli Scaligeri e custodisce una preziosa pala d’altare opera dei Da Ponte. Ha un chiostro francescano del ‘400 e una torre campanaria di origine romana. La chiesa del Carmine, edificata per volontà della comunità tra il 1618 e il 1619, ha una facciata in stile barocco, un’aula unica di forma quadrata e affreschi soffittali del Graziani. La precede una scenica scalinata. Dalla chiesa dei Carmini, parte un sentiero panoramico, totalmente selciato e servito di luce e acqua potabile, che si snoda lungo parco Salin e raggiunge il Castello Superiore superando un dislivello di 133 metri. Il Castello Superiore, con fondazioni di origine romana, venne eretto nel Trecento dagli Scaligeri sul colle Pausolino (248 metri), e fu distrutto durante la guerra di Cambrai (1508/1516). La chiesa di Santa Maria Assunta è il principale e più antico luogo di culto di Marostica e risale probabilmente al IV secolo. Rimaneggiata nel Seicento, accoglie numerose opere artistiche.

Prospero Alpini. Il Castello inferiore di Marostica, è un bell’esempio di architettura militare medioevale. Costruito nel XIV sec. dagli Scaligeri in pietra arenaria locale, all’interno ospita sale affrescate, arredi d’epoca e spazi espositivi. All’interno vi è anche il Museo dei costumi della partita a scacchi e la spezieria del medico e botanico Prospero Alpini (Marostica 1553 – Padova 1616), personaggio illustre della cittadina, celeberrimo medico e botanico, che all’età di 40 anni insegnò all’Università di Padova, dove si laureò nel 1578. Fu uno dei primi prefetti dell’Orto botanico patavino. Per tre anni circa, fu al seguito del patrizio veneto Giorgio Emo, console al Cairo per la Serenissima. In Egitto ebbe modo di conoscere numerose specie vegetali, spontanee e coltivate, di largo uso nella terapeutica egiziana. Da quest’esperienza, pubblicò nel 1591 e 1592 due volumi, “De medicina Aegyptiorum e “De Plantis Aegypti Liber”, in cui descrive e disegna, fra le altre, la pianta del caffè. Alpini fu il primo botanico a parlare di questa bevanda in Europa. Altro personaggio illustre della cittadina, il geografo economico, studioso delle questioni migratorie Bernardino Frescura (Marostica 1868-Padova 1925). La casa natale di Prospero Alpini si trova nell’omonima via del centro storico, appena fuori le mura (nella foto in alto, credits Musei Alto Vicentino).

Tanti gli appuntamenti “green” per adulti e ragazzi nel programma 2023 del Parco delle Terme di Levico, in Valsugana (TN) 

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Torna “Vivere il Parco”, il programma di attività culturali – concerti, visite botaniche, laboratori per adulti e bambini, appuntamenti letterari – che nel periodo estivo anima il parco asburgico di Levico Terme (TN). La verde kermesse è organizzata dal Servizio per il sostegno occupazionale e la valorizzazione ambientale della provincia autonoma di Trento.

Visite botaniche. Gli itinerari proposti offrono la possibilità di ammirare e identificare i principali alberi del parco e di conoscere elementi della storia del parco. L’appuntamento è fissato ogni martedì sino al 5 settembre (escluso il 15 agosto) alle ore 16.00 con punto di ritrovo presso l’entrata principale del parco in Viale Rovigo.

A bambini e adulti sono dedicati laboratori didattico-creativi e corsi su tematiche naturalistiche. I laboratori rivolti agli adulti si svolgono il mercoledì alle ore 15.30 presso la terrazza della serra del parco e sono: mercoledì 5 luglioMalattie e parassiti comuni delle piante” (rimedi naturali per orto e giardino); mercoledì 19 luglio “Gli alberi del parco – mandala botanici”; mercoledì 26 luglio  “Il giardino roccioso” (piante e materiali con cui lo si realizza); mercoledì 2 agosto Gli alberi nel giardino” (scelta delle specie, la loro collocazione, la potatura e il mantenimento); mercoledì 9 agosto Le erbacee perenni”; mercoledì 23 agosto Fiori tridimensionali con la carta”. I laboratori rivolti a bambini e ragazzi sono programmati il giovedì  alle ore 10.30, presso la terrazza della serra e prevedono momenti di creazione ed esplorazione con l’intento di stimolare la loro sensibilità nel rispetto dell’ambiente. Giovedì 6 luglio “Quanta terra c’è sulla Terra?” (letture animate per curiosi esploratori del mondo sotto i piedi. Incontro con gli animali del suolo per comprendere l’ importanza di questa risorsa fondamentale per tutti gli esseri viventi).  Letture con bambini da 4 a 8 anni. Giovedì 13 luglio  “Il mondo delle api” (creazione di un. paesaggio con prato, fiori e api all’interno del cartone delle uova usando la tempera e la tecnica del collage, a cura di Minimolla Soc. Coop); giovedì 20 luglio, “Corona di fiori” (dopo aver esplorato il parco per cercare le immagini di alcuni fiori, utilizzando materiali riciclati, a cura di Minimolla Soc. Coop.); giovedì 27 luglio “Cd porta tealight alla citronella” (mimetizziamo dei vecchi CD per realizzare delle brillanti basi per tealight alla citronella che in estate tengono lontani gli insetti dispettosi, a cura di Minimolla Soc. Coop.); giovedì 3 agosto “Gioco dell’ape mangia polline” (dopo aver ricomposto un grande puzzle sul mondo delle api, viene realizzata un’ ape mangia polline per giocare e affinare attenzione e coordinazione, a cura di Minimolla Soc. Coop.); giovedì 10 agosto Cornice con materiale di riciclo” (shooting fotografico nel parco e stampa delle fotografie, quindi realizzazione di cornice con materiali di riciclo, a cura di Minimolla Soc. Coop.); giovedì 24 agosto “Quanta terra c’è sulla Terra?” (letture animate per curiosi esploratori del mondo sotto i piedi. Incontro con gli animali del suolo per comprendere l’ importanza di questa risorsa fondamentale per tutti gli esseri viventi).

La partecipazione a tutti gli appuntamenti sopra citati è gratuita. L’iscrizione ai laboratori e alle visite botaniche è obbligatoria:-mail: info@visitvalsugana.it Tel. 0461 727700.

Spazi cólti: i giardini nella storia d’Occidente. La mostra è allestita presso Villa Paradiso all’interno del parco e vuole evidenziare, attraverso una selezione di immagini, filmati, documenti e oggetti le peculiarità dei giardini e parchi che sono la sintesi di saperi e forme artistiche diverse, per sensibilizzare nei confronti di un patrimonio storico-culturale quanto ambientale da salvaguardare e tutelare. Gli sguardi sui giardini storici di diverse epoche, trasformati nel tempo da beni privati a risorsa pubblica si concentreranno sull’evoluzione degli stili e del concetto stesso di giardino da luogo ideale a luogo reale. Orario d’apertura: da martedì a venerdì 14.00- 19.00 martedì e giovedì anche al mattino 10.00-13.00 sabato, domenica 10.00-13.00 / 14.00-19.00 Chiuso: lunedì e 15 agosto.

Fonte: Servizio per il sostegno occupazionale e la valorizzazione ambientale della provincia autonoma di Trento

Domenica 4 giugno apertura straordinaria al pubblico di Villa Mocenigo Biaggini Ivancich di San Michele al Tagliamento (VE), con visita gratuita al parco, concentrato di secoli e di storie

Il Giardino della Villa che non c'è_Appuntamento in Giardino a Villa Ivancich_1

Il complesso architettonico di Villa Mocenigo Biaggini Ivancich a San Michele al Tagliamento (VE) partecipa all’edizione 2023 di “Appuntamento in Giardino” proponendo nella giornata di domenica 4 giugno una visita straordinaria con la guida Mariangela Flaborea (TVO srl).

Una festa del giardino. “Appuntamento in Giardino” è un’iniziativa promossa dall’Api, Associazione Parchi e Giardini d’Italia con il patrocinio del Ministero della Cultura e di ANCI. Pensata come un’autentica “festa del giardino”, la manifestazione ha l’obiettivo di invitare il grande pubblico a scoprire la sorprendente ricchezza storica, artistica, botanica e paesaggistica dei giardini italiani. Un’occasione per far conoscere giardini normalmente chiusi e per arricchire le possibilità di fruizione dei giardini regolarmente aperti con eventi e attività.

La visita, a cui sarà possibile prendere parte gratuitamente previa prenotazione obbligatoria, avrà luogo a partire dalle ore 10:30, con una durata di 60 minuti circa. La richiesta di prenotazione può essere inoltrata via mail contattando l’Ufficio IAT di Bibione iat@comunesanmichele.it o l’Ufficio Turismo del Comune turismo@comunesanmichele.it.

Fonte: Ufficio Turismo/Comunicazione di San Michele al Tagliamento

L’associazione intercomunale Brenta Sicuro invita ad andar per argini fluviali il 28 maggio, il 18 giugno e l’1 ottobre 2023

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L’associazione intercomunale Brenta Sicuro organizza tre gite in bici lungo le arginature fluviali con l’intento di sensibilizzare i partecipanti verso le criticità che questi ambienti presentano e la conseguente necessità di rispettare il territorio, i particolare i corsi d’acqua.

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La partenza dei ciclotour, realizzati in collaborazione con Coop Alleanza 3.0,è dai loro punti vendita di Vigonza (28 maggio), Sant’Angelo di Piove di Sacco (18 giugno), Ponte san Nicolò (1 ottobre), sempre alle 8:45. Previste varie ed interessanti soste, con spiegazioni dei territori attraversati, visite a produttori di miele, agriturismi, idrovore ed aree umide.

Cicloturisti assicurati, meglio se provvisti di casco. L’organizzazione garantisce ad ogni partecipante l’assicurazione per la responsabilità civile, oltre ad offrire una merenda. Le iniziative sono alla portata di tutti, sia per la brevità del tragitto che per gli argomenti trattati. I costi di partecipazione sono simbolici: offerta minima di euro 5 (3 euro i soci Coop) per tutte e tre le gite. Ulteriori informazioni al n° whatsapp 347 2305979 oppure all’indirizzo mail: eventibrentasicuro@gmail.com

Fonte: associazione intercomunale Brenta Sicuro