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L’Asiago Dop Prodotto della Montagna, il formaggio più prezioso d’Italia, festeggia i suoi primi vent’anni a Made in Malga (11-13 settembre)

Ha un valore stimato dagli esperti internazionali che va dai 350 ai 400 euro al chilogrammo la forma di Asiago Dop Prodotto della Montagna stagionata dieci anni aperta (foto in alto) in occasione di Made in Malga, la rassegna nazionale dedicata alle eccellenze casearie prodotte sopra i 600 metri, che torna per il secondo fine settimana (11-13 settembre) nell’Altopiano dei Sette Comuni. Tra gli appuntamenti in programma del Consorzio di tutela formaggio Asiago c’è la masterclass di sabato 12 settembre, alle ore 11:00 con L’Asiago Dop incontra i vini di montagna del Trentino.

La quotazione colloca l’Asiago Dop Prodotto della Montagna al vertice della produzione casearia mondiale di altissima gamma e conferma il valore di questa produzione di nicchia e delle lunghe stagionature. La forma aperta a Made in Malga è stata prodotta con solo latte di pascolo alpino il 21 settembre 2016, giornata nella quale si celebra San Matteo Apostolo, patrono di Asiago, ed è stata “allevata” per dieci anni, riposta su tavole di abete rosso, rigirata quotidianamente a mano e valutata da un esperto fino a raggiungere il grado di stagionatura ottimale.

Già riconosciuto tra i dieci formaggi più preziosi al mondo fin dal 2017 e miglior formaggio vaccino in assoluto ai Luxury Cheese, rassegna mondiale dei formaggi più rari, questo formaggio è un riferimento per intenditori e alta cucina d’autore. Una rarità che nasce ogni anno in poche migliaia di forme nelle malghe e nei caseifici di montagna sopra i 600 metri delle sole province di Vicenza e Trento. In un territorio naturale ricco di biodiversità, con oltre 700 specie diverse, il latte da cui lo si produceproviene da vacche al pascolo alimentate con erba e fieno, senza Ogm e insilati, e porta nel formaggio 100% naturale le caratteristiche dei luoghi, dove essenze, fiori ed erbe mutano a seconda dell’altitudine, dell’esposizione e del periodo di monticazione. La lavorazione conserva e tramanda tecniche antiche, come l’impiego nelle malghe di caldaie in rame alimentate ancora a legna che, unite alla manualità e all’esperienza del casaro, rendono ogni forma unica. Un processo nel quale il tempo è parte integrante della qualità e dà vita a un formaggio dall’aroma complesso, gradevole e intenso, con note di frutta secca tostata, noci e spezie, insieme a sentori di frutti di bosco, di erbe e fiori di montagna dove all’esplosione sensoriale in bocca si associa una persistenza gustativa senza eguali.

Nel 2026 l’Asiago Dop Prodotto della Montagna celebra vent’anni dalla sua introduzione nel disciplinare di produzione, una scelta per valorizzare la filiera legata ai luoghi d’origine sopra i 600 metri d’altitudine, rafforzarne la sostenibilità economica e tutelare il territorio e la biodiversità che la esprime offrendo ai consumatori garanzie sulla provenienza e la qualità del formaggio. Nel primo trimestre, la sua produzione è aumentata del 7,5% rispetto allo stesso periodo del 2025. Un andamento che si inserisce in un trend costante: tra il 2015 e il 2025, le forme sono passate da 52.802 a 68.555, con un incremento del 29,8%. Il dato conferma la vitalità di questo prodotto e il suo ruolo per l’economia locale, sostenuto anche dall’ingresso di nuove malghe nella compagine dei soci, grazie al costante lavoro del Consorzio di Tutela. “I risultati ottenuti in vent’anni dall’istituzione dell’Asiago Dop Prodotto della Montagna – afferma Fiorenzo Rigoni, presidente del Consorzio Tutela Formaggio Asiago – mostrano l’efficacia di pianificazioni e scelte di lungo periodo. La sfida dei prossimi vent’anni sarà quella di creare le condizioni affinché questa produzione possa continuare a mantenersi in buona salute, affrontando i cambiamenti con la resilienza che è propria della nostra filiera e preservando il patrimonio di conoscenze, saperi e paesaggio che la rende unica”.

Fonte: servizio stampa Consorzio tutela formaggio Asiago

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