(di Giancarlo Orsingher, giornalista socio Argav). Cinque aree protette della Valsugana prese in custodia da altrettante scuole. E’ questo in sintesi il contenuto del progetto “Adotta una riserva” proposto a inizio anno scolastico dalla Rete di Riserve del fiume Brenta alle scuole medie della Bassa Valsugana e che ha visto l’adesione di tutti i plessi: la Riserva locale delle Mesole è stata quindi “adottata” dalla scuola di Castel Ivano e le Riserve naturali provinciali di Fontanazzo dalla scuola di Grigno e quella del Laghetto di Sella dalla scuola di Borgo. Nel secondo quadrimestre sarà la volta della Palude di Roncegno per la scuola di Roncegno Terme e della Zona Speciale di Conservazione (ZSC) Torcegno per la scuola media di Telve.
Guidati dagli esperti di Ambios e dai loro insegnanti, i ragazzi delle tre classi coinvolte per ciascuna scuola sono stati dapprima introdotti in classe al tema delle aree protette per poi approfondire con una visita in loco quella presente sul loro territorio. In quest’occasione hanno scattato fotografie e raccolto informazioni e dati sull’ambiente, la flora e la fauna per poi rielaborarli in classe e, con l’aiuto degli esperti, predisporre del materiale utile per comunicare, per raccontare l’area protetta.
Così Guglielmo e Wissam della scuola di Grigno spiegano ad esempio che “quando piove sull’altopiano della Marcesina, l’acqua penetra nella roccia, scende a valle, dove riaffiora dando origine ai corsi di risorgiva. Questi formano un reticolo lineare con acqua limpidissima e sempre fredda, alimentata da neve e pioggia. È l’habitat ideale per il gambero di fiume”. Sul Laghetto di Sella”, Anais e Wijden della scuola media di Borgo ci ricordano che “il laghetto, formatosi per uno sbarramento artificiale, è definito eutrofico perché è ricco di nutrienti. Per questo motivo l’acqua è di colore verde scuro. È inoltre limpida e pulita e ci sono molte alghe e pesci. Può raggiungere una profondità di tre metri”, mentre Giacomo e Matteo della scuola media di Strigno spiegano cos’è il bosco ripariale che si trova a Mesole: “è composto da specie che necessitano di molta umidità, come l’ontano nero, l’ontano bianco, il pioppo nero, il pioppo bianco e i salici. Si tratta di alberi caducifogli”.
Questi sono solo tre esempi dei testi elaborati dai ragazzi, testi che assieme ai disegni naturalistici, alla mappa e a una parte interattiva con piccoli giochi enigmistici, sempre realizzati dagli alunni guidati dagli esperti e dagli insegnanti, sono confluiti nei pieghevoli che, uno per ogni riserva, illustrano l’area protetta in maniera divulgativa. Prodotti in 600 esemplari per ogni riserva i depliant diventano così degli utili strumento per far conoscere e apprezzare al cittadino gli aspetti ambientali delle diverse aree protette della Rete di Riserve del fiume Brenta.
Oltre all’approfondimento del tema naturalistico, il progetto si sta rivelando un’interessante palestra per mettere in pratica un metodo di lavoro che vede i ragazzi delle diverse classi impegnati a raggiungere un obiettivo comune affrontando, in gruppi separati, aspetti diversi di uno stesso argomento che confluiscono poi nel prodotto finale che è la sintesi del lavoro di tutti. Per le prime tre scuole – che hanno visto come referenti le professoresse Michela Sordo, Elena Biasioni, Chiara Segnana e Sara Vallefuoco – il progetto si sta concludendo in queste settimane di febbraio e marzo con gli incontri aperti alla cittadinanza nei quali ragazzi e insegnati presentano le attività svolte e i prodotti realizzati. Come detto le scuole di Roncegno Terme e Telve realizzeranno invece le attività nel corso del secondo quadrimestre, mentre per l’anno scolastico 2026-2027 la proposta della Rete di Riserve sarà estesa alle scuole dell’Alta Valsugana.
Al termine del progetto, grazie al lavoro dei ragazzi, ci saranno quindi a disposizione di residenti e turisti agili guide informative di almeno una decina di aree protette della Valsugana.L’intenzione è che “Adotta una riserva” non rimanga un progetto a se stante ma che diverti un’iniziativa duratura nel tempo con ogni anno un’attività specifiche per ogni scuola nella riserva che hanno “adottato”. I materiali prodotti e una sintesi delle attività è inoltre presente nella sezione “progetti” del sito della Rete di Riserve del fiume B (www.reteriservebrenta.it).
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